MARATONA DELLA PARANOIA FINALE : BLACK MIRROR

blackmirror_webNon è una novità che il nostro collettivo sia sempre stato critico e per questo interessato ad approfondire le implicazioni dell’utilizzo smodato della tecnologia nei processi sociali collettivi ancor prima che nelle singole esistenze.
Abbiamo deciso di dedicare la prossima rassegna del nostro CINEFORUM (A)UTOGESTITO a questo argomento e più precisamente (ancora una volta come avevamo fatto in passato) alla serie del visionario Charlie Brooker : BLACK MIRROR, lo specchio nero della nostra società.

Collocata temporalmente in un futuro distopico (che è già presente) questa terza stagione di Black Mirror si concentra particolarmente sull’influenza, l’uso e l’abuso dei social network, la dipendenza da essi e il potere che hanno su di noi.

Vi invitiamo ad una visione collettiva durante quella che abbiamo soprannominato la

MARATONA DELLA PARANOIA FINALE

in via Tolmezzo 87 che avrà inizio
giovedì 24 novembre
martedì 13 dicembre
e si concluderà
giovedì 29 dicembre
sempre alle ore 21.00
ogni proiezione è preceduta da un Buffet Vegan di autofinanziamento!

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Ci vediamo al Degender #5

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Sabato 3 dicembre parteciperemo alla quinta edizione del Degender Fest di Rimini con il nostro workshop su consensualità e autocostruzione di strumenti per il piacere con materiali di recupero e vegani.
Per noi questo è un rincontro.
Nel 2013 abbiamo ospitato proprio in via Tolmezzo una delle tappe itineranti di questo festival che ha segnato definitivamente la storia del nostro collettivo.
E’ grazie alle discussioni nate durante e attorno a quell’ incontro, che si è deciso di intraprendere un percorso misto nei meandri dell’anarco-queer abbandonando progressivamente l’approccio tendenzialmente “separatista” che vedeva le persone socializzate come donne,  come le maggiormente responsabili delle “questioni di genere” e dell’antisessismo.

Abbiamo anche imparato l’arte dell’autocostruzione di fruste e harness che ci ha permesso oggi di pensare un laboratorio in progress che parli di piacere ma che faccia anche riflettere sulla consensualità e la cultura dello stupro.
Così andiamo a contaminarci reciprocamente…Chi viene?

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Maratona della paranoia #1 giovedì 24/11

Giovedì 24 novembre vi aspettiamo con il primo appuntamento della
MARATONA DELLA PARANOIA FINALE
dedicata alla visionaria serie di Charlie Brooker:

BLACK MIRROR

ore 20.30 cibarie vegan
ore 21.00 inizio…


 #1 Nosedive
Una impiegata insicura vive in un mondo dove ciascuno è ossessionato dalla valutazione delle più piccole interazioni sociali; e crede che l’amicizia con una socialite che sta per sposarsi possa aiutarla a raggiungere il ranking ideale utile, tra le altre cose, ad affittare un appartamento esclusivo. Definito“una satira sociale” dal suo creatore, l’episodio è scritto da Rashida Jones.

a seguire…

#2 Playtest
Grande potenziale per questo episodio dalla classica premessa Black Mirror che affonda le radici nell’ex impiego di Brooker stesso: giornalista videoludico. Un giramondo alla ricerca di emozioni forti (Wyatt Russell) visita la Gran Bretagna, incontra una donna (Hannah John-Kamen) e testa l’ultima “sofisticatissima e terrorizzante” tecnologia per video game. Scritto e diretto dal professionista della tensione Dan Trachtenberg.

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Provocazioni neofasciste a Pordenone e a Portogruaro per la presentazione di un libro su CasaPound

cc45f404947735412e4738ea6569bd2a15464Riceviamo ed inoltriamo il comunicato dell’Osservatorio Antifascista Nordest N.E.A sui fatti accaduti lo scorso fine settimana a Pordenone e Concordia Sagittaria durante la presentazione del libro di  «Fascisti del terzo millennio. Per un’antropologia di CasaPound» con l’autrice Maddalena Gretel Cammelli, quando i neofascisti di casapound han cercato di fare irruzione nelle sedi delle conferenze.

Update: comunicato PnRebel

La favola del “fascista democratico” e il vero volto di Casapound

 

Comunicato NEA:
“Ottima riuscita del giro di conferenze dell’antropologa Maddalena Cammelli tenutasi a Pordenone e Concordia Sagittaria (VE) organizzato dal NEA (Osservatorio Antifascista del Nord-est) in coordinamento con i locali gruppi del PnRebel e dello Stella Rossa.

