Respingiamo le retate!

Tratto da http://hurriya.noblogs.org/

A tutti/e i/le migranti, ATTENZIONE! :
una operazione di poliziastopraids che interesserà tutta l’Europa chiamata “Mos Maiorum” prenderà il via il 13 ottobre per concludersi il 26 ottobre. Durante queste due settimane 18000 agenti di polizia cercheranno persone senza documenti. Lo scopo di questa missione è quello di raccogliere informazioni sulle rotte migratorie arrestando il numero maggiore di persone senza documenti. L’appello è quello di avvertire il maggior numero di queste persone! Un aumento dei controlli è previsto sui treni, nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti, nelle autostrade e ai confini interni dell’Europa.

da qui consigli utili

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Domenica 12 ottobre Cineforum (A)utogestito No CIE

12ottobrecie

 

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Chiara ,Mattia, Claudio e Niccolò prendono parola al processo

NO TAV: C’ero quella notte.

okda Radio Blackout via noterzovalico

Decine di migliaia di No Tav sin dal 9 dicembre del 2013, quando vennero arrestati quattro attivisti con l’accusa di “attentato con finalità di terrorismo”, hanno detto: “quella notte in Clarea c’ero anch’io”.
Questa mattina in aula bunker delle Vallette Chiara, Claudio, Mattia e Nicolò, per la prima volta dall’inizio del processo hanno preso la parola, dicendo che quella notte, la notte del 14 maggio 2013, c’erano anche loro.
Radio Blackout ha ricevuto le registrazioni delle loro dichiarazioni.

Ascoltatele QUI (e leggetele! n.d.r.).

Qui, inoltre, l’articolo di Notav.info e la diretta dell’udienza di oggi da TG Maddalena

LE DICHIARAZIONI SPONTANEE

Mattia.
Conoscevo la Maddalena e la Val Clarea prima che ci venisse impiantato il cantiere dell’alta velocità. In quei boschi ho camminato, ho dormito, ho mangiato, ho cantato, ho ballato. In quei luoghi ho vissuto frammenti di vita preziosa insieme ad amici che ora non ci sono più e che porto nel cuore.
In quei luoghi sono tornato più volte negli anni.
Di giorno, di notte, di mattino, di sera; d’estate, d’inverno, in autunno e in primavera. Ho visto quei luoghi cambiare nel tempo, gli alberi cadere abbattuti a decine per fare spazio a siepi di acciaio spinato. Ho visto il cantiere crescere e un pezzo di bosco sparire, le torri-faro spuntare numerose e l’esercito arrivare a sorvegliare un desolato sterrato lunare con gli stessi mezzi blindati che pattugliano i monti afgani.
Così in Val Clarea son tornato una volta ancora in quella ormai celebre notte di maggio.
Molto, troppo, è stato detto e scritto su quella notte e non sta a me, né mi interessa, dire come si trascriva quel gesto nella grammatica del codice penale.
Quello che posso dire è che quella notte c’ero anch’io.
Che non fossi lì con l’intento di perseguire il terrore altrui o anche peggio, lo può capire qualsiasi persona dotata di buonsenso che abbia anche solo una lontana idea di quale sia la natura della lotta no-tav e quale il quadro di coordinate etiche all’interno del quale questa lotta esprime la sua ventennale resistenza.
Che fossi lì per manifestare una volta di più la mia radicale inimicizia verso quel cantiere e, se possibile, sabotarne il funzionamento, ve lo dico io stesso.
E se abbiamo deciso di prendere la parola oggi prima che questo processo si addentrasse nella selva delle perizie e delle controperizie vocali è proprio per affermare una semplice verità: quelle voci sono le nostre.
Su questo la procura ha costruito una storia.
Una storia in cui i cellulari diventano prove dell’esistenza di una catena di comando, addirittura di una pianificazione paramilitare, ma la verità -come spesso accade- è molto più semplice e meno roboante.
Esiste un motto in Val Susa che da anni è entrato nel bagaglio comune della lotta no tav e ne orienta nella pratica le azioni di disturbo al cantiere.
Questo motto è: “si parte e si torna insieme”. A significare che in questa lotta ci si muove insieme. Insieme si parte e insieme si torna.
Nessuno va lasciato indietro. A questo servivano i telefoni quella notte, a questo si sono prestate le nostre voci.
Parlare invece di capi, di organigrammi, di commando, di strateghi, significa voler proiettare su quell’evento l’ombra di un mondo che non ci appartiene e stravolgere il nostro stesso modo d’essere e di concepire l’agire comune.
Per quanto mi riguarda lascio agli entusiasti speculatori ad alta velocità il triste privilegio di non avere scrupolo della vita altrui, e a loro lascio anche il culto della guerra, del comando e del profitto ad ogni costo.
Noi ci teniamo stretti i valori della resistenza, della libertà, dell’amicizia e della condivisione e da questi cercheremo di trarre forza ovunque le conseguenze delle nostre scelte ci porteranno.

