ORO ROSSO Fragole Pomodori Molestie e Sfruttamento nel Mediterraneo

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NO CPR: Corteo regionale 20 ottobre ore 15.00 a Gradisca

NO CPR – CORTEO REGIONALE

SABATO 20 OTTOBRE – ORE 15:00 PIAZZALE DELL’UNITÀ (GRADISCA d’ISONZO)

Il 18 ottobre 1938, il governo fascista promulgava le leggi razziali. Nel 2018, i governi democratici ne hanno ereditato il mandato, segregando in centri di detenzione le persone senza documenti.

A Gradisca, vogliono iniziare i lavori per la trasformazione del CARA (ex-CIE) in CPR, Centro di Permanenza per il Rimpatrio. I CPR – come già CIE e CPT – sono dei lager. Le persone vengono imprigionate per il solo fatto di non possedere un permesso di soggiorno. Le condizioni di vita dentro i CPR sono pessime. Il loro mantenimento (costosissimo!) arricchisce cooperative e imprese speculatrici.

Formalmente, le persone vengono rinchiuse per essere rimpatriate: opzione inaccettabile per chi ha rischiato la vita per attraversare frontiere. La finalità effettiva dei CPR è però quella di rafforzare il mantenimento di tutta la comunità di non cittadine/i in una condizione di inferiorità legale, di terrore, ricattabilità e sfruttabilità.

Il decreto Minniti-Orlando prevede l’attivazione di un CPR per regione e addirittura, in Friuli-Venezia Giulia, il presidente Fedriga ha dichiarato di volerne aprire uno per provincia. Con il decreto sicurezza Salvini, per perdere il permesso di soggiorno, ed essere quindi potenzialmente internate/i, basta essere dichiarate/i pericolose/i socialmente o essere condannate/i in primo grado per oltraggio a pubblico ufficiale. Inoltre, nelle zone di frontiera, come la nostra, sarà possibile internare anche solo per identificare la provenienza della persona sprovvista di documenti e/o richiedente asilo, senza la necessaria presenza di un provvedimento di espulsione attivo.

In questi mesi sono iniziati trasferimenti di persone dal CARA di Gradisca e stanno per cominciare i lavori per adibirlo a CPR; il contratto con la cooperativa Minerva – nota per i maltrattamenti delle persone costrette nel CARA – scadrà a fine 2018. Il cantiere – che vale quasi 3 milioni di euro – è stato affidato al genio militare, saltando la gara d’appalto, come si trattasse di un’emergenza.

Il silenzio sull’apertura di un CPR è inevitabilmente complicità con la sua esistenza: significa aver interiorizzato la divisione razziale, cioè razzista, imposta dall’attuale discorso dominante; significa accettare che delle persone vengano internate, perché comunque non capiterà a noi.

Noi ci opponiamo e ci opporremo totalmente alla creazione e all’apertura di un CPR e sappiamo che unendoci, organizzandoci e coordinandoci tra tutte/i le antirazziste/i e le/i solidali della regione possiamo impedirne l’apertura.

Per bloccare l’apertura di un CPR ci vogliono molte teste, molte mani e poche deleghe del lavoro a qualcun’altra/o.

Sabato 20 ottobre diamo appuntamento per un primo CORTEO DI OPPOSIZIONE ALLA COSTRUZIONE DEL CPR. Per un momento di mobilitazione, di confronto e di organizzazione fra le varie individualità e gruppi di tutta la regione.

NO CPR E NO FRONTIERE NE’ IN FVG NE’ ALTROVE!

Assemblea NO CPR e no frontiere

nofrontierefvg.noblogs.org

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14/10 Tragical History Tour : Matinèe Folk Punk

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OTTOBRE 2018 ALLA LABORATORIA AUTOGESTITA

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Incontro e discussione con CAMPAGNE IN LOTTA! 7 ottobre ore 18.00

DOMENICA 7 OTTOBRE ore 18.00

presentazione e discussione con alcun* compagn* di
CAMPAGNE IN LOTTA

Quest’estate numerose sono state le morti e le notizie sullo sfruttamento dei lavoratori nelle campagne del sud Italia, legate alla raccolta dei pomodori. Ma il processo di sfruttamento dei braccianti in agricoltura, soprattutto immigrati e senza documenti, non è iniziato quest’anno e non riguarda solamente la raccolta dei pomodori ed il sud italia (si pensi alla tendopoli di Saluzzo o ai recenti arresti per caporalato in veneto), ma fa parte di quel meccanismo che per massimizzare i profitti della grande distribuzione e per superare la concorrenza spreme i più deboli e ricattabili della catena produttiva.

