Prossimamente in via tolmezzo 87..

Bookfair

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Consultazione/Distribuzione in sede

logo-webIn archivio per consultazione…

DIFESA LEGALE, note per una maggior consapevolezza; Associazione di mutuo soccorso per il diritto di espressione

UN BEL TACER NON FU MAI SCRITTO, manuale di autodifesa politico-legale

+ KAOS, 10 anni di hacking e mediattivismo, a cura di Laura Beritelli; Autistici&Inventati

 

LINUX E IL MULTIMEDIA, Roberto Butti

LINUX UNA RICETTA AL GIORNO, suggerimenti e tecniche per tutti gli utenti di Linux; Michael Stutz

CATTIVE RAGAZZE, storie di artiste guerriere; AAVV; Shake Edizioni

LA SOCIETÀ DE/GENERATA, teoria e pratica anarcoqueer; Alex B.

EARTH LIBERATION FRONT, azione diretta in difesa della terra; Earth First! Introduzione al movimento

TRAVOLTI DALL’ALTA VORACITÀ; laboratorio per la democrazia di Torino

PAURA DEL BUIO?!; aavv

SIAMO TUTT* ANARCHICI/CHE CONTRO IL MURO Quaderni di iniziativa libertaria

CHI FA LA GUERRA NON VA LASCIATO IN PACE, appunti collettivi e riflessioni sul tema dell’antimilitarismo anarchico

NANOTECNOLOGIE MEGA DOMINIO; Simples Citoyens; ed. Nautilus

RICETTE PER IL CAOS, manuale di resistenza urbana; Crimethink

L’AUTOGESTIONE E’ POSSIBILE!; Autoproduzioni Libera

MACHETE, aperiodico anarchico; (11/2008 n°3-11/2009 n°5- 9/2010 n°6)

STRIPBURGER Antologia di fumetti alternativi made in Slovenia

AUTONOMIA (Rivista anarchica in sloveno)

COME E PERCHE’ DIFENDERSI DALLA TV (E DIFENDERE I NOSTRI FIGLI); Angelo Quattrocchi

L’OCCHIO ANARCHICO DEL CINEMA, LUIS BUÑUEL; a cura di Valentina Cordelli e Luciano de Giusti

DIETRO OGNI SCEMO C’È UN VILLAGGIO, itinerari per fare a meno della psichiatria; Giuseppe Bucalo

LO SCIENZIATO E IL FILOSOFO; aavv

BANDIERE, dalla militanza all’attivismo; Augusto Illuminati; ed. Derive Approdi

FACCIA A FACCIA CON IL NEMICO, scritti e azioni in merito allo sciopero della fame dei prigionieri anarchici 20/12/2009-01/01/2010

FUOCO ALLE CARCERI, sulla rivolta nelle carceri greche, aprile 2007

LO MOSSO DELLE S, documentario sulla lotta degli abitanti di Plogoff nel 1980 contro la costruzione di una centrale nucleare; Coalizione Contro Le Nocività

BOMBE E SEGRETI, Piazza Fontana 1969; Luciano Lanza

FOIBE, REVISIONISMO DI STATO E AMNESIE DELLA REPUBBLICA; atti del convegno: Foibe: la verità. Contro il revisionismo storico

QUANDO MORI’ MIO PADRE, disegni e testimonianze di bambini dai campi di concentramento del confine orientale (1942-1943); Centro Isontino di Ricerca e Documentazione Storica e Sociale “Leopoldo Gasparini”

SINDACALISMO RIVOLUZIONARIO IN ITALIA; Alibrando Giovanetti

DONNE LIBERE, Spagna 1936-1939; Mary Nash

TRECENTO UOMINI E IO, Spagna 1936 autobiografia di una rivoluzionaria; Ana Delso

LA DOTTRINA DIABOLICA, il controllo delle nascite secondo Wojtyla; Brenda Maddox

L’ANARCHIA E IL NOSTRO PROGRAMMA; Errico Malatesta

LAVORO INTELLETTUALE E LAVORO MANUALE; Pietro Kropotkin

L’ANARCHIA LA SUA FILOSOFIA E IL SUO IDEALE; Pietro Kropotkin

I REFRATTARI, la “propaganda col fatto” Vaillant, Henry, Sante Caserio

COLPO SU COLPO; Hemile Henry

SQUATTERS HANDBOOK, 13th Edition (english)