Le due serate, che hanno riempito le rispettive sale di venerdì e sabato (un centinaio a PN e una sessantina a Concordia), hanno approfondito la storia ma soprattutto l’identità e le relazioni gregarie degli autonominatosi «fascisti del 3° millennio» ovvero il partito di CasaPound Italia e della sua giovanile Blocco Studentesco, attraverso il libro di Maddalena frutto della sua ricerca sul campo durata alcuni mesi prima della stesura della tesi di dottorato.

La modalità da branco, l’odio, la xenofobia e la violenza che permeano una necessità di identitarismo che si rifà al ventennio mussoliniano e alle prime scorribande squadriste; l’enfasi della «bella morte», l’individuazione del capro espiatorio in una riformulazione del razzismo di stampo comunitarista sono alcuni dei tratti salienti di questo movimento fattosi partito, oggi inserito senza imbarazzo nelle istituzioni «repubblicane e democratiche» nonostante gli innumerevoli episodi di violenza diffusa, culminata in decine di arresti, denunce e persino casi di omicidio (un dossier recente sul settimanale l’Espresso ne dà buon risalto con tanto di dati e statistiche).

Ai giornalisti del Gazzettino e del Messaggero Veneto informiamo che la relatrice è associata a l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e l’Università di Bergamo, non una semplice «scrittrice Toscana».

Denunciamo invece le pesanti intimidazioni e prevaricazioni da parte di CasaPound che in entrambe le occasioni di venerdì e sabato ha tentato di fare irruzione in gruppo nelle sedi dove si svolgevano le iniziative. Organizzati e schierati hanno potuto assembrarsi in presidio (non autorizzati… e legalità di cui si riempiono la bocca?) a pochi metri dalle iniziative di PN e Concordia nonostante lo schieramento di Polizia che gli ha lasciati indisturbati, intervenendo solo successivamente al diniego determinato della NEA al tentativo di fare irruzione, grazie al servizio d’ordine autorganizzato.

Diverse persone hanno desistito nell’avvicinarsi visto proprio l’assembramento dei fascisti, altri ci hanno testimoniato intimidazioni mentre uscivano dalla sala a fine iniziative.

Denunciamo questo atteggiamento ambivalente (Questura e Comune) di chi si professa super partes e che invece a parti invertite (durante iniziative di CasaPound) ha negato agli antifascisti di avvicinarsi anche per singoli volantinaggi e obbligando a sostare addirittura in piazze situate dall’altra parte della città: questo week-end i prevaricatori erano invece assembrati a pochi metri da un presidio autorizzato, due pesi e due misure? I fatti parlano chiaro.

Il nord-est (come in tutt’Italia) sta vivendo un clima di rigurgiti xenofobi e proprio CasaPound è in prima linea. Questo fine settimana ha cercato di «marchiare il territorio» come è nella sua logica autoritaria nonostante comunicati patetici a cui potrebbero credere solo giornalisti sprovveduti o simpatizzanti, visto che, oltre a non pubblicare pressoché nulla prima, han democraticamente deciso di sentire solo una campana. Un atteggiamento mediatico che va avanti ormai da anni.

Ripartiamo dalla cultura, dall’informazione e riprendiamoci gli spazi dove costruire relazioni libere ed eguali, questa è solo una delle prime iniziative del NEA, continueremo a informare la cittadinanza di chi siano davvero questi fascisti, delle loro infiltrazioni nelle istituzioni e i loro appoggi politici.

NEA – Nord-Est Antifascista”

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Castagnata (A)utogestita 2016!

Semi Salvadis e Affinità Libertarie organizzano per domenica 20 novembre l’annuale appuntamento con la castagnata autigestita e questa volta nell’orto/giardino liberato di via Moggio, che nonostante vandalisimi e altre difficoltà è vivo e vegeto e lotta assieme a noi!
Quindi vi aspettiamo tutt* ore 15.00 per un po’ di convivialità nell’orto in caso di maltempo invece in via Tolmezzo 87!

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Continua la resistenza dello squat Argo ad Izola

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La Slaba Banka (banca slovena che gestisce le proprietà delle ditte fallite con lo scopo di venderle-ndr) con la polizia di Izola attacca gli attivisti della Zona Autonoma Argo

Dopo diversi giorni di molestie, visite da parte della polizia, criminalità e minacce rivolte alla comunità dello Spazio autonomo/autogestito Argo, oggi si è arrivati al culmine degli eventi.