CAMPAGNE IN LOTTA è una rete che da anni lotta, in modo autodeterminato ed auto-organizzato, contro questo meccanismo, favorito sia dallle leggi del mercato che dalle stesse istituzioni, e contro lo sfruttamento, la ricattabilità e la precarietà sociale ed abitativa che ne deriva.

A SEGUIRE CENA SOCIALE VEGAN!!!

Prossimi appuntamenti
Domenica 14 ottobre ore 18.00 Matinèe Folk punk con concerto in acustico di “Tragical History Tour” da Dundee (Scozia)
Sabato 20 ottobre ore 19.30 Presentazione di Oro Rosso, fragole e pomodori, molestie e sfruttamento nel Mediterraneo di Stefania Prandi. Sarà presente l’autrice

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NO AI CPR NE’ QUI NE’ ALTROVE! Serata di autoformazione.

NO AI CPR NE’ QUI  NE’ ALTROVE!
Serata di autoformazione.

Lunedì 17 settembre alle ore 20.00 nella Laboratoria (A)utogestita (in via De rubeis 43 a Udine)
incontreremo le compagne e i compagni del Coordinamento No CPR e NO FRONTIERE per una serata di autoformazione sui i “centri di permanenza per il rimpatrio” e sulla situazione sul confine italo-sloveno.

Il piano dell’attuale governo sarebbe quello di aprire più di un CPR per regione e Fedriga ha già candidato il Friuli Venezia Giulia per ospitarne addirittura uno per provincia raccogliendo il plauso anche del sindaco del capoluogo friulano.
La questione non riguarda quindi solo l’area dell’ex cpt/cie e attuale CARA di Gradisca sul quale c’è il progetto di riconversione in CPR per l’inizio del 2019, ma anche Udine.

In questa serata cercheremo di condividere informazioni dubbi lacune domande, risposte e idee per costruire insieme consapevolezza su quelle che sono le politiche in tema di immifrazione in Italia e più in specifico nella nostra regione.

Opponiamoci all’apertura di qualsiasi cpr ovunque sia ubicato!

A seguire il testo di indizione all’assemblea pubblica che si è tenuta lo scorso 8 settembre a Trieste

NO AI CPR IN FVG NE’ ALTROVE!

Il decreto Minniti-Orlando (https://bit.ly/2mbNZsQ) sulla protezione internazionale e l’immigrazione (2017) prevede, tra le altre cose, l’estensione della rete dei centri di detenzione di migranti “irregolari”.
I Centri permanenti per il rimpatrio (CPR) sostituiscono i CIE (Centri di identificazione ed espulsione), aumentandone il numero: l’obiettivo della legge è la creazione di 20 CPR (uno per regione), per un totale di 1.600 posti. I CPR – come già i CIE e i CPT – sottopongono a regime di privazione della libertà per il solo fatto di non possedere un permesso di soggiorno. Chi viene rinchiuso nei CPR si trova in uno stato di detenzione, privata/o della libertà personale e sottoposta/o ad un regime di coercizione, subendo giornalmente vari tipi di soprusi da parte dei dipendenti delle cooperative e delle imprese che gestiscono e speculano sui CPR. La finalità della reclusione nei CPR è formalmente il rimpatrio, opzione inaccettabile per chi si è trovata/o costretta/o a giocarsi la vita per attraversare frontiere; più in generale, la finalità dei CPR è rafforzare il mantenimento di tutta la comunità di non cittadine/i in una condizione di inferiorità legale, terrore, ricattabilità e sfruttabilità. Attualmente sono 5 i CPR aperti in Italia: Bari, Brindisi, Ponte Galeria (Roma), Palazzo San Gervasio (PZ) e Torino. In alcune città dove si intende aprire un CPR – come Montichiari (BS) e Modena – le persone migranti e native stanno creando reti di opposizione e mobilitazioni sul territorio per impedirne l’apertura. In FVG, il presidente Fedriga ha dato la disponibilità all’apertura di ben più di un CPR, accogliendo il sostegno dei sindaci di Trieste, Udine e Gorizia (qui: https://bit.ly/2KhwBN7). Tuttavia la scelta di dove aprire il primo è per ora ricaduta su Gradisca d’Isonzo, dove c’è un ex CIE oggi parzialmente utilizzato come CARA (Centro di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati). Il CPT/CIE di Gradisca, noto per essere tra i più terribili, era stato aperto nel 2006 e chiuso nel 2013 grazie alle rivolte portate avanti dai migranti rinchiusi al suo interno. In queste ultime settimane sono iniziati trasferimenti di persone dal CARA di Gradisca di Isonzo e sono parzialmente cominciati i lavori per adibire la struttura a CPR. Il cantiere è stato direttamente affidato al 1° Reparto del Genio dell’Aeronautica Militare, saltando i tempi delle gare d’appalto ed enfatizzando la retorica emergenziale e la pratica di guerra al migrante (vedi qui: https://bit.ly/2LJJkgX). La gestione dell’attuale CARA da parte della cooperativa Minerva, nota per i subdoli mal-trattamenti riservati dai suoi operatori ai richiedenti asilo (LINK VIDEO), scadranno a fine 2018. Gli accordi attuali tra Comune di Gradisca e Regione sono che a quel punto verrà chiuso il CARA ed aperto il CPR ad inizio 2019. Ci opponiamo e ci opporremo totalmente alla creazione e all’apertura di un CPR e sappiamo che unendoci, organizzandoci e coordinandoci tra tutte/i le antirazziste/i e le/i solidali della regione possiamo bloccarne l’apertura.

