“Sessanta metri quadrati di cielo in una gabbia di ferro e cemento che la calura estiva rende ancora più soffocante. È tutto ciò che gli immigrati trattenuti nella struttura gradiscana riescono a vedere del mondo che sta fuori dal CIE”. Questa la testimonianza di una giornalista friulana, ammessa ieri mattina a visitare il lager di Gradisca dopo quattro anni di chiusura totale alla stampa.
24 le persone attualmente detenute, molti i casi di persone diventate improvvisamente “clandestine” per aver perso il lavoro o perché i padroni non hanno pagato regolarmente i contributi. Condizioni di vita peggiori di quelle carcerarie, assistenza sanitaria praticamente inesistente, lenzuola che non vengono mai cambiate (ma fino a due mesi fa in alcune camerate mancavano persino i materassi), cibo immangiabile, docce che non funzionano e condizioni igieniche precarie… questo è quanto emerge dalle testimonianze dei prigionieri. Continue reading
MENTRE UNA TRENTINA (attualmente) DI PERSONE VIVONO SEGREGATE E PRIVATE DEI PIU’ ELEMENTARI DIRITTI NEL FAMIGERATO
CONTINUA L’ACCANIMENTO GIUDIZIARIO NEI CONFRONTI DI 
Aggiungiamo nella nostra pagina dei 
In una Europa il cui obiettivo principale sembra essere il livellamento verso il basso dei diritti collettivi e la completa libertà per i padroni di fare profitti a scapito della collettività, anche il diritto di sciopero è entrato nuovamente nel mirino. Il 
Mentre il 

MADDALENA, E’ IN SCIOPERO DELLA FAME DAL 3 FEBBRAIO E LE SUE CONDIZIONI SI VANNO AGGRAVANDO. 