Oggi, 28.10.2016, l’innocuo percorso per portare l’acqua di due membri del collettivo si è trasformato in una provocazione da parte della polizia e della tirannia del potere. Attorno le ore 13 i membri del collettivo volevano rinnovare le scorte d’acqua dello spazio, che è frequentato via via da un maggior numero di persone, anche per le pressioni menzionate e per l’annunciato sgombero.

Anziché dissetarci in tranquillità ci è toccato saziarci ben bene della violenza, degli insulti e delle minacce.

Due membri del collettivo riportano seri danni: uno dovrà passare almeno questa notte in ospedale a causa di danni alla testa, l’altro si trova ancora in serata sotto osservazione a causa di sospette emorragie interne.

I poliziotti (in divisa e in borghese e che già qualche ora prima hanno provato ad introdursi forzatamente all’argo) sulla strada dal litorale ad Argo prima hanno iniziato a fermare un membro del collettivo, il quale ha filmato con il cellulare l’accaduto. Con il pretesto di fargli svuotare le tasche lo hanno indirizzato verso una scalinata un po’ più lontana dove con la forza gli hanno strappato il telefono dalle mani e subito senza motivazione l’hanno aggredito fisicamente. L’hanno gettato a terra, torto le braccia e tenuto a terra. Uno dei criminali l’ha fortemente pestato con un piede sulla pancia e nonostante le urla di dolore e la richiesta di smettere, non ha smesso. Al che l’hanno girato, bloccandolo con un ginocchio sulla schiena, e ammanettato. A questo punto l’altro compagno, che ha visto tutto ciò, ha tentato di avvicinarsi con calma dicendo agli aggressori di smettere di torturarlo. I poliziotti l’hanno subito aggredito spingendolo con violenza a terra. L’hanno arrestato e nonostante affermasse di non opporre alcuna resistenza, uno dei criminali gli ha premuto forte il collo con un ginocchio. A causa dei dolori e dell’arcata rotta, dalla quale sanguinava, ha richiesto un immediato intervento medico, che i poliziotti hanno rifiutato. Più tardi nella stazione di polizia l’hanno multato di quasi 1000 euro. L’altro ragazzo ferito è stato rilasciato sul posto, senza offrirgli assistenza medica. Inoltre gli hanno prescritto una multa di più di 300 euro. Nessuno dei due è stato formalmente fermato/arrestato.

Tutte le informazioni e le testimonianze mostrano un’aggressione illegale da parte della polizia a carico di persone che si intrattenevano nello spazio della Zona autonoma Argo. E’ chiaro che Argo è diventato un nuovo luogo di richiamo per la violenza della polizia verso i fruitori degli spazi autonomi. Oggi si sono permessi di provare ciò che altrove in Slovenia ancora non si sono permessi. Dobbiamo sottolineare che gli spazi di Argo erano in decadenza da più di 10 anni e che in passato è stato localmente conosciuto come luogo di assunzioni di droghe pesanti.

La cosa non ha infastidito né una né l’altra autorità, finché Argo non ha incominciato ad organizzare un programma politico e culturale e in modo autogestito a sanare la decadenza degli stabili tutelati a monumento.

La Zona autonoma Argo nonostante le odierne aggressioni lavora imperterrita al suo programma. Ci impegneremo a continuare ad aprire lo spazio per l’attività e il pensiero libero, nonostante le fratture e i sanguinamenti.

Ci vediamo sulle barricate, noi ci siamo!

Il collettivo Argo, Izola

(traduz. umanità nova)

“Bad bank” and Izola/Isola police brutally against the activists of Autonomous zone Argo

The events  in Izola/Isola culminated today after several days of harassment in the form of unprovoked visits of the police and criminal police officers during which they verbally  threatened the community of autonomous space Argo. Today 28th October 2016 two members of the collective went for an innocent walk to bring water and instead were subjected to violent harassment from the police officers – a real case of tyranny of power. It all happened at around 1pm when two people wanted to bring water supplies for the place that is the last fed days being frequented by more and more people, also in response to these pressures and threats with eviction.