 

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Prima assemblea per una Rete/coordinamenta femminista a Udine 22 settembre

Sabato 22 settembre alle ore 17.00 ospiteremo nella nostra Laboratoria TransFemmQueer la prima assemblea della rete/coordinamento antisessista femminista a Udine.
Ecco l’invito, partecipate e fate girare.


Siamo un collettivo libertario, transfemminista e antifascista, che si incontra da alcuni anni in città (Udine). Nasciamo dall’esperienza di LesCostumizzed (fanzine diy pensata da un punto di vista di genere) Affinità Libertarie (collettivo anarchico misto) e dell’Assemblea Degenere (assemblea nata per discutere su relazioni sessualità salute normatività etc) e il nostro scopo è quello di ragionare e organizzarsi al fine di smantellare l’eterosessismo e la violenza di genere che ci circonda.
Da Marzo ci siamo date un luogo, che abbiamo chiamato “Laboratoria TransFemmQueer”. L’abbiamo fatto con la volontà di aprire momenti di autoformazione in tema di salute e intimità, autodifesa, pratiche di mutualismo ecc…

Vogliamo darci e condividere strumenti e conoscenze attraverso la costruzione di rapporti orizzontali, per delegare il meno possibile le decisioni sulle nostre vite.

Abbiamo deciso di chiamarla così perché:

Laboratoria sta per work in progress, qualcosa in divenire, fluido e mutevole.
Autogestita
perchè si basa sui principi dell’autogestione, ovvero chiunque partecipa sarà importante per la realizzazione delle iniziative e non ci sarà una divisione tra chi organizza e chi partecipa.
Transfemminista e Queer
perché vogliamo costruire e condividere un percorso di liberazione dall’eteropatriarcato.

A seguito di diversi incontri con alcune persone avvicinatesi in risposta alla nostra chiamata per un’assemblea antisessista aperta, abbiamo ritenuto che sia importante oggi formare un coordinamento cittadino femminista autoorganizzato con l’intento di mettere in rete chi è impegnat* in città su queste tematiche e studiare insieme strategie di opposizione al generale peggioramento del clima politico e sociale cittadino e globale.
La nostra idea è quella di creare un’assemblea ad adesione individuale (formula che riteniamo più inclusiva per tutt*) che sia capace di coordinarsi attraverso dinamiche orizzontali e applicazione del metodo del consenso.

Vi invitiamo a partecipare alla prima assemblea il giorno Sabato 22 Settembre alle ore 17.00 presso la nostra sede di Via De Rubeis 43 a Udine.
Caldeggiamo una presenza numerosa per dare il via a questa esperienza.

Attraverso sorellanza e complicità costruiamo reti di solidarietà e supporto reciproco!

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Matinée Folk tal’Ort domenica 9 settembre!

Ultimo appuntamento dell’estate con il FolkPunk PicNic Tal’Ort liberato e autogestito di Udine che per l’occasione diventà un bel matinè DOMENICA 9 SETTEMBRE alle ore 17.00!
A calcare il nostro prato, unpluggissimo come al solito, saranno la cantautrice belgo/ceca
Ztratila se Kocka che direttamente da Bruxelles, munita di fisarmonica, ci canterà d’amore, vita on the road, squat femminismo e anarchia e il suo compagno di tour Fabian Maddison polistrumentista folk e bluegrass country da Bournemouth (UK).

