Affinità Libertarie incontra PnRebel (per lavorare sul concetto di consensualità)

DOMENICA 12 MARZO
ore 16.00 presso il Prefabbrikato di Via Pirandello 22 Villanova (PN)

WHORKSHOP DI RIFLESSIONE SUL CONSENSO, con produzione catartica di sex toys DIY.

Affinità Libertarie è un collettivo anarchico misto che fin dalla sua genesi ha messo l’antisessismo tra i suoi principi fondamentali a fianco di antirazzismo, antifascismo, antiautoritarismo e la lotta contro le nocività. Come scrivevamo nel nostro manifesto antisessista (https://affinitalibertarie.noblogs.org/antisessismo-2/), all’epoca abbiamo deciso di impegnarci partendo da noi, perché questo non rimanesse uno slogan vuoto ma diventasse pratica quotidiana consolidata. Volevamo e vogliamo ancora trovare forme di azione diretta contro l’oppressione di genere che, silenziosa, vedevamo passare inosservata, in varie forme più o meno eclatanti, anche negli spazi di movimento che attraversavamo.
Ci siamo ripropost* “di continuare a praticare e promuovere la lotta contro il sessismo, tenendo viva la discussione su questo argomento all’interno come all’esterno, non delegando solo a chi lo subisce l’onere di dover affrontare questo problema.”Gettare le basi per l’autodifesa, creare anticorpi per fare in modo di non arrivare a situazioni emergenziali o, nell’inevitabile caso queste si fossero verificate, di arrivare per lo meno preparat* all’autogestione dell’emergenza senza sottrarci e voltare la faccia.Partendo dal presupposto che il rifiuto di ogni forma di autoritarismo e gerarchia e la ricerca del consenso nei processi decisionali siano gli elementi base della pratica libertaria e dell’autogestione, ci siamo dotat* di un primo strumento di autoformazione che ci facesse ragionare e aiutasse a smantellare quella che è tristemente nota come la “cultura dello stupro”. Un laboratorio che affronta il problema alle sue radici, tramite l’analisi e il riconoscimento di cosa vuol dire consenso attraverso la messa in discussione dei nostri comportamenti quotidiani, riappropriandoci con umiltà e in maniera non giudicante dell’autocritica come strumento di crescita.Iniziando a parlare di violenze sessiste e sviscerando i nostri vissuti, ci ha fatto rendere conto ancora di più che queste permeano anche le relazioni che ritenevamo complici, oltre che gli spazi che attraversiamo nella nostra quotidianità e che pensavamo sicuri.
Lo stupro che è avvenuto qualche anno fa nella sede della Rete Antifascista di Parma, purtroppo, non è stato il primo episodio di violenza all’interno di spazi di movimento o tra compagn* e, se non ci diamo una mossa, non sarà l’ultimo. Deve pero’ avere la “funzione” di metterci davanti alle nostre responsabilità e al fatto che quanto agito fino ad ora contro l’oppressione etero-sessista e di genere non è stato sufficiente e che un cambio di pensiero e azione sia necessario a partire da SUBITO e da tutt*.
Questa vicenda è solo un esempio dell’apice che possono assumere le micropratiche violente che dobbiamo gestire nelle nostre vite, espressione del fatto che ciò che è soggiacente e pervasivo nella società in cui siamo cresciut* e che combattiamo è vivo e vegeto anche negli spazi che riteniamo liberati.
Il workshop che proponiamo vuole quindi essere un momento di discussione sulle dinamiche sessiste a partire, appunto, dal ragionamento sul consenso.Solo facendo un passo indietro, e aprendo momenti di confronto per nutrire la nostra consapevolezza, crediamo possibile prevenire episodi specifici di autoritarismo e violenza etero-sessista.
Vi invitiamo quindi a questa giornata in cui, insieme, ci confronteremo su come distinguerlo, riconoscerlo, esigerlo e darlo, in tutte le nostre relazioni.
Al termine del pomeriggio, ci dedicheremo all’autoproduzione di fruste e harness con materiali cruelty free e riciclati.
Consideriamo l’autoproduzione di sextoys un mezzo per sottrarre sempre di più la nostra vita/sessualità al mercato, e ci piace l’idea di darci da sol* saperi concreti. Abbiamo scelto, per ora, l’autoproduzione di strumenti che vengono utilizzati soprattutto in pratiche sessuali BDSM (Bondage-Dominazione-Sado-Maso), perché il SM (Sado-Maso) è una delle esperienze più lucide e potenzialmente consapevoli di ragionamento sul consenso e di sua espressione pratica.
Tutt@ sono benvenut@ e proprio perchè riteniamo il consenso un elemento imprescindibile per creare rapporti orizzontali, equi e potenzianti, nello spazio-tempo che apriremo nel nostro laboratario, tutt* i/le present* si devono assumere la responsabilit* di garantire alle/agli altr* di potersi esprimere, il rispetto della riservatezza e il fatto di non utilizzare modi di comunicazione aggressivi o violenti e giudicanti.