Claudio
La notte fra il 13 e il 14 maggio ho preso parte al sabotaggio avvenuto al cantiere della Maddalena a Chiomonte. Ecco svelato l’arcano.
Non mi stupisce che gli inquirenti nel tentativo di ricostruire i fatti usino parole come “assalto, attentato terroristico, gruppi paramilitari, armi micidiali”. Per chi è solito vivere e difendere una società fortemente gerarchizzata non può comprendere quello che è avvenuto negli ultimi anni in Val di Susa. Per descriverlo attingerà dalla propria cultura intrisa di termini bellici. Non è mia intenzione annoiarvi sui motivi per cui ho deciso di impegnarmi nella lotta contro il tav o su cosa significhi la difesa di quella valle, voglio solo sottolineare che qualsiasi cosa che abbia a che fare con guerra o eserciti mi fa ribrezzo.
Capisco lo sgomento dell’opinione pubblica e dei suoi affabulatori per la ricomparsa di questo illustre sconosciuto, il sabotaggio, dopo che si erano tanto spesi nel seppellirlo sotto quintali di menzogne.
Alla lotta contro il treno veloce il merito di aver rispolverato tale pratica, di aver saputo scegliere quando e come impiegarla e di essere riuscita a distinguere il giusto dal legale.
Alla lotta contro il treno veloce la grossa responsabilità di mantenere fede alle speranze che molti sfruttati ripongono in lei e di far assaporare ancora il gusto sapido del riscatto.

Mi permetto di rispedire alcune accuse al mittente. Siamo accusati di avere agito per colpire delle persone o quantomeno incuranti della loro presenza, come se provassimo profondo disprezzo per la vita altrui. Se c’è qualcuno che dimostra tale disprezzo è da ricercare nei militi che esportano pace e democrazia in giro per il mondo, gli stessi che presidiano con devozione e professionalità il cantiere della Maddalena. Per quanto concerne l’accusa di terrorismo non ho intenzione di difendermi. La solidarietà che abbiamo ricevuto dal giorno del nostro arresto ad oggi ha smontato a sufficienza un’incriminazione così ardita. Se dietro quest’operazione c’era il tentativo, non troppo velato, di chiudere i conti con la lotta no tav una volta per tutte, direi che è fallito miseramente.

Niccolò.
I motivi che mi hanno spinto in Val di Susa a prendere parte a questa lotta sono tanti; i motivi che mi hanno spinto a restare e continuare su questa strada sono ben di più.
In mezzo c’è un percorso di maturazione collettiva, di assemblee pubbliche e private, di campeggi e presidi, di confronto e scontro. In mezzo c’è la vita, quella di tutti i giorni, quella delle alzatacce e delle nottate insonni, della gola secca sui pendii rocciosi e dei pasti frugali, dei piccoli impegni e delle grandi emozioni.

In questo percorso chi lotta ha imparato la precisione del linguaggio, a chiamare le cose per quello che sono e non per l’involucro formale con cui si pubblicizzano, come un cantiere che prima era un fortino ed ora sta diventando una fortezza. Parole in grado di restituire il portato emotivo e l’impatto sulle proprie vite di determinate scelte della controparte, di chi ha deciso di invischiarsi in questa grande opera. Parole rispolverate da un lessico che sembrava antico e invece si riscoprono in tutta la loro potenza e semplicità nel descrivere le proprie azioni.
Un’accortezza di linguaggio che mi accorgo non essere così diffusa nel mondo circostante, quando leggo di improbabili ”commando” che secondo una certa ricostruzione propinata anche dai giornali avrebbero assaltato il cantiere nella notte del 13 maggio. Una parola quanto mai infelice non solo per il suo richiamo all’atto del comandare ma anche per una certa allusione mercenaria, inaccettabile, di chi sarebbe disposto a qualsiasi mezzo pur di raggiungere il proprio fine.
Di contro chi lotta ha imparato a convogliare con intelligenza persino le passioni forti e irruente che nascevano dai tanti colpi subiti quando un amico perdeva un occhio per via di un lacrimogeno o un altro era in fin di vita.