Ad allietare i palati il solito ricco BUFFET VEGAN di autofinanziamento!

Il FolkPunk PicNic Tal’Ort è un momento di socialità autogestita in uno spazio verde urbano restituito a chi lo abita e lo vive.
In caso di mal tempo ci trasferiamo tutt* alla stessa ora nella Laboratoria (A)utogestita di via De rubeis 43 sempre a Udine.

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26/08 AUTOPRODUZIONE COLLETTIVA DI PASSATA vs caporalato e grande distribuzione


Care tutte e cari tutti,

il caldo avanza, i frutti maturano e sono da raccogliere….  e  trasformare.

Quest’estate numerose sono state le morti e le notizie sullo sfruttamento dei lavoratori nelle campagne del sud italia, legate alla raccolta dei pomodori. Ma il processo di sfruttamento dei braccianti in agricoltura, soprattutto immigrati e senza documenti, non è iniziato quest’anno e non riguarda solamente la raccolta dei pomodori ed il sud italia  (si pensi alla tendopoli di Saluzzo o ai recenti arresti per caporalato in veneto http://www.repubblica.it/cronaca/2018/08/09/news/caporalato_sei_arresti_a_verona-203739793/ ), ma fa parte di quel meccanismo che per massimizzare i profitti della grande distribuzione e per superare la concorrenza spreme sempre più i più deboli e ricattabili della catena produttiva.

Abbiamo in programma una serie di iniziative di informazione e sostegno sulla tematica, tra cui un incontro con la rete Campagne in lotta, che lotta a fianco dei braccianti per condizioni di vita e di lavoro migliori, e la presentazione del libro ” Oro rosso: fragole, pomodori, molestie e sfruttamento nel Mediterraneo “, delle quali vi informeremo nelle prossime settimane.

Quel che vogliamo fare da subito invece è organizzare una produzione collettiva di passata, comprando pomodori biologici da contadini locali. L’autoproduzione non rappresenta la soluzione al problema, ma fa sì di poter mangiare salsa di pomodoro senza ingrassare gli ingranaggi dei supermercati, delle grandi aziende di trasformazione e degli imprenditori agricoli, e al contrario favorisce un’agricoltura locale legata al territorio e un rapporto diretto con chi coltiva. L’autoproduzione favorisce anche la collaborazione e lo scambio di saperi tra chi la pratica, nonchè la riacquisizione di abilità che nel tempo del “guadagno e compro” si vanno perdendo.

Se sei interessat* a PREPARARE CON NOI LA PASSATA devi innanzitutto dirci quanti vasi da mezzo litro vuoi fare. Col nostro metodo la passata viene bella densa, e la resa è di circa 1,5 kg di pomodoro per vaso. Il costo di ogni vaso sarà di 2,50 EUR per la passata (1,80 EUR per 1,5 kg di pomodoro + 0,70 EUR gas e spese varie) più il costo del vaso da mezzo litro, che comprandolo della Bormioli è di circa 1,45 EUR compreso il tappo (stiamo vedendo di altre marche altrettanto valide ma che costino meno, quindi su questo punto si potrà pprobabilmente risparmiare). Se vuoi portare tu il vaso va bene, però ti chiediamo che il tappo non sia ruggine e sia in buone condizioni, altrimenti la passata andrà presto a male; soprattutto chiediamo vasi che non abbiano o non abbiano avuto colla o etichette o scritte col pennarello, altrimenti la padella che useremo per metterli sottovuoto non potremo più usarla per altro….. Altrimenti il vaso lo compriamo noi e poi rimane a te per la prossima passata o marmellata o chissà!
Ci troveremo a farla domenica 26 agosto alla laboratoria in via de rubeis, dalle 9.00 del mattino fino al tardo pomeriggio. Se alle 9 è presto e vuoi venire più tardi ad aiutarci va bene, prima prepareremo la nostra nel caso!

Se VUOI LA PASSATA MA NON RIESCI PROPRIO A PASSARE te la possiamo preparare noi domenica 26, ti chiediamo però un’ulteriore offerta per il lavoro, che andrà come finanziamento alla sede e alle nostre  attività.