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Lotto marzo e il 9

Questo 8 marzo è stata di nuovo una giornata di lotta. Finalmente.
Manifestazioni in tantissime città italiane, che hanno visto migliaia e migliaia di persone scendere in strada e nelle piazze.
Noi eravamo a Trieste in un corteo partecipatissimo, insieme ad altre amiche e amici, sorelle e fratelli, compagne e compagni alleat* contro la violenza eteropatriarcale e per affermare la nostra determinazione contro la violenza di genere ma anche quella agita da confini e istituzioni…. (basti pensare cosa è successo a Parma giorni prima…)

Una giornata di LOTTA e riappropriazione di spazi e del nostro tempo e che ha visto anche nascere due occupazioni, due consultorie transfemministe, una a Bologna e una Napoli.
Occupazioni che nemmeno 24 ore dopo LOTTOMARZO sono state sgomberate dalla polizia!!!
Esprimiamo a loro la nostra più totale SOLIDARIETA’ E COMPLICITA’ anche attraverso questo striscione che ha lasciato un segno della nostra lotta, come una promessa, anche nella città di Udine!

Perchè noi lottiamo tutti i giorni e non solo l’8 marzo, ogni giorno più forte il nostro messaggio è
SQUATTIAMO TUTTO!

Qui il comunicato delle compagne della consultoria transfemminista queer di Bologna e un video della resistenza delle compagne

The day After: Consultoria Transfemminista Queer sgomberata la mattina dopo LottoMarzo

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MARZO 2017

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PIC NIC con RYF 19 marzo

PIC NIC con RYF

Domenica 19 marzo super pic nic per festeggiare l’inizio della Primavera e il ritorno di Francesca Morello alias R.Y.F in via Tolmezzo 87!

Leccornie Vegan as usual e concerto acustico di Restless Yellow Flowers!


R.Y.F.
è l’acronimo di Restless Yellow Flowers, nome con il quale Francesca Morello si fa chiamare mentre suona. Progetto partito da una band nella quale suonava e poi scarnificato fino all’osso: chitarra e voce, una sola persona e dei testi cantati con intensità e fragilità.
Il tutto succede tra il 2010 e il 2011 ma prende forma fisicamente con un disco registrato in autunno del 2011 all’Igloo Audiofactory da Enrico Baraldi e masterizzato da Rico Gamondi nel suo Friscerprais studio. Il disco autoprodotto esce il 24 novembre del 2012.
Nel frattempo R.Y.F. suona in Italia e aggiunge anche un paio di concerti a Berlino, aprendo concerti per ?Alos, Ronin, Tre Allegri Ragazzi Morti, Scout Niblet complice il fatto che la sua nuova base e casa è Ravenna, città viva di eventi e concerti.
Nel 2016 il secondo album, registrato da Francesco Giampaoli, masterizzato da duna studio ed edito da Brutture Moderne e in uscita il 19 febbraio-

https://www.facebook.com/RestlessYellowFlowers/
https://ryfmusic.bandcamp.com/

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MARZO: martedì 14 presentazione PROJECT UTER

MARTEDì 14 MARZO
ore 21.00
presentazione di Progetto Uter (https://projecteuter.wordpress.com/)

“A seguito delle intense mobilitazioni che hanno avuto luogo in Spagna negli ultimi anni, aprire un dibattito sull’aborto ci è sembrato necessario e liberatorio. Abbiamo deciso di sviluppare il problema usando una narrazione grafica, mettendo da parte il linguaggio scritto così chè il lavoro potesse trasformarsi in un utile strumento di comunicazione che ci permettesse di lavorare su un argomento storico e universale che è ancora un tabù in giro per il mondo.

