LUNEDI’ 31 AGOSTO LA SEDE E’ CHIUSA

LUNEDI’ 31 AGOSTO LA SEDE RIMANE CHIUSA, VI ASPETTIAMO LA SETTIMANA PROSSIMA !

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A SLAS: in libertà ! festa di autofinanziamento 26 settembre

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solidarietà alla Resistenza kurda: manifestazione a Trieste

TRIESTE – SABATO 12 SETTEMBRE
Ritrovo con info-point ore 16.00 in piazza della Borsa
ore 17.00 partenza manifestazione
manifestazione curdi trieste

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a Ferragosto la repressione incalza: sgomberata a Milano la Ripa dei Malfattori occupata

Riceviamo il comunicato ed esprimiamo piena solidarietà alle compagne/i colpite dalla repressione della giunta milanese “di sinistra”

Milano, 14 agosto 2015 Per l’ennesima volta la macchina della repressione ha agito in piena estate: dopo vari tentativi di sgomberi di case occupate è toccata a noi, il circolo anarchico Ripa dei Malfattori.
ripadei malfattori MilanoDopo quasi 2 anni di occupazione, animati da iniziative partecipate, concerti, presentazioni, e in ultimo ‒ appena due settimane fa ‒ la bella serata in onore di Gaetano Bresci, la speculazione e gli interessi affaristico-palazzinari hanno recintato e chiuso la nostra esperienza di autogestione condivisa per ingurgitare un ulteriore boccone del quartiere Ticinese, luogo storico di lotte e convivialità, ma ormai da tempo vittima dei voraci appetiti del profitto.
Per quanto fossimo affezionati alle quattro mura di Ripa, siamo anche consapevoli che dopo la triste, mal riuscita pagliacciata di Expo i luoghi vuoti in città saranno ancora più numerosi, e non avremo problemi a trovare nuovi spazi in cui proseguire le nostre attività.
Non abbiamo motivo di recriminare sul fatto che sia stata una giunta di sinistra a sgomberarci; in quanto anarchici non abbiamo mai cercato accordi, persuasi come siamo che stato e padroni, governi e amministratori non siano altro che ostacoli sulla strada di una vita degnamente vissuta.
La nostra piena solidarietà va in questo momento ai compagni del Barocchio, storica occupazione torinese cui siamo legati da consolidata complicità e anch’essa minacciata di sgombero proprio in questi giorni.
Ripa vive nei nostri cuori e in quelli di tutti coloro che con noi l’hanno animata e vissuta, da liberi ed eguali. Un grazie a tutti gli individui e le collettività che ci hanno sostenuto: @ presto, sempre senza confini, nei nuovi lidi su cui sbarcheremo.
W l’anarchia!

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Amore una questione privata? Presentazione opuscolo domenica 26 luglio a Udine

degenere19TOUR DI PRESENTAZIONE e DISTRIBUZIONE DELL’OPUSCOLO:
L’amore, una questione privata?
Di desideri libertari, amori liberanti,
relazioni erotico-affettuose e complicità.
a cura dell’Assemblea Degenere
assembleadegenere@inventati.org

Lo scopo di questo opuscolo è di raccogliere in un unico luogo i testi che ci hanno maggiormente ispirato nella discussione avviata collettivamente nel febbraio 2015 su amori
liberi_liberati_liberanti o, in altri termini, sul come tessere relazioni ed affettuosità etiche e libertarie.
Non vuole essere una lista esaustiva, ma è frutto di una scelta ragionata tra gli articoli e spunti che sono stati proposti durante l’incontro dalle/dai partecipanti.

Domenica 26 luglio
alle ore 19.00
presso la sede di Affinità Libertarie
via Tolmezzo 87
a udine

a seguire classico buffet vegan di autofinanziamento!

Giovedì 30 luglio
alle ore 21.00
presso la libreria IN DER-TAT
via Diaz 22a Trieste

 

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CREIAMO RETI DI SOLIDARIETA’ INTORNO ALLE/AI COMPAGN* COLPIT* DALLA REPRESSIONE !