MANIFIESTO CONTRA EL FEMINICIDIO; Melissa W. Wright (en castellano)

EL CAMINO, hacia un socialismo sin estado; Luce Fabbri (en castellano)

LA POBREZA DE LAS MUJERES Y EL PATRIARCADO NEOLIBERAL; Centro de estudio de la mujer- Honduras (en castellano)

LA PASIÓN ANARQUISTA; Severino di Giovanni; Colección fundadores de la Izquierda Argentina (en castellano)

QUEER AGAINST FASCISM, Antifascism & Direct Action; queer Beograd collective (english)

gjat… e in distribuzione (e aggiornamento..)

  • D.I.Y. “How to” guide
  • IL SAPONE AUTOPRODOTTO; autogestione dei territori e dei saperi 2^ edizione
  • LAVOMATIC, laviamo i panni sporchi in pubblico
  • SCAGLIARE UNA PIETRA AL PATRIARCATO
  • LET’S TALK ABOUT CONSENT BABY
  • VERSO UN ECOFEMMINISMO QUEER; Greta Gaard
  • WHAT HAPPENED to SISTER-HOOD?
  • RIFLESSIONI SUL PRIVILEGIO
  • ZONE DEL SILENZIO
  • PAPILLOMA, come difendersi dall’ HPV e da chi ci specula
  • CRYPT’ R DYE
  • DOSSIER NO CIE FVG
  • ABCIE, la lotta con Joy: un’esperienza singolare?
  • UNA GRANDE OPERA INUTILE, 150 RAGIONI CONTRO LA TORINO LIONE
  • 150 NUOVE RAGIONI CONTRO LA TORINO LIONE
  • PER LA VALLE CHE RESISTE; La Nuova Alabarda-dossier n°40
  • UNA VOLTA PER TUTTE, per il rilancio dell’opposizione al nucleare e al mondo che lo produce
  • NUCLEARE MON AMOUR
  • APPELLO PER UNA MOBILITAZIONE CONTRO L’ENTRATA DEGLI OGM IN EUROPA
  • COORDINAMENTO NO CMC
  • I BURATTINI DEL POTERE, dossier antifascista
  • CASA POUND ITALIA: GLI SQUADRISTI DEL POPOLO DELLE LIBERTA’
  • REPRESSIONE, SOLIDARIETA’, VIOLENZA
  • “FACCETTA NERA”: I CRIMINI SESSUALI DEL COLONIALISMO FASCISTA NEL CORNO D’AFRICA
  • DA FRATELLI IN UNA EUROPA PIU’ GRANDE A NEMICI PER IL CULTO DELLA NAZIONE. RELAZIONE SUL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI VISCO
  • LA STRAGE DI STATO: COME E’ MORTO GIUSEPPE PINELLI
  • ALLUCINAZIONE METROPOLITANA
  • LA CARAULA N°2; pubblicazione del collettivo Machno
  • SEITAN D.I.Y., per farsi qualche riflessione politica sul cibo e per imparare a farsi l’alimento vegan ultra-proteico
  • LA FOGLIONA N°1; LesCostumizzed
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Festeggiamo il nostro Archivio Digitale lunedì 23 febbraio!

archivio1Da lunedì 23 febbraio, finalmente, sarà disponibile/accessibile nella nostra sede in via tolmezzo 87 un ARCHIVIO DIGITALE all’interno del quale cercheremo di raccogliere/catalogare TESTI/OPUSCOLI/DOCUMENTI/RICERCHE/APPROFONDIMENTI/MATERIALE VIDEO /AUDIO etc che riteniamo importanti a livello di conoscenza e controinformazione, ma anche di svago.

Ci piacerebbe che questo archivio fosse costruito assieme, anche un momento di scambio, proposta e discussione collettiva.
Se avete del materiale che ritenete interessante da proporci venite muniti di chiavetta usb per condividerlo e magari scaricarvi quello che vi interessa se c’è o fate proposte per cercare qualcosa di difficile reperibilità, proveremo ad unire le forze!

Per inaugurare questa iniziativa e cominciare ad ampliare l’archivio abbiamo pensato di dedicare la prossima apertura della sede
LUNEDI 23 FEBBRAIO
dalle ore 20.00
alla raccolta e archiviazione del materiale e ovviamente ad un po’ di convivialità sempre libera da sfruttamento animale :-)!