Se invece vuoi PREPARARE LA PASSATA DA TE MA NON SAI DOVE COMPRARE I POMODORI dicci quanti kg ti servono e li possiamo ordinare insieme a quelli per la passata. O se preferisci ti giriamo direttamente i contatti dei tre contadini da cui ci forniremo, fanno biologico e sono locali. Il prezzo è di circa 1,10-1,20 EUR/kg, da definire meglio in fase di ordine.

Se semplicemente VUOI PASSARE A TROVARCI, pranzare insieme e magari condividere il tuo metodo di fare la passata, dalle 9.00 saremo alla laboratoria in via de rubeis! Per pranzo pasta col pomodoro!

Per ovvie esigenze organizzative ci serve sapere quanti vasi da mezzo litro di passata o quanti kg di pomodoro ti servono, e se passerai ad aiutarci o meno, entro lunedì 20 agosto!

++++++ Certo, 2,50 EUR  per un vaso di passata (più di 3 se non hai il vaso, che però poi resta a te) son ben di più di quelli che offrono i supermercati, ma ti invitiamo a leggere qualcuno degli articoli sotto sulla questione del prezzo della passata, per non stupirsi poi che esistono braccianti che lavorano per 2 EUR l’ora e vivono in ghetti senza contratto nè casa nè documenti, o cibi avariati o velenosi per la salute. D’altra parte, 2,50 EUR è il prezzo di una birra piccola, varranno il condimento di una pastasciutta per 4 persone sano e senza lo sfruttamento di nessuno?

https://www.internazionale.it/reportage/stefano-liberti/2018/07/25/passata-pomodoro-eurospin
https://mail.google.com/mail/u/1/#search/inchiesta/1635d60a77af0090?projector=1&messagePartId=0.9

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Total Eclipse Folk Pic Nic Tal Ort con Emma Gustafson!

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Punk pic nic Tal’Ort con Gab de la Vega 29 giugno

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Cineforum Autogestito//Martedì 19/06 Il fascino indiscreto del populismo

CINEFORUM (A)UTOGESTITO
di MARTEDI 19 giugno
@ Laboratoria Autogestita
in via De Rubeis 43, Udine

ore 20.30  cena a seguire film!

Il fascino indiscreto del populismo
A CASA NOSTRA (CHEZ NOUS)
Regia di Lucas Belvaux
(Francia/Belgio 2017)

Come prossima visione collettiva abbiamo deciso di proporre “A casa nostra” film di Lucas Belvaux per avviare insieme una riflessione sullo stato delle cose, sul come siamo arrivat* al punto in cui siamo arrivat* oggi, sul fascino suadente di una certa politica che ha eliminato chirurgicamente un certo linguaggio per darsi una “ripulita” con lo scopo di camuffarsi per diventare accettabile e guadagnare consensi. Come questo non solo sia passato quasi inosservato, ma addirittura sia stato consensualmente assorbito senza senso critico in maniera trasversale è una domanda sulla quale vorremmo riflettere insieme.

(tratto da qui)
Questo film è un ritratto tagliente della situazione politica contemporanea, che senza nascondersi dietro metafore e non detti si schiera apertamente contro il partito della Le Pen.
Il film si ispira al romanzo di Jérôme Leroy, Le Bloc, ed è ambientato in un distretto minerario nel nord della Francia, dove Pauline (Émilie Dequenne), un’infermiera autonoma, cresce da sola i suoi due figli e si occupa di suo padre, un ex metalmeccanico e militante comunista. Pauline è sempre disponibile con i suoi pazienti e per questo è molto amata nella sua comunità, al punto da essere avvicinata dall’emergente partito nazionalista, alla disperata ricerca di una figura rispettabile da candidare alle elezioni locali. La politica è un territorio completamente inesplorato per Pauline che, spinta da un’idea di rinnovamento della classe politica, accetta più o meno inconsapevolmente di entrare a far parte di uno schieramento di cui non conosce quasi nulla, specialmente i retroscena più oscuri. A guidare Pauline nella sua ascesa all’olimpo del partito nazionalista è Agnès Dorgelle, che non a caso ha gli stessi colori e lo stesso piglio arrogante di Marine Le Pen, mentre ad accompagnarla nella vita privata è Stéphane Stankowiak, un allenatore di calcio che di notte si trasforma in uno spietato squadrista neofascista. Stretta tra due fuochi, Pauline si lascia trascinare dalla corrente del partito, fino a che non scopre la realtà dietro l’apparenza e tutto il castello che si era costruita attorno le crolla addosso con una violenza inaudita.
Pauline è cieca all’inizio, così come tutti quegli elettori inconsapevoli, che cercano nel partito nazionalista una risposta alla crisi economica, ma Lucas Belvaux si assume la responsabilità di rivelare la realtà attraverso la finzione. Senza troppi orpelli di stile, il regista belga va dritto al nocciolo della questione in una messa in scena il quanto più possibile asciutta e chiara nell’esposizione del suo messaggio di denuncia. L’unico scopo della narrazione è colpire dritto al cuore il Front National di Marine Le Pen, ed è per questo che Belvaux libera il campo da tutto ciò che potrebbe distrarre lo spettatore dai costanti riferimenti all’attualità bruciante della Francia contemporanea, per realizzare un film iperrealista, ma allo stesso tempo incredibilmente efficace nell’esposizione dei fatti. E non è un caso che al suo debutto in patria A casa nostra sia esploso come una bomba, attirando su di sé l’attenzione dell’opinione pubblica e le critiche rabbiose del Front National.