A Udine dopo le perquisizioni “in assetto di guerra” per una bandiera bruciata e gli “avvisi orali” ad alcun* compagn* ora è la volta del foglio di via per tre anni inflitto ad un compagno che, da anni ormai, è vittima di una lunga serie di provocazioni poliziesche che si sono portate dietro un carico inverosimile di denunce per fatti ridicoli o insussistenti.
Negli ultimi mesi avvisi orali, misure di sorveglianza speciale e fogli di via stanno diventando sempre più spesso il mezzo preferito dalle Questure per controllare l’ordine pubblico e reprimere il dissenso.
norepressioneLe cosiddette “misure preventive” sono un’eredità del regime fascista entusiasticamente fatto proprio dallo Stato democratico e possono essere adottate dal questore sulla base del generico concetto di “pericolosità sociale” inteso in modo ancor più generico come “abitualità alla dedizione a traffici delittuosi” /L. 1423/1956)

Citiamo dall’opuscolo “Difesa legale” realizzato dall’Associazione di Mutuo soccorso per il diritto di espressione: “Un precedente di polizia, una denuncia, o una mole ingente di segnalazioni sono condizioni che spianano la via ad un foglio di via o a un avviso orale”

Non è raro (come nel caso del compagno udinese a cui è stato imposto il foglio di via) che militanti vengano sottopost* a vere e proprie persecuzioni con denunce a catena per fatti marginali, inventati o inesistenti. Le denunce il più delle volte cadono (ma a prezzo di notevoli spese e stress per le persone perseguitate) ma comunque costituiscono il pretesto per affibbiare l’etichetta di “pericolosità sociale” alla persona perseguitata a cui si potrà poi infliggere una misura preventiva.

L‘AVVISO ORALE è “un provvedimento propedeutico alla emanazione del decreto di sorveglianza speciale”, atto estremamente discrezionale viene notificato direttamente dalla Questura ed è impugnabile al TAR (con le spese conseguenti) e consiste semplicemente nell’ordine di “conformare a legge” immediatamente la propria condotta, che sarà quindi costantemente tenuta sotto controllo.

ley-mordaza

non abbiamo paura ! Basta con la criminalizzazione della protesta sociale ! NO alla legge antiprotesta !

La SORVEGLIANZA SPECIALE viene emanata a seguito di un “avviso orale” non rispettato; richiede una udienza davanti al tribunale di sorveglianza e può prevedere obblighi molto diversi come quello di firma a scadenze prefissate, il divieto di uscire di casa in certi orari, il divieto di partecipare ad eventi pubblici ecc. ecc. E’ una misura che ultimamente spesso si è cercato di utilizzare contro militanti NO TAV.

Il FOGLIO DI VIA consiste nell’ordine di abbandonare il territorio comunale per un periodo da uno a tre anni e di non rientravi senza specifica autorizzazione. Anche questo è un atto discrezionale del questore, impugnabile davanti al TAR. Il mancato rispetto del foglio di via comporta sanzioni di tipo penale.

Al di là dei ricorsi giurisdizionali (sempre incerti) la migliore difesa contro le “misure preventive” è LA SOLIDARIETA’ DIFFUSA.
“Evitare di generare consenso intorno ai fenomeni di dissenso è uno degli obiettivi cardine della polizia politica e della questura: un radicamento nel territorio o una vasta rete di solidarietà attiva costituiranno la prima e fondamentale linea di difesa nei confronti della repressione. Più un gruppo o un soggetto è marginale e isolato e più facilmente sarà perseguitato; più apparirà sconnesso dal tessuto sociale in cui vive e più sarà considerato ‘pericoloso’ e dunque neutralizzabile” (p. 17)

Quindi una sola parola: SOLIDARIETA’ !

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IL LABORATORIO DI CUCITO (A)UTOGESTITO E’ SOSPESO

180px-SartoIl laboratorio di cucito (a)utogestito in via Tolmezzo 87 è SOSPESO FINO A SETTEMBRE !

ARRIVEDERCI A TUTT*

 

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4 giugno: serata NO TAV

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Cineforum (A)utogestito Mercoledì 10 giugno

Crossing-The-BridgeDopo il Cineforum dedicato al Rebetiko con la proiezione di Indebito di Segre a marzo, riprendiamo il nostro viaggio sonoro questa volta in direzione di Istanbul con
“Crossing the Bridge – The sound of Istanbul” di Fatih Akin

Mercoledì 10 giugno alle 21.00

Per chi arriva alle 20.00 Buffet Vegan di autofinanziamento!