A lunedì!

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Giardino liberato a Trieste!

Giriamo volentieri questa notizia appena ricevuta!

(Evviva!!!)

Liberato giardino a Trieste

Giardinaggio Selvaggio Trieste ha aperto per la seconda volta e reso accessibile a tutti il giardino di Pendice dello Scoglietto, prima chiuso e in balia dei topi e delle erbacce, falciato da una ditta una volta all’anno. Sono state tagliate le catene che erano tornate a bloccare l’ingresso, svelte alcune delle sbarre del cancello in modo che si potesse entrare anche a cancello chiuso, e tagliata una parte della recinzione.

Su una delle colonnine è stata dipinta la seguente scritta:
“Abbiamo riaperto questo giardino perchè fosse di tutti. Usatelo, curatelo, non lasciate rifiuti o le cacche dei vostri cani. Protestate se lo chiudono ancora.
Giardinaggio selvaggio è, chi giardinaggio selvaggio fa.
G.S.TS/Guerrilla Gardening “

In passato Giardinaggio Selvaggio ha pulito il giardino liberato dalle immondizie portate dalla bora o lasciate da persone incivili. Lo spazio è stato anche usato per un mercatino di raccolta fondi per gli ospedali di Gaza all’epoca degli ultimi bombardamenti israeliani.Il giardino deve essere di tutti, e Giadinaggio Selvaggio continuerà a liberarlo e a curarlo ogni volta che verrà richiuso.

AGGIORNAMENTI…

http://m.triesteprima.it/cronaca/rivoluzione-degrado-parchi-pubblici-pendice-scoglietto-antonia-merizzi-verde-pubblico-guerrilla-gardening.html

 

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Dom 15/02 Il personale è politico: amori liberi, amori liberati e affettuosità varie.

2000px-RadicalRelationsHeart.svgIL PERSONALE E’ POLITICO: AMORI LIBERI AMORI LIBERATI E AFFETTUOSITA’ VARIE

E’ da un po’ che sentiamo l’esigenza di incontrarci per discutere e confrontarci sul tema delle affettuosità in genere, degli amori liberi di quelli liberati e quelli che vorremmo liberare al più presto.
La nostra necessità è di farlo politicamente e collettivamente quindi abbiamo deciso di rompere il ghiaccio….

DOMENICA 15 FEBBRAIO

con una assemblea aperta a chi sente le nostre stesse “urgenze” alle

ore 16,30 in via tolmezzo 87.

Abbiamo raccolto del materiale di cui vorremo discutere con i/le partecipanti, sono graditi ulteriori contributi.

Nel mentre ci sarà merenda e poi anche una cena tutto vegan!

Vi aspettiamo

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E’ proprio vero “serviamo”.

E’ proprio vero, “serviamo”.

Domenica abbiamo pubblicato sul blog di Affinità Libertarie un volantino che è stato distribuito in occasione del raduno di fondamentalisti cattolici chiamati Sentinelle in piedi, palesatisi in piazza in allegra combriccola con forza nuova e polizia.
Siamo stat* molto felici di constatare che il volantino è piaciuto a molte persone in centro a Udine, che ne hanno voluto discutere in strada visto che ne condividevano l’analisi.

Adesso sappiamo che è piaciuto anche alle persone più timidone.
Infatti nemmeno 24 ore dopo la pubblicazione abbiamo trovato la serranda imbrattata con la scritta “Servi!”

E’ vero, serviamo! Finalmente si incomincia a capire che:

– in una città come Udine, in cui ci sono piazze blindate dove possono manifestare solo fascisti e fondamentalisti religiosi (come queste sentinelle in piedi e chi le accompagna, che di giorno fanno i guardiani della moralità e del diritto alla libertà di opinione, e di notte agiscono nell’ombra contro chi non la pensa come loro, come nel più classico dei cliché).

– In una città in cui esprimere dissenso verso queste cose è represso al primo cenno

– In una città in cui l’arci gay invece di essere la più agguerrita contestatrice, dà addirittura ordine ai/lle suoi/sue iscritt* di non scendere in piazza (toccando picchi in negativo che poche volte si sono visti)

un luogo come via tolmezzo dove si pratica
AUTOGESTIONE E AUTORGANIZZAZIONE
SERVE!