Con l’obbiettivo di creare un murales che favorisse la comunicazione, abbiamo cominciato a raccogliere le narrazioni di diverse persone oralmente, per impegnarci in un dialogo con loro e generare conversazioni. Alcune storie sono state trasformate in annedoti che appaiono in forma metaforica nel disegno finale. Altre hanno aiutato ad inquadrare il problema, per ottenere altre prospettive di elaborazione. Esattamente come fa il “Beehive Collective”ci siamo riappropriat* della trasmissione orale delle storie e della creazione di immagini che dovevano essere assimilate lentamente. Usiamo anche animali per rappresentare le storie delle persone. Se osservate attentamente, vedrete che la maggior parte dei nomi degli animali che appaiono nel poster vengono abitualmente usati come insulti alle donne, specialmente in spagnolo. Improvvisamente cambiano di segno diventando le eroine in questa storia, così che la riappropriazione di queste parole sia autodeterminante e rivendicativa.!

 

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Serata contro il carcere e la repressione: TOMBOLATA BENEFIT

MARTEDì 28/02
CARNEVALE ANTICARCERARIO
IN VIA TOLMEZZO 87!

TOMBOLATA/MASCHERATA/POL-TETTATA CONTRO LA REPRESSIONE E IL CARCERE!

Serata soolidale anticarceraria per sostenere le spese di produzione della compilation benefit “IL FREDDO DI LUGLIO” a favore di Gimmy Puglisi e per il nostro compagno Kabu, attualmente in stato di arresto a Trieste (sul nostro sito trovate diverse info sull’accanimento repressivo nei suoi confronti)

Seguiranno maggiori info ma già da ora sappiate che:

MASCHERATA sta che dovete venire in maschera….. per chi è scarso in queste cose qui no problem, ci penseremo noi all’ingresso…

TOMBOLATA bon sapete giocare no? Ci saranno premi “affini”, autoproduzioni!

POL-TETATE CONTRO IL SISTEMA Porta anche tu qualche pol-tetta vegan, dolce o salata da condividere nel buffet di autofinanziamento…

 

 

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Trieste: presidio di saluto a Kabu

Apprendiamo dell’arresto del compagno Kabu, oggi presidio di saluto a Trieste davanti al carcere

[TRIESTE-ITALIA] ARRESTATO ANARCHICO DI UDINE

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Cineforum(A)utogestito del VENERDì 17

Dedichiamo il prossimo cineforum autogestito in via Tolmezzo ad uno degli argomenti che sta tenendo banco sui media mainstream in questo ultimo periodo, quasi a mo’ di (raccapricciante) gossip (Sanremo a parte) e cioè  l’ascesa al potere di Donald Trump e relative conseguenze.
Tra una firma contro l’aborto e una per far riaprire i lavori agli oleodotti del Dakota Access e Keystone si passa agilmente al muslim ban, cioè il divieto di accesso agli States per chi provenie da 7 paesi a maggioranza mussulmana-Iran, Iraq, Sudan, Siria, Libia, Somalia e Yemen- per un periodo di 90 giorni. Provvedimento tra l’altro, applicato arbitrariamente dalle varie autorità “competenti” causa vaghezza dello stesso…
Quello che prenderemo come spunto per il nostro cineforum di venerdì 17 è una delle promesse elettorali più famose di Trump, quella del muro con il Mexico.
Per questioni meramente logistiche (tipo i costi) magari non verrà realizzato, non nelle sembianze fisiche vere e proprie di un muro, ma non c’è di cui festeggiare. I confini degli States sono destinati ad essere sempre più violenti e blindati nel futuro prossimo.
Quando avremo finito pero’ di volgere lo sguardo altrove, potremmo anche preoccuparci delle politiche migratorie europee che non sono molto meglio… come possiamo leggere in questo articolo su Internazionale: I muri di Trump e quelli dell’Europa.
A seguire una recensione interessante sul film che vedremo

A day without a Mexican/Un giorno senza messicani
di Sergio Arau.