But instead of water to clench our thirst we were served with an abundant dose of violence, name-calling and threats. Two members of the collective are seriously injured: one will have to spend the night in the hospital because of head injures, the other is at the moment of writing also still in the hospital and is under strict observation due to suspicion of internal bleeding.
On the pathway from marina to Argo in the centre of town two uniformed police and two criminal police officers in plain clothes (the latter two had tried to enter Argo by using violence hours earlier) met one of the collective members and started a procedure with him. He recorded the encounter with the cell phone. Under pretense that he would have to empty his pockets the police led him towards a straicase a bit further from the initial spot of contact. There they stole his cell phone from his hands and then attacked him physically without any immediate reason. They threw him to the floor, twisted arms behind his back and held him to the ground. One of the criminal police officers stumped heavily with his boot in the abdomen area and despite screams of pain and the request that they should stop doing it, the police did not stop. After they turned him around, still pressing towards the ground with knee in the back and held him in this position. While this was happening the other member of Argo collective that saw everything tried to come closer and said to the attackers to stop with the torture. Police officers immediately attacked the guy, he was pushed violently away by one of them and then pushed to the ground. Then they handcuffed him and despite clearly saying that he is not resisting, one of the criminal police officers used strong force to push with knee against his neck. Because of the pain and cuts on the forehad from which he was bleeding, he asked for immediate medical assistance which the police rejected. Afterwards on the police station he was issued with a ticket for almost 1000 euro. The other guy was left injured on the spot without any medical assistance being applied. He too was left with a ticket for more than 300 euro. None was formally arrested.

All the information and statements of the witnesses point to the illegal attack of the police on the people that were present in the area of autonomous zone Argo. It is clear that Argo has become a training ground where the police is testing new violent measures against the autonomous spaces. Today they tried to do what they had not dared to do elsewhere in Slovenia. Until now. At this point we need  once again to point out that premises of Argo were left to rot for more than a decade and it was locally widely known as a place frequented by drug users. Neither the first nor the second did not bother the authorities. The problem for them started when Argo became the site of political organizing, a venue for cultural program and when self-organized attempts to renovate the building were undertaken. The building itself was totally devastated, but is also under legal protection as a cultural monument.

 

Despite the attack today Autonomous zone Argo is carrying on with its program. We will try to continue to open the space for libertarian activity and reflection, regardless of all the broken bones and bleedings.

 

We are on the barricades, we are here!
Argo Collective, Izola/Isola

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Solidarietà con lo squat Argo ad Izola (Slo)

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A Izola, in Slovenia a una manciata di chilometri da Trieste, un collettivo di persone ha occupato un anno fa gli edifici fatiscenti di una fabbrica abbandonata da tempo.

Li hanno resi abitabili e hanno cominciato a trovarsi li per autogestire la loro socialità organizzando concerti e iniziative, creando relazioni anche con il quartiere, è nato così lo squat Argo.
Dopo quindici anni di completo abbandono e degrado gli edifici sono stati riutilizzati da un gran numero di persone che si sono impegnate in un progetto di vita e socialità alternativo al solito circuito commerciale che ti fa essere consumatore passivo.
Da qualche tempo questa occupazione è sotto minaccia di sgombero perchè evidentemente l’auto organizzazione da fastidio alle autorità municipali.
I tentativi di penetrare lo spazio si sono fatti più aggressivi tra le giornate di ieri 27 e oggi 28 ottobre quando dei poliziotti in borghese hanno aggredito pesantamente due degli occupanti.

In questo momento i compagni e le compagne dell’ Argo hanno bisogno di solidarietà e presenza per resistere.

Noi di Affinità Libertarie siamo vicin* allo squat Argo e diffondiamo la loro chiamata di sostegno a chi puo’ anche per poche ore essere presente.

COSTRUIAMO RETI DI SOLIDARIETA’ CONTRO SGOMBERI E REPRESSIONE!

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Diventare Cagna presentazione Martedì 25/10

14690890_1189798871066752_5386327300180051841_nFinalmente siamo riuscit* ad organizzare questa presentazione e ad avere Fluida Wolf una delle traduttrici militanti di questo testo, con noi in via Tolmezzo 87!
Quindi

Martedì 25 ottobre
in via Tolmezzo 87 a Udine
presentazione di:
DIVENTARE CAGNA
di Itziar Ziga