Quindi continuiamo!
Grazie

Attenzione le soluzioni al seguente quiz verranno distribuite durante la prossima iniziativa oppure contattateci alla nostra mail!

sentinelle

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17 gennaio proiezione di “Sui bordi. Dove finisce il mare”

SABATO 17 GENNAIO alle ore 18,00 proietteremo in via Tolmezzo 87 a Udine il cortometraggio

“Sui bordi. Dove finisce il mare” (39′, IT  2013) di FRANCESCA COGNI.

Sarà presente la regista.

A seguire convivialità VEGAN.

sui bordiSui Bordi unisce animazione, filmati d’archivio, immagini e voci tratte da youtube. Il desiderio, lo sforzo, la volontà è quella di raccontare una storia che si ripete da 20 anni, quotidianamente: la migrazione dal Sud del mondo verso la Fortezza Europa e soprattutto verso l’isola di Lampedusa; varco di ingresso e luogo della retorica dell’invasione. Un cortometraggio che procede “per accumulo di appunti visivi e frammenti di intenzione filmica”. Una struttura aperta che per volontà stessa della regista spinge lo spettatore a interrogarsi, per individuare una sua posizione etica tra i discorsi. Il tutto con la volontà di trovare una voce personale. La regista ha dichiarato: “Non è stato facile trovare una forma: l’urgenza del discorso si scontrava con la volontà di non prendere la parola al posto degli altri, di cercare un modo di raccontare che fosse esplicitamente personale”.

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PER LA LIBERTÀ DI TUTT* E DI CIASCUN*. CONTRO LA VIOLENZA OMOFOBA E SESSISTA DELLE SENTINELLE.

(volantino distribuito stamattina 11.1.2015 a Udine)

Siamo qui oggi perché non possiamo lasciare che vengano veicolati messaggi di odio, intolleranza, omofobia, fascismo nella nostra città.
Oggi dei personaggi che si dichiarano furbescamente e falsamente apolitici e aconfessionali, sono scesi in piazza. Come se non fosse abbastanza quello che fanno come obiettori di coscienza (ostacolando l’accesso all’ivg e alla salute sessuale). Come se non fosse abbastanza la violenza che diffondono nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle strade, nelle conversazioni quotidiane (aggredendo fisicamente gay, lesbiche, trans, intersex, queer; insultando, stereotipizzando e nutrendo quella cultura eterosessista dell’intolleranza e della denigrazione che è la principale causa di quelli che vengono definiti “femminicidii”).
Si sono chiamati sentinelle, adottando un pieno linguaggio guerrafondaio, pensando di aver il diritto di montare la guardia sulle vite altrui, in nome di una qualche presunta morale che è parziale, di parte e crudele. E si sono riuniti, mossi dalla volontà di eliminare dallo spazio pubblico i corpi, le esperienze di vita, le forme di genitorialità e affetto che non rispondono al loro bigottismo fascistizzante e fondamentalista.
Contro quest’aria pestilenziale e violenta siamo quindi qui, per difendere le infinite e potenti forme di sessualità, solidarietà, cura e affetto che tessiamo nelle nostre vite. Che se non corrispondono a quelle della famiglia eterosessuale promossa dal vaticano, sono invece proprio un antidoto alle mortificazioni, agli insulti, alle botte, alle violenze e agli stupri che si annidano dentro le famiglie italiane. Continue reading

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UDINE: contro la repressione !

non abbiamo paura ! Basta con la criminalizzazione della protesta sociale ! NO alla legge anti-protesta !

non abbiamo paura ! Basta con la criminalizzazione della protesta sociale ! NO alla legge anti-protesta !

La Questura di Udine non ha evidentemente niente da imparare dalla “ley mordaza” spagnola (la “legge museruola” * che commina pesantissime sanzioni per semplici reati di espressione: es. manifestazione non autorizzata ecc.). Gli sbirri locali hanno instaurato in città un clima repressivo decisamente pesante, perseguendo compagne e compagni con denunce e multe di migliaia di euri con accuse ridicole e per “reati” del tutto inconsistenti (vedi info-action).

Alle compagne/compagni colpite/i dalla repressione
tutta la nostra solidarietà !

* da anarres: Spagna. Tra ley mordaza e arresti per terrorismo

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UDINE 28/12 Cineforum (A)utogestito della Paranoia finale: BLACK MIRROR special edition!!!!!!