(tratto da http://www.mediaesipario.it)

“Un pensiero, quello riguardo l’esclusione dell’immigrazione ispanica, già persistente da anni e che ha influito il lavoro del regista, Sergio Arau, nella creazione di una pellicola che analizza il pregiudizio razziale attraverso uno schema sci-fi ricco di black humour: stiamo parlando di Un giorno senza messicani, film del 2004 in cui si racconta di una California che, avvolta improvvisamente da una fitta nebbia lungo i confini dello Stato, perde ogni comunicazione con l’esterno e vede, improvvisamente e senza motivo, la scomparsa di tutti i messicani dal territorio. Una parte fondamentale della popolazione californiana si dissolve nel nulla e il vero disagio si palesa in un tracollo economico e sociale senza precedenti, nella dissacrante intuizione comune di un falso ideologismo che ha trovato nella realtà le sue vere spine.  

La pellicola di Arau si incentra prevalentemente nel meccanismo televisivo, imitandone l’impronta visiva e calcandone ogni frammentarietà e abuso, nella totale arbitrarietà di un sistema che si fa beffe dell’informazione e ne usurpa i connotati con la creazione di “verità” inique e soggettive. Il continuo rimando iniziale alla manifestazione di una coscienza popolare che vede nell’immigrato un elemento dannoso, parassita del luogo, si spezza nel susseguirsi della vicenda rivelando la contraddizione di un aspetto che, pur consumato in una percezione quasi imposta, non è appartenente alla realtà dei fatti, dove l’extracomunitario è un soggetto perfettamente integrato in un’economia altrimenti destinata a capitolare.

 

 

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Solidarietà alla NEA

Esprimiamo la nostra solidarietà alla N.E.A riguardo ai recenti fatti di censura fascista e repressione istituzionale che l’ha colpit* vedendosi negare sia a Portogruaro che a Pordenone diverse sale dove avrebbero dovuto tenere una serie di conferenze dal titolo “I GIORNI DEI RICORDI – storia, storiografia e manipolazioni sulle foibe e il confine orientale.

Riportiamo il comunicato del PnRebel che spiega i fatti e invitiamo alla partecipazione venerdì 10 alla Casa del Popolo a Torre di Pordenone.

NO PASARAN

LA NOSTRA AZIONE NON SI FERMA!