 

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QUEER-è-FORUM 07 giugno : GRANDMA di Paul Weitz


QUEER-è-FORUM della Laboratoria TransFemmQueer

Giovedì 7 giugno
ricominciamo ufficialmente anche con il nostro
CINEFORUM(A)UTOGESTITO A TEMATICA QUEER!
Abbiamo deciso di proporre come prima visione
GRANDMA
di Paul Weitz

Dal regista di About a Boy e American Dreamz una commedia amara di grande impatto comico e drammatico insieme che affronta il tema dell’aborto e della libera scelta.

Elle Reid viva da sola dopo la morte della sua compagna di vita Violet. Ha saldato tutti i suoi debiti, chiuso la storia con una nuova compagna molto più giovane, e si prepara a vivere il resto della sua esistenza in orgogliosa e misantropa solitudine. Ma alla sua porta si presenta la nipote Sage con un grande problema: è incinta e deve abortire in giornata, e non ha i soldi per la procedura. Elle dovrà intraprendere insieme a Sage un pellegrinaggio fra vecchie compagne di battaglia e antichi amori per racimolare il necessario, e nell’impresa dovrà confrontarsi con tutti i suoi rapporti bruscamente interrotti, compreso quello con la figlia Judy, la mamma di Sage, ignara di ciò che sta succedendo alla ragazza…. (tratto da qui)

alle ore 20.30 after dinner di autofinanziamento:
CUNTail del giorno: Peach-o-la-dà , Strawberry fields e sanBUCO on the rocks (anche versione ANAL)
a seguire proiezione.

Nell’arco della serata metteremo a disposizione materiale di (contro)informazione su contraccezione, aborto, malattie sessualmente trasmissibili e anche un piccolo breviario di autodifesa alle stronzate sentinellesche!

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Primo Cineforum (A)utogestito supercult della Laboratoria: BOMB CITY!

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Per la libertà di esistere contro oscurantismo ed eteropatriarcato

In quanto parte della Laboratoria TransFemmQueer di Udine, scriviamo questa lettera aperta per denunciare un fatto gravissimo riguardante l’Università di Udine: contrariamente ai patti stipulati con la lobby gay, l’ateneo non si è fatto alcuna remora nel disattendere l’unico semplice obbligo che si era impegnato a rispettare.

Relativamente all’Anno Accademico 2016/2017, infatti, la percentuale di frocizzazione delle studentesse e studenti iscritt* non ha raggiunto l’obiettivo del 50% promesso.
Diremo di più: nonostante tutti gli sforzi che varie realtà nel mondo stanno impiegando per diffondere conoscenza e cultura, l’apporto di nuove leve GHEI rimane costante nel tempo, come se le persone fossero misteriosamente impermeabili ad ogni tentativo di manipolazione delle proprie preferenze sessuali.

Inaccettabile!

Ironia a parte, vogliamo sottolineare la gravità di certe affermazioni apparse recentemente su un quotidiano locale online e la tossicità della cultura eteropatriarcale che rovina le vite delle favolosità che sentiamo vicine come sorelli e fratelle.

Noi non ci arrendiamo! Con questo comunicato vogliamo lanciare un messaggio importante: continueremo a lavorare per il rovesciamento dell’eteropatriacato che genera certi (poco isolati) mostri.
La nostra opera per liberare corpi e desideri dal cattofascismo prosegue senza tregua. Indomite, non posiamo gli strumenti per la costruzione di un mondo migliore e ci schieriamo al fianco di tutte le persone che sono costrette a respirare da vicino i miasmi soffocanti dell’oppressione.

