PRENDIAMOCI LA STRADA! Corteo contro la violenza di genere a UDINE

Contro le recenti politiche oscurantiste delle istituzioni, rivendichiamo la libertà di autodeterminarci.

• Udine non è una città pericolosa o violenta. Le strade sicure le facciamo noi che le viviamo, non vigilanti armati, pubblici o privati. Rifiutiamo il patriarcato che ci vuole chiuse in casa (dove avviene la maggior parte degli abusi e femminicidi).

• Denunciamo le politiche securitarie che strumentalizzano la violenza di genere per imporre un controllo fascista e identitario sulle nostre vite.

• Per noi la città è sicura quando si cura con: benessere, socialità, welfare, mobilità, comunità e qualità della vita.

• Partiremo da Borgo Stazione, luogo simbolo di strumentalizzazioni politiche liberticide come l’istituzione di ronde e il recente coprifuoco ai negozi del quartiere.

• Rigettiamo l’eteropatriarcato che ci vuole costrette in orientamenti, ruoli ed espressioni di genere fisse.

• È un corteo costruito dal basso aperto a donne, uomini, non binary e persone che si rispecchiano in qualsiasi genere, orientamento sessuale e identità.

• La Coordinamenta Transfemminista di Udine invita alla partecipazione a questo corteo organizzato dal basso, antirazzista, antifascista, antisessista. Alla manifestazione non saranno ammessi simboli di partiti: il nostro è un corteo autoorganizzato e vogliamo che venga rispettata la sua identità.

La coordinamenta è un’assemblea costruita dal basso e a partecipazione individuale, che riunisce soggettività fra di loro molto diverse con obiettivi comuni. È apartitica, ma dichiaratamente antifascista, antirazzista e antisessista. Al suo interno viene data la stessa importanza alle voci di tutte le persone partecipanti tramite un processo decisionale orizzontale, senza la mediazione di rappresentanti e presidenti. Vuole essere uno spazio inclusivo e sicuro in cui ogni persona che si riconosce nei suoi principi possa partecipare sentendosi rispettata e libera di esprimersi.
Il nostro obiettivo è quello di smantellare pezzo dopo pezzo il patriarcato e l’eteronormatività.

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