Alexandre Hacke membro degli Einsturzende Neubauten ci fa da Cicerone, ripercorrendo quello che fu il suo viaggio di ricerca per la composizione della colonna sonora de La sposa Turca (sempre di Akin)

da qui “Le emozioni, i rumori, i colori di una metropoli che segna non il confine ma l’incontro di Oriente e Occidente, e soprattutto le sue melodie perché, recita Confucio, “quando arrivi in un luogo e vuoi comprenderlo, ascolta la musica che vi si suona”. Si parte dal gruppo neopsichedelico degli Baba Zula nella zona di Beyoglu, per poi passare alla black music turca con il rap dei ragazzi e delle ragazze che vogliono potere dire la loro su qualsiasi argomento, all’hip hop, alla street music e alla breakbeat, ballata dai giovani breakdancer che con le loro evoluzioni inneggiano alla libertà, anche a quella delle droghe. Poi c’è l’incontro con il lamento della tradizione kurda; con il ballo di due moderni dervisci, i Whirling Dervishes; e con due leggende della musica popolare turca: i cantanti Sezen Aksu e Orhan Gencebay. Ma il vero protagonista è il suono della città che – fatto di musica, claxon, sirene, uccellini, voci – guida lo spettatore alla scoperta del battito del cuore di Istanbul.”

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Cineforum autogestito no TAV: 4 giugno

Giovedì 4 giugno 2015 nella nostra sede di via Tolmezzo 87 a Udine proiezione del video

#Notav #Sabotaggio: un granello di sabbia contro la rassegnazione…

…di chi crede che nulla possa cambiare.

no-tav(dalla presentazione) Lucio, Francesco e Graziano sono processati, con rito abbreviato, per lo stesso episodio per il quale Chiara, Claudio Niccolò e Mattia sono stati assolti dall’accusa di terrorismo il 17 dicembre 2014. La sentenza è arrivata oggi 27 maggio: 2 anni e 10 mesi, una pena spropositata. In questo video abbiamo raccolto i passaggi più significativi del processo in Assise, testimonianze ed evidenze che dimostrano che “non volevano far male alle persone”, come rilevato durante un’intercettazione che la stessa procura considera “attendibile”. Fu un’azione di sabotaggio.
E , come Chiara, “ne siamo fieri e felici.”
Vi invitiamo a condividere questo video e a mostrarlo a chi ancora avesse dubbi, sulla differenza tra legale e giusto.

ORE 20 BUFFET VEGAN ORE 21 PROIEZIONE DEL VIDEO

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Ancora repressione a Udine

La Questura di Udine non si fa mancare nulla, … dopo aver instaurato in città un clima repressivo decisamente pesante, con denunce e multe di migliaia di euri per accuse ridicole e per “reati” del tutto inconsistenti, ora siamo alle “operazioni antiterrorismo” per una bandiera bruciata. Ignoti bruciano una bandiera tricolore appesa in centro il 24 aprile. Pochi giorni dopo, con uno spiegamento di forze inverosimile (anche 10 agenti per volta) visto il “reato”, la polizia procede alla perquisizione delle case di tre “sospettati” (a cui va tutta la nostra solidarietà). Pubblichiamo un comunicato che ci è pervenuto.

Di che colore è la tua bandiera quando brucia?

norepressioneVenerdì 8 maggio a Udine sono state perquisite tre abitazioni con il pretesto di un tricolore bruciato da mani fortunatamente ignote il 24 aprile.
Come spesso accade il mostro da sbattere in prima pagina sono stati gli anarchici.
Molte anime belle si sono precipitate a condannare l’episodio poiché in quei giorni l’italica bandiera assurge a feticcio per celebrare una liberazione tradita, chiedendo punizioni celeri e l’immancabile incremento di sorveglianza e telecamere. A loro rispondiamo con il motto di molti che misero a rischio o persero la vita durante la Resistenza: “Non per la patria, ma per la Libertà”.
Detto questo, appare chiaro l’intento intimidatorio dell’operazione, sia per il dispiegamento di forze (in un caso in 10 per un’abitazione), sia per l’arroganza con cui si sono comportati (che per altro constatiamo senza troppo stupore).
L’occasione è servita per appropriarsi di computer, telefoni, volantini, opuscoli, manifesti…e fare le solite domande inopportune per sapere qualcosa in più sulle nostre vite.
Nell’esprimere la nostra solidarietà e vicinanza ai compagni perquisiti, ribadiamo che non ci faremo intimidire poiché chi agisce in nome dello Stato e della Patria ben poco può ottenere reprimendo chi vive per la Libertà.