Ieri mattina abbiamo annunciato a mezzo stampa e tramite il nostro profilo facebook, l’aver regolarmente ottenuto la sala del Ridotto del Teatro Verdi di Pordenone con tanto di fattura emessa dallo stesso (250 €+iva) per svolgere la conferenza “I Giorni dei ricordi” il 10 febbraio. Nel tardo pomeriggio abbiamo ricevuto una telefonata per conto del presidente del Consiglio di Amministrazione del Teatro Verdi, Giovanni Lessio, in cui ci veniva comunicato, in via ufficiosa, la revoca dell’autorizzazione all’utilizzo della sala.
Le motivazioni sarebbero che “il 10 febbraio è una giornata troppo delicata”, così come poi apprendiamo dalla stampa dove Lessio viene interpellato e ribadisce che “la data è inopportuna”.
Facciamo il punto: a fine gennaio in una mail allo staff alleghiamo la locandina, spieghiamo il caso anticipando che era già stata negata la sala dal comune; ci viene risposto che il 10 febbraio la sala è libera con allegato il modulo per richiederla; viene spedito, riceviamo a stretto giro l’autorizzazione e paghiamo la fattura (tutta la documentazione la trovate in coda al post).
Incredibilmente solo “dopo l’annuncio pubblico sui giornali” veniamo ricontattati per la revoca, ovviamente chiediamo che venga messa nero su bianco e scopriamo però che non vengono date alcune motivazioni, non c’è traccia di quelle dette a mezzo stampa da Lessio, semplicemente si dice “con rammarico” che la sala non è disponibile. A questo punto le domande sorgono spontanee: Lessio concede le sale senza verificarne effettivamente la disponibilità? Non si era neppure accorto che la data “inopportuna” era già stata anticipata e spiegata? Come mai non ci si assume la responsabilità di motivare ufficialmente la revoca? Oppure qualcuno nel frattempo gli ha fatto una telefonata? La risposta noi la sappiamo, basta avere un po’ di buonsenso per capire che chi detiene il potere può permettersi di fare pressioni, minacce o peggio ancora dare semplicemente indicazioni a chi è pronto ad ubbidir tacendo.
La posizione del Comune è perentoria: “Questa conferenza non s’ha da fare, né ora e né mai” con Ciriani nelle vesti di un novello Don Rodrigo e Tropeano e Lessio nelle vesti dei bravi?.
Più che un accanimento questa è una vera e propria persecuzione da parte della giunta nei confronti degli antifascisti e delle antifasciste cittadini e annunciamo che questi atteggiamenti intimidatori non fermeranno né il regolare svolgimento dell’iniziativa né la nostra attività politica, sociale e culturale.
L’assessore alla cultura Tropeano sui giornali fa una parziale marcia indietro (o arrampicata sugli specchi) saputo del nostro esposto in procura, sostenendo che il problema non era il contenuto della nostra conferenza (ma non era negazionista?), ma il metodo con cui l’abbiamo proposta alla cittadinanza e al comune.
Tropeano e il Comune non hanno alcun titolo per intervenire, né sui contenuti delle conferenze che si svolgono in sale pubbliche né tanto meno sulle modalità delle stesse.
L’assessore che parla di “introdurre un contraddittorio” all’interno della conferenza, in realtà non ha mai cercato un dialogo con noi (nonostante fosse stata chiesta quasi un mese prima) ma ci ha sbattuto la porta in faccia, quindi non abbiamo idea di quale metodo stia parlando.
In ultimo vogliamo far rilevare che recentemente il Giudice Tito ha decretato che la fantomatica “Foiba di Rosazzo” non c’è, mettendo fine ad una propaganda che ha fatto capolino sui giornali con dichiarazioni roboanti per mesi, per poi vedere le fonti sgretolarsi, alcuni sostenitori dissociarsi e ora scoprire che era tutta una bufala.
Come si evince, la ricerca della verità è sempre una ricchezza, fare propaganda è antistorico, negare uno studio sociologico come quello proposto da noi è negazionismo, perseguire chi dissente è antidemocratico.
Il Comune di pordenone c’ha dato una lezione di come si possa tornare indietro di 70 anni in così poco tempo.

PNREBEL e NEA

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Solidarietà alla compagna denunciata dopo il presidio contro i cie a Gorizia

Apprendiamo che una compagna è stata denunciata dal sap (sindacato autonomo polizia), per aver letto durante il presidio contro i CIE, organizzato dalla Tenda della Pace a Gorizia lo scorso 7 gennaio, alcune testimonianze di migranti che hanno subito la detenzione (e la repressione) all’interno della struttura gradiscana.

ESPRIMIAMO LA NOSTRA SOLIDARIETA’ ALLA COMPAGNA E A CHI E’ STATO E ANCORA E’ RECLUS* ALL’INTERNO DI CIE E CARCERI E CI BATTEREMO PER DAR VOCE A QUESTE PERSONE

qui il comunicato della Tenda della Pace
qui l’articolo del Piccolo

Per fare un po’ di revival visto che sono tutte invenzioni ripubblichiamo un video di qualche anno fa…

 

 

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Anche martedì 31 serata di approfondimento in via tolmezzo 87

Anche martedì 31 gennaio dedicheremo l’apertura settimanale della sede ad una serata di discussione collettiva.
Abbiamo raccolto la proposta di Andrea di raccontarci il suo percorso di studio e ricerca che riportiamo con le sue parole…
Vi aspettiamo ore 20.30 (puntuali)

 