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Come ultimo Cineforum (A)utogestito dell’anno abbiamo pensato di proiettare Black Mirror/White Christmas di Charlie Brooker.

Per chi non lo sapesse, Black Mirror è una miniserie televisiva britannica (due serie, 6 puntate, ognuna autoconclusiva) che invita a riflettere sul lato oscuro della tecnologia, dell’uso che ne facciamo già, forse quello che ne faremo… quello che ci farà fare o diventare come individui e come collettività.

Cosa succederebbe se nella vita potessimo “bloccare” le persone come facciamo nei social network?
Oppure quanto la smart technology diventa  “smart” a livelli da incubo?

Black Mirror White Christmas è un’edizione speciale di fine anno composta da tre storie per un totale di 90 minuti, vi aspettiamo per vederla e commentarla insieme:

DOMENICA 28 DICEMBRE a Udine via Tolmezzo 87
ORE 18.00 PROIEZIONE
A SEGUIRE CONVIVIALITA’ VEGAN!

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ondata repressiva in Spagna: rompiamo il vaso di Pandora !

(da Frangette estreme) All’alba di martedì 16 dicembre, undici persone (sette donne e quattro uomini), sono state arrestate con l’accusa di terrorismo nell’ambito dell’operazione “Pandora” nelle città di Barcellona, Madrid, Manresa e Sabadell. Oltre quindici le perquisizioni effettuate tra abitazioni e spazi occupati ed un totale di oltre 400 “mossos d’esquadra” impiegati in tutto il paese.

Secondo le parole del ministero dell’interno, a partire dal 2012, sarebbero una ventina le azioni di danneggiamento ai danni di banche, luoghi di culto e aziende riferite, almeno in parte, alle attiviste e agli attivisti arrestati. Sui media spagnoli si agita il fantasma del terrorismo anarchico. La stampa mastica e sputa la velina dei centoventi gruppuscoli antagonisti attivi nel territorio nazionale e con collegamenti all’estero: la bolla mediatica che alimenta il caso è figlia di questa strategia della confusione. Nel corso delle perquisizioni effettuate, oltre ad un rocambolesco ingresso in casa di una coppia di anziani dopo aver sbagliato piano, sono stati sequestrati pericolosi armamenti quali computer, telefoni cellulari e opuscoli di vario taglio. Continue reading

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NO TAV libere/i Tutte/i !!

CADUTA L’ACCUSA PIU’ GRAVE (Terrorismo !) RIMANE COMUNQUE UNA CONDANNA SPROPOSITATA (tre anni e mezzo) frutto della volontà repressiva dello Stato.

Oggi nell’aula bunker del carcere delle Vallette è stata pronunciata la sentenza al processo ai quattro No Tav accusati di terrorismo, per un sabotaggio al cantiere di Chiomonte della notte del 14 maggio 2014.
L’accusa di terrorismo è caduta. I quattro, che in aula avevano rivendicato l’azione, sono stati assolti dall’accusa di attentato con finalità di terrorismo. Sono stati condannati a tre anni e mezzo di reclusione per detenzione di armi da guerra, danneggiamento e incendio, resistenza a pubblico ufficiale.
Sono state rigettate integralmente le richieste risarcitorie delle parti civili, il governo e il Sap, il sindacato di polizia di estrema destra, che lamentavano un danno all’immagine. segue su ANARRESINFO

TERRORISTA E’ LO STATO !

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Primi appuntamenti di dicembre in via Tolmezzo 87…

dicembre2014

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15 dicembre cineforum (A)uto/gestito: Giuseppe Pinelli

Lunedì 15 dicembre 2014, alle ore 21, nella nostra sede di via Tolmezzo 87 a Udine

pinelli assassinatoSerata sulla Strage di Stato e sull’uccisione di Pinelli. Proiezione del documentario Giuseppe Pinelli di Alberto Roveri (IT, 2012, 25′)

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CASTAGNAT(A)UTOGESTITA domenica 16 novembre 2014

castagnata

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ZAD e violenza poliziesca in Francia link e approfondimenti

IMG_2207De La ZAD avevamo già parlato in questo blog in due post che raccontavano un po’ di cose sulla resistenza che viene portata avanti dalle/dagli zadist*, sulla natura mafiosa del progetto che viene osteggiato (in particolare all’epoca raccontammo di quello riguardante Notre Dame des Landes) e sul livello repressivo intorno a questa mobilitazione.
Livello repressivo che ha portato alla morte, poche settimane fa di Remì, durante una manifestazione contro la diga di Sivens nel Testet.