ore 20.30 buffet vegan
ore 21.00 Presentazione del libro con Fluida Wolf

Secondo l’autrice, Devenir Perra è innanzi tutto un “trattato di amore. E anche di vendetta”. Il libro presenta le sue opinioni su varie tematiche: la costruzione del genere e il superamento dei binarismi imposti dal sistema “eteropatriarcale”, la violenza di genere, la prostituzione e la posizione del femminismo “decente” e antiproibizionista rispetto al tema, ma soprattutto si interroga, smonta e mette a nuova critica il concetto di femminilita’, attraverso varie interviste a quelle che lei stessa chiama “perras”, ovvero cagne. E lo fa con quelle che le filosofe Beatriz Preciado e Virginie Despentes, autrici del prologo, definiscono “parole mitraglietta”. Provocatrice, diretta, sboccata e allo stesso tempo contaminata dai suoi studi in giornalismo e dalle letture di filosofe e scrittrici femministe. Un cocktail linguistico esplosivo, con piccole incursioni nell’euskera è la lingua basca e nel catalano, ma soprattutto emblematico del milieu anarco-punk-queer-femminista barcellonese, il contesto in cui Itziar Ziga ha scoperto e sviluppato una certa critica alle tematiche di genere e dove ha incontrato le sue “perras”, protagoniste di una narrazione a più voci perfettamente amalgamate dall’autrice. In un’epoca in cui le nuove generazioni di femministe, attraversate dalle riflessioni sul genere e dal queer e indirizzate verso alleanze con nuove soggettività, iniziano a mettere a critica alcuni luoghi comuni del “femministamente” corretto, il testo della Ziga costituisce un invito a trasgredire i confini delineati da un certo tipo di “femminismo storico”. Le sue posizioni possono essere recepite come una vera e propria boccata di aria fresca all’interno di alcuni dibattiti femministi che sembrano essersi sedimentati intorno ad una serie di “consensi intoccabili”.

Devenir Perra, pubblicato per la prima volta in Spagna nel 2009 dalla casa editrice Melusina,e in questi anni ha venduto circa quattromila copie ed è alla terza ristampa
Valentine Braconci

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Cineforum(A)utogestito NOborders martedì 18/10 : WELCOME

MARTEDì 18 OTTOBRE
CINEFORUM(A)UTOGESTITO NOBORDERS

ore 20.30 Pizzata Vegan
ore 21.00 Proiezione di:

olimpics

WELCOME
di Philippe Loiret (2009)

L’immagine che abbiamo deciso di usare per pubblicizzare questo appuntamento del nostro Cinforum(A)utogestito non è nè la locandina nè uno spezzone del film che andremo a vedere.
E’ una delle immagini simbolo dell’estate appena trascorsa, della resistenza e condizione delle persone migranti sul confine Italia/Francia a Ventimiglia.
Rappresenta un tentativo (fallito perchè represso dalla polizia ) di lasciare gli scogli italiani per raggiungere la Francia a nuoto, che in realtà è solo uno dei pericolosi sistemi che i/le migranti spint* al limite intraprendono come ultima chance per oltrepassare i confini (ovunque) e cercare una vita più decente o per andare verso qualcosa di scelto e non imposto dall’alto.
Gesti estremi che conducono alla morte più spesso di quello che si pensi (magari perchè taciuti dalla stampa o “riqualificate” come morti altre o magari neanche si sa) basti pensare che solo pochi giorni fa moriva schiacciata da un camion sull’autostrada a Ventimiglia una 17enne eritrea che assieme ad altre persone stava cercando di raggiungere a piedi la Francia.
Purtroppo è normale amministrazione in posti di confine, come Calais, città dove è ambientato il film Welcome, che racconta la storia di un migrante del kurdistan iracheno che decide di raggiungere il Regno Unito attraversando La Manica a nuoto, con l’aiuto di un allenatore francese, empaticamente coinvolto nella sua vicenda umana.

Il confine uccide e non lo si dice per dire, lo fa in diversi modi, quando fallisci un tentativo estremo di attraversarlo, quanto ti deportano nel posto da cui hai fatto di tutto per scappare… Quando si accetta il suo stesso concetto avvalorando così la sua esistenza fisica permettendo di definirci come individui di serie A rispetto ad altri e non facciamo i conti con il privilegio “di essere nat* dalla parte giusta del mondo”.

IL CONFINE UCCIDE E ANCHE UNA SOLA MORTE SAREBBE COMUNQUE DI TROPPO

 

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Cineforum(A)utogestito Martedì 11/10

Riprendono i nostri Cineforum(A)utogestiti… il primo appuntamento lo dedichiamo ad un argomento che ci ha appassionato molto in passato, ma che abbiamo tralasciato da un po’… Parliamo di rete, privacy, i nostri dati, i vostri, la sicurezza, la repressione digitale i social etc
Ci pensiamo ancora a queste cose in maniera critica?
Noi siamo ancora qui su noblogs e pensiamo che questo voglia dire qualcosa!