“Ho pubblicato il mio primo libro, “Israeliti e Hyksos. Ipotesi sul II Periodo Intermedio d’Egitto e la sua cronologia” (Kimerik, Patti (Me)
2016) è stato pubblicato a luglio. Il secondo, “Exodus. Dagli Hyksos a
Mosè: analisi storica sui due Esodi biblici” (Altera Veritas, Roma 2016) a ottobre. In esso applico i miei studi di Storia che sto conducendo presso l’Ateneo veneziano “Ca’ Foscari” in Storia, in particolare del Vicino Oriente antico, II millennio a.C., delle lingue dell’area e del periodo, e delle religioni che lo interessano, unendo storia e antropologia. Mi occupo di esaminare le plurime interpretazioni del mito biblico. Questi studi, pur prettamente storici, antropologici e accademici, hanno dei risvolti politici e filosofici, come ogni metodo antropologico, sociologico, ermeneutico ed epistemologico, riguardo cui mi farebbe piacere avviare un dibattito, che trascenda la mera presentazione dei libri, da cui inizierei comunque l’incontro.
L’antropologia, che quivi applico a un contesto difficile, poiché per forza di cose diacronico rispetto al punto di vista dell’analista, è ontologicamente non neutra. Il sacro, per impiegare quella che già di per sé è una categoria nostra e non universalizzabile, è stato analizzato con punti di vista diversi dai colonialisti, i missionari, i neofascisti, i marxisti, i primitivisti, ecc. Un percorso che si interroghi sulla non neutralità della Storia e dell’antropologia, partendo da un caso di studio – l’Esodo ebraico – penso sia interessante da un punto di vista politico, sociale, di sinistra o libertario.
Cercare di studiare in maniera scientifica quanto concerne la Bibbia inoltre è già di per sé non neutro. Poi ovviamente in base all’interesse per i vari aspetti che tratto si può modificare l’orientamente della presentazione-dibattito.”

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Dimenticare Fukushima?

Venerdì 27 gennaio
ore 20.30 buffet di autofinanziamento
a seguire (indicativamente ore 21.00) presentazione del libro
DIMENTICARE FUKUSHIMA di Arkadij Filin
a cura di istrixistrix.noblogs.org

“La catastrofe di Fukushima non è mai esistita. Quale catastrofe? La frequentazione assidua dei disastri ce ne fa perdere la realtà. La vera catastrofe nucleare non sta nel fatto che tutto si fermi, ma che tutto continui. La bomba non ha distrutto il mondo ma ha aperto una nuova fase del dominio. Il terrore provocato dalla minaccia dell’apocalisse nucleare ha avuto un solo effetto: fossilizzare l’ordine delle cose. Venticinque anni di gestione sociale delle conseguenze di Cernobyl hanno affilato le armi della burocrazia negli ani 2010. Come ben sa, far scomparire la realtà sociale di una catastrofe è innanzitutto una questione di suddivisione dei tempi, una questione di agenda. Catastrofizzare, liquidare, evacuare, riabilitare, banalizzare, altrettanti episodi di uno sceneggiato destinato a farci dimenticare Fukushima.”

“Nè eroe, nè martire, Arkadij Filin è uno degli 800.000 liquidatori di Cernobyl. Le sue parole sono state raccolte da Svetlana Aleksevic in Preghiera per Cernobyl. Tre persone della generazione Cernobyl hanno scelto di prendere in prestito il suo nome per firmare questo libro. Esse si riconoscono nel suo senso di derisione, pur sull’orlo del baratro, nel suo atteggiamento disperato ma niente affatto rassegnato”

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Solidarietà ai collettivi UPinde e Argo in Slovenia

Sosteniamo la resistenza di Inde e Argo in quanto crediamo nell‘autorganizzazione e autogestione e ci opponiamo alla mercificazione della socialità e della creatività.
Occupazioni come queste sono per noi una ventata di aria fresca in una società che ci vuole sottomessi e passivi consumatori/trici.
Al contrario non lo sono i progetti di speculazione e gentrificazione che mirano a cacciare via da questi spazi la gente che li vive e li anima.

Esprimiamo la nostra solidarietà attiva ai/lle nostr* compagn* in questa lotta e per la difesa degli spazi occupati.