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Abbiamo pensato di raccogliere (con l’intento di integrare nel tempo) i link che potrebbero aiutare ad approfondire e mantenerci aggiornat*sulla situazione.

Chiamata de La Zad per una mobilitazione internazionale contro la violenza poliziesca e la repressione per il 22 novembre. Continue reading

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CinePornForum (A)utogestito 26/10 : “MUTANTES: Femminismo Porno Punk” di Virginie Despentes

cinepornforum

Sarà proiettata la versione originale con sottotitoli in italiano.

Mutantes è un documentario sul femminismo pro-sex, scritto e diretto da Virginie Despentes, originariamente concepito come complemento audiovisivo del suo libro “King Kong Theory”.

Diversamente dal movimento femminista abolizionista, quello femminista pro-sex, che ebbe inizio negli Stati Uniti negli anni 80, sostiene che la rappresentazione del corpo e del piacere sono ambiti che devono essere rivendicati dalle donne e dalle minoranze sessuali e che la pornografia non deve essere soggetta al controllo del sistema patriarcale. Questo movimento si rifa anche alla legalizzazione del lavoro sessuale; donne sex worker, attrici porno, strip teasers e lesbiche hanno cominciato a parlare chiaro e a parlare di se stesse, generando una cultura che ha incluso articoli, libri, film, documentari, musica, fumetti e performance artistiche etc. Continue reading

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Respingiamo le retate!

Tratto da http://hurriya.noblogs.org/

A tutti/e i/le migranti, ATTENZIONE! :
una operazione di poliziastopraids che interesserà tutta l’Europa chiamata “Mos Maiorum” prenderà il via il 13 ottobre per concludersi il 26 ottobre. Durante queste due settimane 18000 agenti di polizia cercheranno persone senza documenti. Lo scopo di questa missione è quello di raccogliere informazioni sulle rotte migratorie arrestando il numero maggiore di persone senza documenti. L’appello è quello di avvertire il maggior numero di queste persone! Un aumento dei controlli è previsto sui treni, nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti, nelle autostrade e ai confini interni dell’Europa.

da qui consigli utili

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Domenica 12 ottobre Cineforum (A)utogestito No CIE

12ottobrecie

 

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Chiara ,Mattia, Claudio e Niccolò prendono parola al processo

NO TAV: C’ero quella notte.

okda Radio Blackout via noterzovalico

Decine di migliaia di No Tav sin dal 9 dicembre del 2013, quando vennero arrestati quattro attivisti con l’accusa di “attentato con finalità di terrorismo”, hanno detto: “quella notte in Clarea c’ero anch’io”.
Questa mattina in aula bunker delle Vallette Chiara, Claudio, Mattia e Nicolò, per la prima volta dall’inizio del processo hanno preso la parola, dicendo che quella notte, la notte del 14 maggio 2013, c’erano anche loro.
Radio Blackout ha ricevuto le registrazioni delle loro dichiarazioni.

Ascoltatele QUI (e leggetele! n.d.r.).

Qui, inoltre, l’articolo di Notav.info e la diretta dell’udienza di oggi da TG Maddalena