Siamo con voi: sappiamo quanta sofferenza dobbiate sopportare, perché è anche la nostra. Per questo aggiungiamo anche che non siete sol*: camminiamo e lottiamo insieme.
La Laboratoria vi è vicina e celebra il vostro (e nostro) coraggio, che è anche il coraggio di vivere la vostra/nostra vita e di perseguire la felicità.

Resistiamo!

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il punk non è morto ma fa l’orto

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Ci siamo!

La Laboratori(A)utogestita è la naturale evoluzione del nostro percorso autogestionario.

Vorremmo che fosse un luogo in cui dare a più persone possibili l’opportunità di autorganizzarsi anche solo in qualche aspetto della propria vita, per provare l’esperienza di poter fare tranquillamente a meno di capi, gerarchie,presidenti e responsabili… un luogo in cui le persone prendessero l’abitudine a non delegare all’autorità.

L’abbiamo chiamata “laboratoria” perchè vorremmo fosse una fucina di creatività, un posto in cui condividere saperi, mettere insieme e concretizzare idee collettivamente.
Vogliamo dedicare particolare attenzione ed energie alle autoproduzioni, perchè vorremmo riappropriarci della capacità di fare, di aggiustare, di creare, capacità che vanno perdendosi nella moderna società che ci vuole consumatori, in cui l’unica cosa che conta è comprare e poter comprare. L’alternativa all’autoproduzione è la società del consumo, che provoca guerre e devastazione, inquinamento e rifiuti, sfruttamento nei posti di lavoro, in cambio di desideri che ci vengono indotti dalla pubblicità e che non riusciremo mai, per la stessa organizzazione del sistema di consumo, a soddisfare. Una vita infelice quindi, irrealizzabile, in cambio di sfruttamento delle persone e devastazione del pianeta, come dimostrano i cambiamenti climatici in atto.

Sarà un posto
– libero da discriminazioni, autoritarismi, gerarchie e pregiudizi dove le persone possono sentirsi libere dalle oppressioni quotidiane e ci piacerebbe che chi partecipa si impegnasse in questo senso.
– lontano dalle logiche della socialità commerciale che esclude chi non ha certi privilegi economici: non ci sono clienti né consumatori/trici ma tutt* vengono coinvolt* nella gestione e nella riuscita della serata.
– lontano dalle logiche di sfruttamento di ogni essere vivente umano e non umano; per questa ragione i nostri buffet sono sempre vegan.
– di controinformazione: abbiamo fatto iniziative pubbliche su antisessismo, gender, consapevolezza dei media, linux, no tav, repressione, culture e popoli oppressi, laboratori diy, cineforum, astensionismo, lotte per l’ambiente, educazione libertaria, anarcoqueer e continueremo su questa linea anche nella Laboratoria.  Abbiamo anche un archivio digitale di materiale di controinformazione a disposizione di chiunque voglia consultarlo e ampliarlo e ci piacerebbe ampliare anche la biblioteca cartacea.

Un punto di incontro di persone che vogliono liberare energie per costruire assieme alternative, punti di resistenza, semi di creatività. Ci piacerebbe che l’autogestione diventasse l’esigenza di più persone possibile e che tutt* la sperimentassero.

Come Assemblea Degenere di Udine oltre a continuare quanto iniziato in via tolmezzo 87 guardiamo al futuro.
Vorremmo che la Laboratori(A)utogestita fosse l’anticamera di una CONSULTORIA AUTOGESTITA TRANSFEMMQUEER.

La parola “Laboratoria”  (declinata al femminile appunto come rivendicazione politica) esprime pienamente il percorso che come transfemministe queer vogliamo portare avanti oggi  in questo spazio autogestito, partendo proprio dai nostri corpi ed esistenze ribelli.
Vogliamo dedicarci un periodo di autoformazione aperto a chi lo desidera, per riuscire ad autogestire in futuro anche la nostra salute e (in)formazione, delegando il meno possibile ad enti esterni.
Laboratoria sta per work in progress, qualcosa in divenire, fluido e mutevole.
Transfemminista e Queer perchè vogliamo costruire e condividere un percorso di liberazione dall’eteropatriarcato.