Vi aspettiamo

Martedì 11 ottobre 2016

alle 20.00 Pizzata vegana
alle 20.30 (puntuali) proiezione di:

CITIZENFOUR

Nel giugno 2013 la regista Laura Poitras e il giornalista Glenn Greenwald incontrano Edward Snowden in una stanza dell’ hotel Mira a Hong Kong. E’ il loro primo incontro e avviene a seguito di uno scambio di email criptate. L’allora sconosciuto tecnico della NSA (National Security Agency) sceglie di contattare la regista americana per il suo curriculum: ha realizzato due film di forte critica nei confronti del governo USA, uno sull’Iraq e uno su Guantanamo e per questo è su una lista segreta di persone da sorvegliare, quindi affidabile per raccogliere le rivelazioni di Snowden e per realizzare questo documentario sulla vicenda.
E’ il cosiddetto ” Datagate” lo scandalo delle intercettazioni indiscriminate della NSA.

Tre anni dopo quanto è ancora alta l’attenzione sul diritto alla privacy e sulla libertà?
Siamo ancora indignati per essere spiati e tracciati in segreto o lo abbiamo sotto sotto accettato in cambio della comodità della tecnologia sempre più accattivante ?

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Tutte le iniziative di ottobre, tutti i martedì di ottobre!

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Parte il nostro laboratorio itinerante su consensualità e autocostruzione di strumenti per il piacere.

Dopo un lungo periodo di preparazione, pratica e teorica, siamo liet* di informarvi che la versione beta del nostro workshop di diy vegan sex toys è finalmente pronta a partire.

Laboratorio a partecipazione MISTA su consensualità e autocostruzione di strumenti per il piacere.

Quanto segue è una breve presentazione del nostro laboratorio per l’autocostruzione di sex toys vegani, ovvero con materiali di recupero che non siano di origine animale, e discussione sul consenso.

Consideriamo l’autoproduzione di sextoys un mezzo per sottrarre sempre di più la nostra vita/sessualità al mercato, e ci piace l’idea di darci da sol* saperi concreti.

Abbiamo scelto, per ora, l’autoproduzione di strumenti che vengono utilizzati soprattutto in pratiche sessuali BDSM (Bondage-Dominazione-Sado-Maso), perché il SM (Sado-Maso) è una delle esperienze più lucide e potenzialmente consapevoli di ragionamento sul consenso e di sua espressione pratica.

Quello che ci preme pero’ approfondire durante questo workshpop è soprattutto il concetto “base” di consenso, slegandolo da pratiche sessuali particolari.
L’idea che il consenso si debba manifestare/ascoltare solo in occasioni “speciali” è errata, come lo è pensare che un ascolto attivo dei/lle proprie partner e un farsi ascoltare sia qualcosa che “rovina” e toglie magia al sesso che sta o potrebbe avvenire.
Per questo ci piacerebbe discutere di cosa significhi questa parola per chi partecipa al laboratorio: come lo definiamo? quanta attenzione gli rivolgiamo nelle nostre vite?

Proprio perchè riteniamo il consenso un elemento imprescindibile per creare rapporti orizzontali, equi e potenzianti, nello spazio-tempo che apriremo nei nostri laboratari, tutt* i/le present* si devono assumere la responsabilit* di garantire a tutt* le/gli altr* di potersi esprimere “consensualmente”. Nessun* deve però sentirsi obbligat* a parlare.

Ognun* deve garantire agli e alle altr* il rispetto della riservatezza e il fatto che non verranno utilizzat* modi di comunicazione aggressivi o violenti: nessun* deve sentirs* giudicat* o attaccat*.

Per maggiori info sul workshop, co-organizzarne uno etc scrivete pure a
affinitalibertarie chiocciola inventati.org

Il primo appuntamento con il nostro workshop itinerante
sarà all’ INDE squat di Koper in Slovenia domenica 09 ottobre soon more newzzz!
http://www.indeplatforma.org/

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ROJAVA SER ÇAVA’ – ROJAVA NEGLI OCCHI

Contro la guerra turca all’esperienza di autodeterminazione e autogestione nei territori curdi, in solidarietà con la manifestazione nazionale e regionale del 24 settembre vi invitiamo mercoledì 28 settembre ad un incontro con un compagno, medico chirurgo di ritorno dal Kurdistan siriano che ci racconterà la sua esperienza di sostegno diretto.

in via Tolmezzo 87 alle ore 20.30 momento di socialità VEGAN e a seguire (indicativamente per le 21.00) inizio dell’incontro.