LE DICHIARAZIONI SPONTANEE

Mattia.
Conoscevo la Maddalena e la Val Clarea prima che ci venisse impiantato il cantiere dell’alta velocità. In quei boschi ho camminato, ho dormito, ho mangiato, ho cantato, ho ballato. In quei luoghi ho vissuto frammenti di vita preziosa insieme ad amici che ora non ci sono più e che porto nel cuore.
In quei luoghi sono tornato più volte negli anni.
Di giorno, di notte, di mattino, di sera; d’estate, d’inverno, in autunno e in primavera. Ho visto quei luoghi cambiare nel tempo, gli alberi cadere abbattuti a decine per fare spazio a siepi di acciaio spinato. Ho visto il cantiere crescere e un pezzo di bosco sparire, le torri-faro spuntare numerose e l’esercito arrivare a sorvegliare un desolato sterrato lunare con gli stessi mezzi blindati che pattugliano i monti afgani.
Così in Val Clarea son tornato una volta ancora in quella ormai celebre notte di maggio.
Molto, troppo, è stato detto e scritto su quella notte e non sta a me, né mi interessa, dire come si trascriva quel gesto nella grammatica del codice penale.
Quello che posso dire è che quella notte c’ero anch’io.
Che non fossi lì con l’intento di perseguire il terrore altrui o anche peggio, lo può capire qualsiasi persona dotata di buonsenso che abbia anche solo una lontana idea di quale sia la natura della lotta no-tav e quale il quadro di coordinate etiche all’interno del quale questa lotta esprime la sua ventennale resistenza.
Che fossi lì per manifestare una volta di più la mia radicale inimicizia verso quel cantiere e, se possibile, sabotarne il funzionamento, ve lo dico io stesso.
E se abbiamo deciso di prendere la parola oggi prima che questo processo si addentrasse nella selva delle perizie e delle controperizie vocali è proprio per affermare una semplice verità: quelle voci sono le nostre.
Su questo la procura ha costruito una storia.
Una storia in cui i cellulari diventano prove dell’esistenza di una catena di comando, addirittura di una pianificazione paramilitare, ma la verità -come spesso accade- è molto più semplice e meno roboante.
Esiste un motto in Val Susa che da anni è entrato nel bagaglio comune della lotta no tav e ne orienta nella pratica le azioni di disturbo al cantiere.
Questo motto è: “si parte e si torna insieme”. A significare che in questa lotta ci si muove insieme. Insieme si parte e insieme si torna.
Nessuno va lasciato indietro. A questo servivano i telefoni quella notte, a questo si sono prestate le nostre voci.
Parlare invece di capi, di organigrammi, di commando, di strateghi, significa voler proiettare su quell’evento l’ombra di un mondo che non ci appartiene e stravolgere il nostro stesso modo d’essere e di concepire l’agire comune.
Per quanto mi riguarda lascio agli entusiasti speculatori ad alta velocità il triste privilegio di non avere scrupolo della vita altrui, e a loro lascio anche il culto della guerra, del comando e del profitto ad ogni costo.
Noi ci teniamo stretti i valori della resistenza, della libertà, dell’amicizia e della condivisione e da questi cercheremo di trarre forza ovunque le conseguenze delle nostre scelte ci porteranno.

Claudio
La notte fra il 13 e il 14 maggio ho preso parte al sabotaggio avvenuto al cantiere della Maddalena a Chiomonte. Ecco svelato l’arcano.
Non mi stupisce che gli inquirenti nel tentativo di ricostruire i fatti usino parole come “assalto, attentato terroristico, gruppi paramilitari, armi micidiali”. Per chi è solito vivere e difendere una società fortemente gerarchizzata non può comprendere quello che è avvenuto negli ultimi anni in Val di Susa. Per descriverlo attingerà dalla propria cultura intrisa di termini bellici. Non è mia intenzione annoiarvi sui motivi per cui ho deciso di impegnarmi nella lotta contro il tav o su cosa significhi la difesa di quella valle, voglio solo sottolineare che qualsiasi cosa che abbia a che fare con guerra o eserciti mi fa ribrezzo.
Capisco lo sgomento dell’opinione pubblica e dei suoi affabulatori per la ricomparsa di questo illustre sconosciuto, il sabotaggio, dopo che si erano tanto spesi nel seppellirlo sotto quintali di menzogne.
Alla lotta contro il treno veloce il merito di aver rispolverato tale pratica, di aver saputo scegliere quando e come impiegarla e di essere riuscita a distinguere il giusto dal legale.
Alla lotta contro il treno veloce la grossa responsabilità di mantenere fede alle speranze che molti sfruttati ripongono in lei e di far assaporare ancora il gusto sapido del riscatto.

Mi permetto di rispedire alcune accuse al mittente. Siamo accusati di avere agito per colpire delle persone o quantomeno incuranti della loro presenza, come se provassimo profondo disprezzo per la vita altrui. Se c’è qualcuno che dimostra tale disprezzo è da ricercare nei militi che esportano pace e democrazia in giro per il mondo, gli stessi che presidiano con devozione e professionalità il cantiere della Maddalena. Per quanto concerne l’accusa di terrorismo non ho intenzione di difendermi. La solidarietà che abbiamo ricevuto dal giorno del nostro arresto ad oggi ha smontato a sufficienza un’incriminazione così ardita. Se dietro quest’operazione c’era il tentativo, non troppo velato, di chiudere i conti con la lotta no tav una volta per tutte, direi che è fallito miseramente.