 

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Personal is Political: a workshop about consent and rape culture

Rdeče zore / Red Dawns ci ha invitato a contribuire al festival di quest’anno con il nostro w.shop itinerante sul consenso e la cultura dello stupro.
E noi ci andiamo sabato 10 marzo ore 10.30 presso l’A-infoshop, Metelkova.
http://rdecezore.org/?p=12271&lang=en&l=2018

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Solidarietà al Libertatia Squat di Salonicco!

SOLIDARIETA’ ALLO SQUAT LIBERTATIA A SALONICCO
per il vile attacco incendiario fascista subito ieri domenica 21 gennaio.

Il 24 aprile scorso ospitammo per un’iniziativa nella nostra sede sull’antifascismo e la lotta contro la repressione in Grecia, due compagni del collettivo dello squat Libertatia.
In quella occasione ci aggiornarono sulla situazione a Salonicco, in particolare sul proliferare di formazioni fasciste (di cui Alba Dorata è solo l’esempio più conosciuto), della repressione contro occupazioni e migranti per avviare infine una riflessione collettiva sull’antifascismo militante oggi. Si discusse della necessità di dare risposte concrete e radicali agli attacchi, di non sottovalutare l’entrismo delle destre nelle varie lotte, né i camuffamenti dei neofascisti in cerca di rifarsi una reputazione ed essere così accolti a braccia aperte a destra e manca.
Impegnarsi in risposte nostre, autogestite e dal basso ai bisogni in questo momento di crisi, che strumentalizzato dalle destre, rappresenta terreno fertile per nazionalisti di ogni risma.

Il Libertatia viene occupato nel 2008 come centro sociale per migranti diventando poi nel tempo un punto di appoggio anche per svariati altri collettivi politici. Uno spazio di politica radicale e di promozione di una cultura libertaria. Fino ad oggi ha rappresentato anche una soluzione abitativa per molte persone.

Apprendiamo dai siti di movimento greci che ieri domenica 21 gennaio, intorno alle 13.30 dei gruppi fascisti partecipanti alla manifestazione nazionalista “Macendonia for Macedonia”hanno messo in atto una serie di attacchi contro gli spazi occupati della città.
Dopo aver attaccato lo squat “La scuola” ed essere stati respinti dai/lle compagn* si sono diretti verso il Libertatia dove hanno causato dapprima solo alcuni danni alla facciata e alla recinzione. Danni subito ripristinati dai/lle compagn* del collettivo, che quindi decidono di andare a sostenere il presidio anti-nazionalista a Kamara.
Circa due ore dopo 60-70 nazisti attaccano di nuovo lo squat questa volta con molotov e razzi, che finiscono per incendiare lo stabile e distruggerlo completamente.

A difendere lo squat e a tentare di cacciare i fascisti, i vicini e la gente del quartiere che ricevono in risposta moltov anche contro le loro case.

Nel comunicato di Libertatia c’è scritto che vicino allo squat c’era un presidio della sicurezza statale, e anche un furgone della polizia antisommossa parcheggiato e che questi non abbiano mosso un dito per impedire quello che stava avvenendo, di fatto dando copertura all’attacco, che poteva avere anche esiti più tragici se qualche compagn* fosse stato all’interno dell’occupazione.
Una precisazione esclusivamente fatta per chiarire ancora una volta, da che parte stia lo stato.

I/le compagn* sempre nel comunicato ribadiscono che questo attacco non avrebbe potuto essere messo in pratica in condizioni “normali”, ma solo grazie alla copertura della manifestazione nazionalista per la Macedonia, dalla quale gli aggressori sono arrivati e poi tornati per trovare rifugio.
Scrivono anche della responsabilità politica di chi è voluto rimanere indifferente e ha sottovalutato questo raduno al quale hanno partecipato tutti i gruppi neonazisti e di destra del Paese. Un’indifferenza che ha offerto legittmità sociale e uno spazio pubblico per esprimersi e agire ai fascisti e da qui deve partire una riflessione sul proprio posizionamento nella lotta al fascismo.
Il comunicato si conclude sottolineando che queste azioni squadriste vanno semplicemente a completare la repressione statale verso chi resiste e lotta per un futuro diverso.
Ovviamente la lotta continua e per ogni sgombero
nasceranno il doppio delle occupazioni.
L’ATTACCO FASCISTA NON RIMMARRA’ SENZA RISPOSTA!

Qui il link al comunicato del collettivo di Libertatia

 

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Restiamo Umani – Humanity Welcome 16/12 a Gorizia

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