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Udine: solidarietà al popolo curdo

Udine: Anarchiche e Anarchici esprimono solidarietà al popolo curdo sui muri della città…

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SOLIDARIETA’ AL KURDISTAN 24/28 SETTEMBRE 2016

14344885_1763161393971989_7699524469613703546_nIn concomitanza con la manifestazione romana è stato organizzato, dal Coordinamento Libertario Regionale, anche a Udine un presidio in solidarietà con il popolo curdo che attualmente si sta battendo da un lato contro il fanatismo dell’isis e dall’altro contro il totalitarismo turco di Erdogan.

L’appuntamento è per:

sabato 24 dalle ore 16.00 alle ore 19.00

davanti alla stazione dei treni di Udine.

rojavasercavadefwebMercoledì 28 settembre alle ore 20.30 presso la nostra sede in via Tolmezzo 87, incontreremo un compagno medico chirurgo, che ci farà un report del suo viaggio nel Kurdistan siriano raccontandoci la sua esperienza diretta.

Buffet vegan per rompere il ghiaccio.

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Solidarietà contro la repressione sab 23/07

croppSabato 23 luglio alle 17 a Trieste in piazza Ortis ci sarà un presidio in solidarietà ad un compagno anarchico costretto ai domiciliari in città (ma in generale a tutte le persone colpite dalla repressione).

Oltre alla nostra solidarietà espressa in svariate occasioni, inoltriamo questo appello alla partecipazione per far sentire ai/alle nostre/i compagn* che siamo con loro e più in generale per non prestarci al gioco di chi vuole isolare chi alza la testa.

Ci vediamo a Trieste.

Qui la chiamata al presidio dal blog di alcunianarchici!

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Queer?

Testo del volantino che abbiamo distribuito all’ (A)QUEERITIVO

Queer

Che origine ha il termine queer?

Da http://www.archivioqueeritalia.com/about/queer/

Etimologicamente, le radici del termine inglese
queer possono essere rintracciate nel tedesco quer, a sua volta derivante dal latino torquere: il significato originario corrisponde quindi a “diagonale, obliquo” e si oppone perciò a quel che si presenta come “dritto” (in inglese straight). Nel XVI secolo viene utilizzato come aggettivo indicante una persona dallo stile di vita eccentrico, con il significato di “strano, inusuale, deviato, perverso”. Nel XIX secolo, l’aggettivo assume infine un’accezione denigratoria, divenendo un insulto rivolto alle persone omosessuali, soprattutto di sesso maschile, traducibile in italiano con “checca” o “frocio”.

Tra la seconda metà degli anni ‘80 e gli inizi degli anni ’90 (nel periodo della crisi dell’AIDS), negli Stati Uniti la parola queer venne ulteriormente ridefinita, diventando uno strumento di autodeterminazione. Oggi chi si auto-definisce queer si presenta come soggetto eccentrico, che senza cercare di redimere la propria abiezione rivendica la libertà di praticare sesso e genere al di fuori delle norme della morale tradizionale.

La riappropriazione della parola queer avvenne allo stesso tempo ad opera dell’attivismo politico e della teoria accademica, con lo scopo di mettere in discussione non solo discorsi patriarcali ed eteronormativi, ma anche le tendenze assimilazioniste di alcuni movimenti gay e lesbici. A essere contestata è stata in particolare una concezione rigidamente binaria dell’identità sessuale, incapace di cogliere le sfumature esistenti tra il maschile e il femminile e le fluttuazioni del desiderio possibili tra eterosessualità e omosessualità.

Termine ombrello

Da quando è entrato in uso, il termine queer è stato un termine fluttuante, ma non per questo privo di significati contestualmente condivisi. Se, da un lato, la portata rivoluzionaria delle prospettive teoriche queer ha corroso dall’interno categorie d’identità stabili, dall’altro, il ricorso al queer come aggettivo per pratiche di militanza radicali diviene sempre più potente e diffuso.

Queer può essere oggi considerato un “termine ombrello” rivolto a tutte le sessualità considerate dissidenti, a quelle soggettività le cui pratiche sociali e di pensiero si discostano da quelle convenzionali, e a quelle il cui genere si situa al di fuori del consueto ordine d’intelligibilità. Il termine queer è stato per questo riabilitato da e per tutt* coloro che si oppongono a una socialità eteronormativa e normalizzata (come gay, lesbiche, bisessuali, intersessuali, transessuali e transgender, soggetti BDSM e kinky, persone asessuali o poliamorose).