“in the white flames of burning flags we found a world worth dying for”
– tra le bianche fiamme delle bandiere che ardono abbiamo trovato un mondo per cui vale la pena morire –
(Rise Against)

Anarchiche, anarchici e solidali di Udine e del Friuli “

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Cineforum Autogestito Antifascista di mercoledì 20

porcorosso2Italia, periodo tra le due guerre mondiali. Un misterioso pilota di aerei dalle sembianze di maiale, detto Porco Rosso, è il terrore dei pirati del Mare Adriatico, almeno finché questi non si affidano all’americano Curtis, avventuriero spavaldo che sfida Porco Rosso a duello.
Quello che a prima vista potrebbe apparire come uno dei lavori più scanzonati del maestro dell’anime giapponese, come fosse girato per ingannare il tempo tra un’epopea e l’altra, è al contrario la perfetta cartina di tornasole per cogliere alcuni temi portanti della poetica di Miyazaki. Sotto le vesti del divertissement, infatti, ecco spuntare il lato più politico e libertario del regista nipponico, incarnato nell’anarchico escapismo di Porco Rosso, eroe senza tetto né legge, solitario come un ronin errante, che rifiuta ogni forma di omologazione. Su tutte quella fascista del regime che avanza, infestando la (sua) bella Italia (“meglio porco che fascista” è una delle frasi-cardine del film) e fagocitandone le diversità.
La scelta di ambientare la vicenda tra le schermaglie aeree di piloti e pirati – entrambe creature estraniate dalla società e che rispondono a un codice d’onore a parte – la dice lunga su come Miyazaki scelga il ruolo di osservatore distaccato ma non imbelle di fronte a una realtà che non gli appartiene. “Sono sempre i buoni a morire”, va ripetendo l’eroe dai tratti suini, ribadendo il sostanziale pessimismo nei confronti di una società che sceglie di prostituire la sua bellezza e di asservirsi al potere. L’Italia ideale su cui Porco Rosso ama svolazzare, quella assolata dell’hotel Adriano, delle dame eleganti e delle folle festanti, dopotutto è anche il paese capace di dar vita al mostro del totalitarismo, diffondendo il germe che inquinerà irreparabilmente il XX secolo.
Che si tratti di Italia degli anni ’20 o di un Giappone contaminato dal fantasy, Miyazaki riesce al solito a veicolare il suo messaggio senza appesantire la narrazione: ritorna il consueto topos della ragazza che sceglie il lavoro, senza sottrarsi alla fatica, per emanciparsi socialmente e contribuire con qualcosa di concreto alla causa in cui crede. Pur scegliendo un approccio visivamente quasi dimesso, senza ricorrere alle immagini flamboyant di una Nausicaa della valle del vento o de La città incantata, quella che Miyazaki ci regala è una pagina tutt’altro che minore del grande libro delle sue visioni, in grado di stupire al pari di quanto sanno insegnare.

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Manifestazione Regionale Antifascista e Antimilitarista il 23 maggio a Gorizia

Appello per una manifestazione antifascista e antimilitarista regionale il 23 maggio a Gorizia QUI

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SABATO 18 aprile incontro con una comunarda di Urupia!

URUPIA

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Parte il laboratorio di cucito autogestito!

forbiciLABORATORIO DI CUCITO AUTOGESTITO

Ogni giovedì, dalle 14.00 alle 16.00 in Via Tolmezzo 87
Momento di condivisione di esperienze e conoscenze sul cucito per realizzare manufatti utilizzando insieme la nostra creatività!
Per esperti e neofiti!

