Studenti Udine, comunicato del 15 febbraio

Riceviamo dal Movimento Studentesco antefatti qui

Il teatrino repressivo che già avevamo denunciato nel precedente comunicato ha di fatto reso impossibile lo svolgimento della manifestazione di oggi.

Sabato 9 febbraio la digos, nella figura di Nicola Zuliani, ci aveva confermato lo svolgimento dell’evento, così come pure i vigili mercoledì 13, i quali ci avevano rilasciato i nullaosta nucessari. Ma appena un’ora dopo uno nostro compagno è stato convocato in questura dove è stato “cortesemente invitato” a mandare comunicazione di disdetta del corteo entro lo stesso pomeriggio (tempo a disposizione che dopo successiva comunicazione è diventato “entro le 17.30”), pur non essendoci gli estremi legali per un’imposizione liberticida di questo tipo. Si è tentato in questo modo di spacciare la negazione di un diritto per uno spontaneo passo indietro del Movimento Studentesco. Ma non ci siamo cascati! Abbiamo invece insistito e difeso la nostra manifestazione, giungendo ad ottenere ciò che ci era già dovuto. Così giovedì 14 siamo stati nuovamente in questura, dove ovviamente non hanno potuto negarci l’autorizzazione (autosmascherando la loro tristemente ridicola farsa). Ma ormai era troppo tardi, considerato il fuorviante messaggio arrivato alle ragazze e ai ragazzi di Udine: questo corteo non s’ha da fare. Anche se non era vero, anche se infine, il giorno prima della manifestazione studentesca e non partitica, tutte le autorizzazioni in regola le avevamo. Ma per ragioni di tempo ci è risultato impossibile comunicare che il corteo si sarebbe tenuto lo stesso. Ci siamo così trovati COSTRETTI ad annullare l’evento.

DENUNCIAMO nuovamente il sopruso della questura, dell’ufficio della digos, del questore Tozzi e del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza (riunitosi ieri ad hoc), che già aveva tentato di criminalzzare i giovani, togliendo loro gli spazi di socialità, e ora rinnovano il proprio impegno repressivo cercando di mettere a tacere ogni voce di dissenso. Se non fosse così perché attendere 13 giorni prima di cercare di imporre il divieto a manifestare se non per creare confusione mediatica e non concederci il tempo di una rettifica. Per gli stessi motivi DENUNCIAMO l’attacco al diritto di manifestare dallo stato delle forze del disordine.

Non l’hanno di sicuro vinta. La lotta continua nelle piazze. Presto torneremo a farci sentire. Sempre CONTRO i tagli all’istruzione pubblica, CONTRO l’austerità e CONTRO le misure repressive delle cosiddette forze dell’ordine, sempre al servizio della farsa elettorale e del potere.

L’ALTERNATIVA STA NELLE LOTTA NON SEGGI ELETTORALI!

15 febbraio 2013

Movimento Studentesco di Udine

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