Nonostante il termine queer sia inclusivo di diverse soggettività legate al sesso, al genere e all’orientamento sessuale, esso apre quindi a un ulteriore sguardo critico verso qualsiasi altra categoria identitaria stabile. L’azione politica queer si basa infatti su alleanze identificative, piuttosto che su identificazioni imposte e s’interseca con altri assi di oppressione oltre a quelli legati a sesso, genere e orientamento sessuale, come – tra gli altri – l’etnicità, la nazionalità, la classe sociale, la disabilità, la malattia o l’età.

Forte è, ad esempio, la critica corrosiva rivolta all’assimilazione di soggetti gay, lesbiche e trans* in logiche neo-liberaliste che focalizzano i propri obiettivi sul raggiungimento di libertà individuali (come matrimonio, adozione, inclusione nelle forze armate o in circuiti commerciali gay) piuttosto che la messa in discussione di oppressioni sistemiche razzializzate, sessualizzate e di classe.

Questo uso di queer come termine ombrello ha assunto particolare rilevanza nell’attivismo italiano degli ultimi anni. Alcuni gruppi radicali contestano però che, non venendo tradotto, esso perda la violenza semantica che lo caratterizza in contesto anglofono. Per questo si sceglie talvolta di utilizzare al suo posto lemmi analoghi della lingua italiana: non soltanto “frocio/frocia”, ma anche “puttana”.

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Solidarietà e complicità

Apprendiamo dal blog di alcunianarchici  QUI ( link in cui c’è tutto il riassunto della vicenda, fatti ,condanne e assoluzioni) che il compagno Kabu dovrà scontare 8 mesi di domiciliari a Trieste perchè condannato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Oggi come allora (se non ricordate, andate a leggervi cosa è successo!!!) e durante tutto questo accanimento repressivo in particolare contro di lui , rimaniamo al suo fianco e a quello di chi lotta contro la repressione, solidali e complici.

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CineRivoluzioneCult: Eat the Rich 15/06

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Il prossimo Cineforum (A)utogestito torna “cult”. Questa volta per affrontare il tema della ribellione in tutte le sue sfumature, anche quelle del grottesco e per sorridere con acume, abbiamo scelto una black comedy in pieno stile britannico… Cast di eccezione, che vede tra i protagonisti anche Lemmy dei Motorhead di cui è anche l’intera colonna sonora… stiamo parlando di….

EAT THE RICH
di Peter Richardson (1987)
v.o con sottotitoli in italiano!
MERCOLEDì 15 GIUGNO 2016
ore 20.00 spuntino vegan introduttivo 😉
a seguire (21.00 circa) proiezione del film

Alex lavora come cameriere al “Bastards”, ristorante d’alta classe per borghesi e ricconi, con la puzza sotto il naso. Saturo e disgustato da queste “persone” comincia a diventare intollerante e maleducato con la clientela e viene licenziato. Finito in mezzo alla strada rapina l’ufficio di sussistenza e si dà alla fuga con i suoi nuovi amici.
Parallelamente Nosher Powell, ministro degli Interni, un tamarro razzista stile “leghismo celodurista” (solo in versione british) che risolve tutto a cazzotti, diventa sempre più popolare e ben voluto da elettorato e stampa e per questo motivo segretamente osteggiato da controspionaggio e KGB che tentano di farlo cadere in svariate trappole…
Nel frattempo Alex assemblato un gruppo di affini nello spirito anarchico, torna al Bastards per completare (o iniziare) il suo piano, ma si sa, la vendetta è un piatto servito freddo…

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SOLIDARITY WITH ROG, Ljubljana

Il 6 giugno il centro sociale Rog a Ljubljana ha subito un tentativo di sgombero, prontamente respinto da occupanti e solidali con i/le quali solidarizziamo.
Ljubljana è stata già pesantemente modificata in questi anni dai processi di gentrificazione che hanno visto la trasformazione del centro città in un luogo per turisti danarosi. Il progetto del governo sloveno sarebbe quello di estendere questa area d’elite lungo la Ljubljanica, fiume cittadino, e arrivare quindi ad interessare anche l’area in cui sorge l’ex fabbrica occupata Rog.

Qualche info in italiano QUI

I compagni e le compagne, che stanno resistendo con i loro corpi e le barricate per impedire alla società costruttrice di insediare il cantiere, lanciano un appello alla solidarietà e ad unirsi a loro.

ALLA GENTRIFICAZIONE opponiamo RESISTENZA E AUTOGESTIONE

SOLIDARITY WITH THE COMRADES FROM ROG IN LJUBLJANA, WHO ARE DEFENDING RIGHT NOW THEIR SQUAT WITH THEIR BODIES AND BARRICADES.
FUCK GENTRIFICATION!

ROG NE DAMO!

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