Affinità Libertarie

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Minaccia di sgombero anche per l’UPInde a Koper: SOLIDARIETA’

Dopo lo sgombero infame dell’Argo a Izola in Slovenia di cui abbiamo parlato qualche settimana fa,  un’ennesiama ondata repressiva contro gli spazi sociali autogestiti, rischia di colpire un altro posto occupato in slovenia.
Si tratta dell’ex fabbrica Inde a Koper.

Solidarizziamo e sosteniamo attivamente la resistenza delle compagne e dei compagni dell’UPI!

Traduzione del comunicato del collettivo UPI preso da qui
http://www.indeplatforma.org/asbestos-leaving-upi-remaining/

L’AMIANTO SE NE VA, UPI RIMANE

La Piattaforma Creativa Inde (UPI) dà il benvenuto alla bonifica dai rifiuti pericolosi (amianto, aghi usati) nell’area dell’ex fabbrica INDE. In ogni caso dichiariamo di non acconsentire allo svuotamento dei locali già risanati che dal 5 ottobre 2014 sono stati usati dall’ UPI. Crediamo che la bonifica dall’amianto sia fattibile senza interrompere le attività del collettivo.

Dall’ottobre 2014 abbiamo dato prova attraverso il coinvolgimento diretto e l’ampia risposta dei visitatori/trici che questo spazio è di enorme importanza nella regione. Come da premesse dell’UPI stiamo portando avanti un programma sociale (cibo per le persone svantaggiate, raccolta di beni per il sostentamento dei rifugiati etc) programma culturale (più di 300 concerti, tavole rotonde, mostre d’arte, proiezioni etc) un programma di formazione (incontri, laboratori, corsi pratici etc..) campagne ambientaliste, interventi di recupero, programmi sportivi (skate park, laboratori di danza, autodifesa, gare sportive e giornate dedicate allo sport) e così via..

Lo spazio dell’UPI rappresenta un trampolino per fornirsi strumenti di vita e nuove conoscenze. Tutto questo è stato portato avanti su base volontaria, senza costi, senza profitto e con grande quantità di impegno personale. Adesso con la Zona Autonoma Argo andata, c’è il pericolo che questa regione possa perdere l’ultimo di questi spazi che permette di esercitare la nostra creatività, il nostro potenziale sociale e critico secondo logiche non mercificatorie.

Oltre all’UPI diversi senzatetto ne hanno trovato uno all’interno della vasta area della fabbrica abbandonata. Con la chiusura di questo spazio rischiano di perdere il loro ultimo rifugio. DUTB sta quindi mettendo a rischio le loro vite durante i giorni più freddi dell’anno.

L’UPI occupa solo una piccola parte dell’area totale dell’edificio. I rifiuti tossici sono stipati in una parte relativamente lontana dell’edificio, così che è possibile rimuoverli senza che l’UPI debba sostendere le proprie attività e programmi. Non vediamo l’ora arrivi l’8 di febbraio, giornata in cui abbiamo messo in programma una serie di iniziative intitolate INDELETNICA#2 che festeggerà il secondo anniversario dall’inizio della nostra attività pubblica e di farlo in un ambiente completamente sicuro.

The Collective U.P. Inde

Comunicato di solidarietà della FAO/IFA International of Anarchist Federation

 

 

 

 

 

 

NO BANCHE, NO GOVERNI! BASTA SGOMBERI!
#Slovenia

Recentemente lo squat : Argo ad Izola (Slovenia) è stato sgomberato da una ditta di sicurezza privata e dalla polizia. Un altro squat UPInde nella vicina città di Koper è adesso sotto minacchia di sgombero. Entrambi gli spazi sono di proprietà della The Bank Assets Management Company (“Bad bank” creata dallo Stato).
In entrambi gli spazi i compagni della FAO-IFA sono attivi.
Nell’ultimo meeting della FAO-IFA avvenuto il 14/01 a Ljubljana è stata decisa la strategia per difendere lo spazio e pianificate altri livelli di impegno.
A tutti gli effetti questa è una chiamata di solidarietà!

nella foto sotto la delegazione della FAO-IFA con uno striscione con scritto
“Bad Bank – Bad Government giù le mani dall’ UP INDE & ARGO! FAO-IFA”

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Menù (A)queeritivo di introduzione al Cineforum (A)utogestito Degenere

Ad accogliervi prima del Cineforum (A)utogestito Degenere troverete il nostro svergognato (A)queeritivo e sta volta ci impegnamo e socializzare in anticipo il menù…
Per una serata senza inibizioni eteronormative sia nello sguardo che nel palato.