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Dom 29/03 Rebetiko in via Tolmezzo, proiezione di INDEBITO

rebetiko

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CAMPAGNA RACCOLTA FONDI E SOSTEGNO ALLE LOTTE IN BRASILE

Riceviamo e inoltriamo!
(english translation below)

CAMPAGNA RACCOLTA FONDI E SOSTEGNO ALLE LOTTE IN BRASILE

Documento sulla campagna di appoggio alle/ai perseguitate/i politiche/i per reati sociali in Brasile in particolare riguardo alle mobilitazioni di giugno 2013 contro l’aumento del prezzo del biglietto dell’autobus, poi continuate con le mobilitazioni contro la Fifa World Cup 2014 e  con varie lotte sindacali e nelle favelas. Il documento si basa sulla rielaborazione di alcuni comunicati della campagna #EuApoioOs23 redatti dalla Commissione dei Genitori e Familiari dei Prigionieri e Perseguitati Politici – Rio de Janeiro. Continue reading

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Contro lo sfruttamento della terra e delle persone, DOMENICA 15 dalle 18.00

POMODORO-RecoveredL’organizzazione di caporalato che mi ha ingaggiato in Puglia per raccogliere pomodori era un’organizzazione di tipo camorristico: chi si ribellava veniva picchiato davanti a tutti e qualcuno ci rimetteva anche la vita. Stiamo parlando dell’Italia.”

Così Fabrizio Gatti descrive le condizioni in cui vivono i raccoglitori di pomodori nel Sud Italia. Manodopera stagionale, proveniente dall’Africa e dall’Europa dell’Est, clandestina e quindi ricattabile. Manodopera che ufficialmente non esiste e quindi che non ha diritti (ha però il dovere di lavorare, velocemente, tanto, per pochi soldi, controllata a vista dal caporale).
Manodopera che non può denunciare lo sfruttamento a cui è sottoposta, sia per le botte da parte dei caporali che per il rischio di rimpatrio da parte delle stesse istituzioni, spesso corrotte e complici dello Schiavismo nell’ Italia del nuovo millennio.
Manodopera sorvegliata a vista, trasportata come bestiame in giro per le campagne dal nord al sud, che raramente riesce a sottrarsi al meccanismo di sfruttamento e violenza.
Il ritratto delineato da Gatti nella sua inchiesta (l’Espresso – 2006) non è un caso isolato ma la condizione dominante nelle campagne del Meridione, come anche nelle manifatture del Veneto, il perno stesso su cui può ruotare l’economia della grossa produzione Made in Italy.

Domenica 15 marzo ne discutiamo con un giovane migrante di Marrakech che ci testimonierà la sua esperienza lavorativa nelle campagne della Basilicata e con un compagno che ci parlerà delle sue conoscenze fatte sul campo della capitanata foggiana ; parleremo dell’emarginazione dei lavoratori stranieri nei luoghi di raccolta e sulla grande filiera dello sfruttamento e sulle possibili pratiche di solidarietà alle lotte bracciantili.

All’uso accentrato della terra, alla mercificazione del cibo ed allo sfruttamento dei lavoratori, presenteremo un progetto che sta prendendo forma nel Friuli Orientale, riguardante la coltivazione dei cereali con una modalità diversa, coinvolgendo tutta la filera dal produttore al consumatore. Ce ne parlerà E. del Molino Tuzzi di Dolegna del Collio (GO).

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Mercoledì 11 marzo ore 21 proiezione documentario Genuino Clandestino

Mercoledì 11 marzo alle ore 21.00
proietteremo il documentario sulla campagna GENUINO CLANDESTINO

Decine di coltivatori, allevatori, pastori e artigiani si uniscono nell’attacco alle logiche economiche e alle regole cucite sulle tycoon dell’agroindustria, per difendere la libera lavorazione dei prodotti e l’immenso patrimonio di saperi e sapori della terra. Da questa rete nasce la campagna genuino clandestino, con uomini e donne da ogni parte d’Italia impegnati in nuove forme di resistenza contadina. Mentre le norme igienico-sanitarie bandiscono dal mercato migliaia di piccoli produttori, il consumatore continua a subire, spesso inconsapevolmente, modelli di produzione del tutto inadeguati a garantire genuinità ed affidabilità nella grande distribuzione. Attraverso il lavoro e le voci dei “clandestini”, insu^tv racconta l’evolversi di questa campagna semplice nel suo messaggio ma determinata nelle sue forme, insieme alle implicazioni in materia di alimentazione,sviluppo economico, sfruttamento del lavoro, salvaguardia dell’ambiente,accesso alla terra e all’acqua.

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Prossimamente in via tolmezzo 87..

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