PERCHE’ IL VOTO E’ INUTILE MENTRE L’AUTOGESTIONE E’ FONDAMENTALE

L’Italia è uno Stato democratico ?

Secondo Rousseau (il massimo teorico della Democrazia che – non a caso – nessuno cita mai) può dirsi democratico solo uno Stato in cui il popolo sovrano possa  in qualsiasi momento licenziare i membri  del governo (e del parlamento) sostituendoli con altri di propria fiducia. Non è certo il caso dell’Italia, né di nessun altro Stato “democratico” esistente.

Anzi,  l’art. 67 della Costituzione italiana sancisce che “Ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato” In parole povere: voi eleggete un deputato e gli conferite una “delega in bianco”, per cinque anni può fare quello che vuole, il contrario di quello che vi ha promesso  e anche cambiare  15 volte partito (come spesso succede)! Tutto ciò nel pieno rispetto della Costituzione.

I moderni Stati occidentali non sono quindi delle “democrazie” ma piuttosto delle “aristocrazie elettive” in cui il popolo può partecipare alla scelta delle elites che poi (senza controllo) lo governeranno. Certo può essere gradevole mandare in pensione un vecchio padrone per sceglierne un altro (leggi “ Grillini”) ma non avere padroni sarebbe meglio.

Quanto vale il voto popolare ?

Le leggi elettorali vengono fatte dai governi in carica all’unico scopo di perpetuare il proprio potere, cambiando le regole del gioco ogni volta che conviene. È universalmente riconosciuto che l’attuale legge elettorale italiana (il cosiddetto Porcellum) sia meno democratica della legge Acerbo voluta da Mussolini nel 1923. Secondo la legge Acerbo per ottenere il premio di maggioranza una lista doveva raccogliere almeno il 25 % dei voti, per il Porcellum non esiste un limite minimo: in teoria una lista (o coalizione) potrebbe ottenere la maggioranza assoluta dei deputati anche conseguendo solo il 10 % di voti (o anche meno), sempre che le altre liste conseguano un risultato inferiore.

Perché il tanto vituperato Porcellum (in vigore dal 2005) non è mai stato modificato né dal centrodestra né dal centrosinistra ? Il motivo è semplice:  quando un partito pensa di essere in minoranza protesta contro questa legge antidemocratica, quando invece pensa di poter diventare maggioritario scopre all’improvviso che il Porcellum gli conviene !

Si dice che il Porcellum sia poco democratico perché sono le direzioni dei partiti a scegliere gli eletti e non ci sono le preferenze. Si dimentica che le preferenze sono state eliminate perché davano luogo ad ogni sorta di truffe: compravendita di voti e – soprattutto – nel segreto dei seggi  gli scrutatori si accordavano per aggiungere arbitrariamente preferenze sulle schede votate falsando così completamente il voto popolare !

D’altra parte ci sono mille modi per vanificare il voto popolare: le elezioni si possono ripetere più volte se il popolo non sceglie il partito “giusto” (vedi Grecia 2012), Berlusconi può far cadere il governo Prodi eletto dal popolo semplicemente comprando un po’ di deputati (2007), la finanza internazionale può cacciare a pedate il governo Berlusconi eletto dal popolo sostituendolo con un governo “tecnico” che non è stato eletto da nessuno (2011).

Il miglior modello di questa “democrazia” illusoria sono gli Stati Uniti d’America. Qui ci sono solo due partiti che si alternano al potere condividendo la stessa concezione del mondo (pensiero unico) così i cittadini hanno l’illusione di decidere, i politici possono spartirsi pacificamente le poltrone e la politica gode di una invidiabile continuità. Comunque anche il sistema americano ha le sue smagliature: solo i miliardari possono di fatto contendersi la presidenza degli States, i poveri hanno difficoltà persino ad iscriversi alle liste elettorali, i collegi elettorali sono disegnati ad uso e consumo dei due partiti e anche il rispetto del voto popolare è molto approssimativo: nel 2000 George W. Bush divenne presidente  pur avendo preso meno voti di Al Gore e solo grazie ad evidenti brogli elettorali in Florida (dove era governatore suo fratello Jeb).

Lo Stato esiste nell’interesse della collettività ?

Fin dalle origini il pensiero socialista ha evidenziato come lo Stato non sia “la associazione dei cittadini” ma semplicemente uno strumento per garantire il predominio di alcuni. Secondo Marx lo Stato è solo  “l’organizzazione della forza della classe dominante” ed il potere reale è sempre nelle mani di chi detiene il potere economico. Più acutamente Bakunin individua nello Stato l’intreccio indissolubile del potere economico (ricchezza), militare (forza bruta), religioso (controllo delle coscienze).

Una dittatura ed una “democrazia” sono indubbiamente molto diverse tra di loro (e rompersi un piede sarà sempre meglio che rompersi la testa) ma sia l’una che l’altra sono solo strumenti di dominio che vengono applicati in contesti e situazioni diverse.

Scegliere l’autogestione

L’esperienza antica e recente insegna che, ogni qual volta si delega a delle persone lo svolgimento di un compito politico, i delegati abbandonano rapidamente la tutela dell’interesse dei deleganti  per cercare di rafforzare e di perpetuare la propria posizione privilegiata a discapito dell’interesse collettivo (si trasformano, per usare una parola oggi molto  di moda, in una casta).

Gli anarchici ritengono che l’unico modo per distruggere il privilegio ed il predominio di alcuni gruppi sulla collettività sia l’eliminazione del sistema della delega e l’impegno di ciascuna persona in prima persona.

Non è il voto ma è l’autogestione che cambia la società !

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