In questo 11 luglio di Soledad

A 13 anni dalla morte di Soledad Rosas, suicidata in stato di detenzione,  e a una settimana dalla manifestazione in Val Susa, non molto è cambiato attorno alla questione del TAV (e non solo) disinformazione mistificazioni e criminalizzazioni gratuite verso movimento e arrestat* sono all’ordine del giorno da parte di tutti i media.
Contro-informazione! Perchè l’unica verità non sia MAI la bugia istituzionale!
qui di seguito alcuni link utili per approfondimenti:

Feature indymedia: Tentato Omicidio
www.infoaut.org
siti dei comitati:
http://www.notav.info/
www.notav.eu
Ultimi articoli:
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La valle non si arresta da notav.info
Solidarietà agli arrestati durante la giornata del 03 luglio

Sole e Baleno, noi non dimentichiamo!
dall’ Osservatorio Astronimico contro la Repressione Fenix

Il 5 marzo 1998 a Torino sono stati arrestati tre anarchici che abitavano
la Casa di Collegno. Lo squat viene chiuso dalle autorità.
Contemporaneamente vengono attaccate altre due case occupate: l’Asilo è
sgomberato mentre all’Alcova l’operazione non riesce.
Edoardo Massari (Baleno) Maria Soledad Rosas (Sole) e Silvano Pelissero
sono accusati dal PM Maurizio Laudi di essere gli autori di alcuni
attentati, avvenuti in Val Susa, contro i primi cantieri del Treno ad Alta Velocità.
I tre arrestati si dichiarano estranei alle accuse avanzate nei loro confronti.
Immediatamente nasce un vasto movimento di protesta contro la montatura di giudici Ros e Digos, che si estende anche in altre città. Decine e decine di persone vengono intimidite, pestate, inquisite, denunciate, processate e condannate.
Televisioni e giornali, di destra e di sinistra, – in servile ossequio al potere – scatenano una canea mediatica volta alla criminalizzazione dei posti occupati torinesi e degli occupanti. Gli squatter diventano il nuovo mostro da debellare.
Il 28 dello stesso mese Edoardo Massari muore impiccato nel carcere delle
Vallette.
L’11 luglio successivo muore nell’identico modo anche Soledad Rosas, lei
pure in stato di detenzione.
Nel gennaio 1999 Silvano, unico sopravvissuto all’inchiesta di Laudi, è condannato a 6 anni e 10 mesi dal giudice Franco Giordana. Verrà liberato solo nel marzo 2002 dopo quattro anni di detenzione, in seguito alla sentenza della corte di cassazione che riconoscerà l’inconsistenza delle prove relative all’associazione eversiva (art. 270 bis).
Ora che gli abitanti della Val Susa sono “avvisati”, decolla il progetto del treno veloce. A contrastare i programmi ultramiliardari e altamente nocivi del potere, sono solo i pazzi ed i sovversivi. E finiscono male. Seppelliti i morti, gli Assassini – premiati dallo Stato – vorrebbero dimenticare…

Le scarpe dei suicidi

autoproduzioni fenix!

NO TAV SEMPRE

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