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CINEFORUM (A)UTOGESTITO DEGENERE venerdì 13 gennaioooo!

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Programmazione GENNAIO 2017 in via Tolmezzo 87

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In risposta allo sgombero dell’Argo sabato 07 gennaio

Riceviamo ed inoltriamo la chiamata dei/lle compagn* dell’Argo per domani sabato 07 gennaio in risposta allo sgombero dello squat.

Passeggiata publica in supporto all’ARGO:
Ci troveremo al parco Pietro Coppo, dove esprimeremo il nostro disaccordo riguardo l’accaduto presso la zona dell ex fabrica Argo, seguirà una passegiata pubblica in segno di disaccordo. Venite a esprimere le vostre opinioni o disaccordo con l’accaduto. Potrete conoscerci e discutere apertamente riguardo lo stato attuale e futuro dell area.

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Solidarietà all’ Argo squat di Izola in Slovenia 03/01

 

 

 

 

 

 

 

Nuovo attacco repressivo contro uno spazio sociale e autogestito in Slovenia.
L’Argo squat ad Izola, era già stato oggetto di repressione qualche mese fa, ma gli/le occupanti avevano respinto il primo tentativo di sgombero.
Questa mattina presto, probabilmente in un momento in cui nessun* era all’interno dello squat, la compagnia di sicurezza Galekom, per interesse della proprietaria “Slaba banka” DUTB ha fatto irruzione negli stabili in maniera violenta, impedendo l’accesso agli/lle occupanti che non hanno potuto nemmeno tornare in possesso degli effetti personali lasciati all’interno nè agli altri oggetti comunitari (strumenti musicali, attrezzi, opere d’arte).
L’Argo è stato presidiato dalle guardie che negavano ogni genere di comunicazione con gli/le occupanti.
A quanto risulta, come successo in precedenza anche in un altro tentativo di sgombero di uno spazio sociale a Ljubljana, il Rog,  questa estate, l’iter adottato dalle guardie di sicurezza è irregolare in quanto non c’è stato alcun preavviso di sfratto “legale” di una proprietà privata.
Come sta avvenendo in altri spazi sociali in Slovenia e in Europa questo è un altro inaccettabile attacco all’autogestione e all’autodeterminazione delle comunità che non passerà inosservato.

Per questo motivo esprimiamo solidarietà ai/lle compagn* dell’ Argo e invitiamo tutt* a andare sul posto o effettuare delle azioni solidali.

Aggiornamento ore 20.00 sembra che sia stato usato dello spray al peperoncino contro gli/le occupanti

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Maratona della paranoia #2 Martedì 13/12

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Vi ricordate che martedì prossimo 13 dicembre 2016 c’è il secondo appuntamento con la maratona di Black Mirror??

Sappiate che qui si sprofonda inesorabilmente verso il male più assoluto e la paranoia senza via di uscita…

Noi saremo lì dalle 20.30 con del “confort food” vegan per preparare alla visione del terzo e del quarto episodio e alle 21.00 proiezione di:

#3 Shut up and dance
Qui un introverso diciannovenne (Alex Lawther) inciampa in una trappola online. Alleato a un uomo equivoco (Jerome Flynn), finisce per trovarsi nelle mani di ignoti. Brooker ha descritto questo episodio, diretto dal regista di The Woman In Black, John Watkins come “un kitchen-sink thriller allucinato”.

#4 San Junipero
Ambientato in California, negli anni Ottanta, con due attrici mediamente note: Mackenzie Davis (Halt and Catch Fire) e Gugu Mbatha-Raw (Doctor Who, Touch) che interpretano rispettivamente Yonkie e Kelly, nuovi arrivi della classica cittadina “sinonimo di sole, surf e sesso” nella cornice di un genere che dovrebbe ricordare i tipici film di formazione à la John Hughes.

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