Niccolò.
I motivi che mi hanno spinto in Val di Susa a prendere parte a questa lotta sono tanti; i motivi che mi hanno spinto a restare e continuare su questa strada sono ben di più.
In mezzo c’è un percorso di maturazione collettiva, di assemblee pubbliche e private, di campeggi e presidi, di confronto e scontro. In mezzo c’è la vita, quella di tutti i giorni, quella delle alzatacce e delle nottate insonni, della gola secca sui pendii rocciosi e dei pasti frugali, dei piccoli impegni e delle grandi emozioni.

In questo percorso chi lotta ha imparato la precisione del linguaggio, a chiamare le cose per quello che sono e non per l’involucro formale con cui si pubblicizzano, come un cantiere che prima era un fortino ed ora sta diventando una fortezza. Parole in grado di restituire il portato emotivo e l’impatto sulle proprie vite di determinate scelte della controparte, di chi ha deciso di invischiarsi in questa grande opera. Parole rispolverate da un lessico che sembrava antico e invece si riscoprono in tutta la loro potenza e semplicità nel descrivere le proprie azioni.
Un’accortezza di linguaggio che mi accorgo non essere così diffusa nel mondo circostante, quando leggo di improbabili ”commando” che secondo una certa ricostruzione propinata anche dai giornali avrebbero assaltato il cantiere nella notte del 13 maggio. Una parola quanto mai infelice non solo per il suo richiamo all’atto del comandare ma anche per una certa allusione mercenaria, inaccettabile, di chi sarebbe disposto a qualsiasi mezzo pur di raggiungere il proprio fine.
Di contro chi lotta ha imparato a convogliare con intelligenza persino le passioni forti e irruente che nascevano dai tanti colpi subiti quando un amico perdeva un occhio per via di un lacrimogeno o un altro era in fin di vita.

Per quanto mi riguarda la Val Clarea mi è amica fin da quando nel 2011 rilanciavamo la terra a mani nude nei buchi scavati dalle ruspe durante gli allargamenti del cantiere.
Ricordo che tra le tende di quel campeggio eccheggiava una canzone, tra le tante inventate per divertirsi e darsi forza, sulle note di un vecchio canto partigiano. Il primo verso recitava ”dai boschi di Giaglione uniti scenderemo….”. In questi anni molte volte è stato dato seguito e rilanciato quelle parole e qualcuno in quella notte di maggio ha deciso di farlo con altrettanta convinzione e io ero tra loro. Una delle voci dietro a quel telefono è la mia. Ma soffermarsi su una responsabilità personale per tesserne o meno le lodi non è in grado di restituire quel sentimento collettivo maturato nelle case di tante famiglie, di valle e di città, o tra una chiacchierata e una bevuta in un bar, nelle piazze e nelle strade, nei momenti conviviali come quelli più critici. Un sentimento che ha saputo esprimersi in uno degli slogan più gridati dopo i nostri arresti e che descrive bene la vera appartenenza di quel gesto: “dietro a quelle reti c’eravamo tutti…”. Uno slogan che ci riporta direttamente ad un assemblea popolare tenutasi a Bussoleno nel maggio 2013 con cui l’intero movimento salutava e accoglieva quel gesto chiamandolo sabotaggio.
E se dietro quelle reti c’eravamo tutti, dietro queste sbarre un pezzetto di ognuno ha saputo sostenerci e darci forza. Per questo, anche qui, qualunque siano le conseguenze delle nostre azioni, ad affrontarle non saremo soli.

Chiara
In quest’aula non troverete le parole per raccontare quella notte di maggio.
Usate il linguaggio di una società abituata agli eserciti, alle conquiste, alla sopraffazione.
Gli attacchi militari e paramilitari, la violenza indiscriminata, le armi da guerra appartengono agli Stati e ai loro emulatori.

Noi abbiamo lanciato il cuore oltre la rassegnazione.
Abbiamo gettato un granello di sabbia nell’ingranaggio di un progresso il cui unico effetto è l’incessante distruzione del pianeta in cui viviamo.

C’ero quella notte ed è mia la voce femminile che è stata intercettata.
Ho attraversato un pezzo della mia vita insieme a tutti quegli uomini e a tutte quelle donne che da più di vent’anni oppongono un no inappellabile ad un’idea devastante di mondo. Ne sono fiera e felice.

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