Per quanto mi riguarda la Val Clarea mi è amica fin da quando nel 2011 rilanciavamo la terra a mani nude nei buchi scavati dalle ruspe durante gli allargamenti del cantiere.
Ricordo che tra le tende di quel campeggio eccheggiava una canzone, tra le tante inventate per divertirsi e darsi forza, sulle note di un vecchio canto partigiano. Il primo verso recitava ”dai boschi di Giaglione uniti scenderemo….”. In questi anni molte volte è stato dato seguito e rilanciato quelle parole e qualcuno in quella notte di maggio ha deciso di farlo con altrettanta convinzione e io ero tra loro. Una delle voci dietro a quel telefono è la mia. Ma soffermarsi su una responsabilità personale per tesserne o meno le lodi non è in grado di restituire quel sentimento collettivo maturato nelle case di tante famiglie, di valle e di città, o tra una chiacchierata e una bevuta in un bar, nelle piazze e nelle strade, nei momenti conviviali come quelli più critici. Un sentimento che ha saputo esprimersi in uno degli slogan più gridati dopo i nostri arresti e che descrive bene la vera appartenenza di quel gesto: “dietro a quelle reti c’eravamo tutti…”. Uno slogan che ci riporta direttamente ad un assemblea popolare tenutasi a Bussoleno nel maggio 2013 con cui l’intero movimento salutava e accoglieva quel gesto chiamandolo sabotaggio.
E se dietro quelle reti c’eravamo tutti, dietro queste sbarre un pezzetto di ognuno ha saputo sostenerci e darci forza. Per questo, anche qui, qualunque siano le conseguenze delle nostre azioni, ad affrontarle non saremo soli.

Chiara
In quest’aula non troverete le parole per raccontare quella notte di maggio.
Usate il linguaggio di una società abituata agli eserciti, alle conquiste, alla sopraffazione.
Gli attacchi militari e paramilitari, la violenza indiscriminata, le armi da guerra appartengono agli Stati e ai loro emulatori.

Noi abbiamo lanciato il cuore oltre la rassegnazione.
Abbiamo gettato un granello di sabbia nell’ingranaggio di un progresso il cui unico effetto è l’incessante distruzione del pianeta in cui viviamo.

C’ero quella notte ed è mia la voce femminile che è stata intercettata.
Ho attraversato un pezzo della mia vita insieme a tutti quegli uomini e a tutte quelle donne che da più di vent’anni oppongono un no inappellabile ad un’idea devastante di mondo. Ne sono fiera e felice.

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ven 26 CINEFORUM (A)UTOGESTITO: Plogoff: pietre contro fucili

plogoff-nann

1978, in seguito alla crisi petrolifera, il governo francese decide di dare il via al suo ambizioso progetto di centrali nucleari. Tra i vari siti selezionati dal governo, vi è un paesino di 2.300 abitanti sulla punta nord della Bretagna: Plogoff. È un villaggio di pescatori e pastori dove il panorama delle onde che si infrangono sulle scogliere del capo toglie il respiro. Ma una volta che EDF (l’ENEL francese) ha già diffuso le planimetrie e iniziato i rilievi per la realizzazione della centrale…. ecco l’inatteso.

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FREE JIMMY NELL’ORTO AUTOGESTITO

DOMENICA 7 SETTEMBRE NELL’ORTO AUTOGESTITO

(via Spilimbergo – via Moggio)

220px-Free_Jimmy_PosterORE 19,30 MOMENTO CONVIVIALE

ORE 21 PROIEZIONE DI FREE JIMMY di Christopher Nielsen (Nor. 2006)

IN CASO DI MALTEMPO L’INIZIATIVA SI TERRA’ AL CHIUSO IN VIA TOLMEZZO 87

organizzano: SEMI SALVADIS, AFFINITA’ LIBERTARIE

 

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Apertura settimanale di via tolmezzo 87!

a

A partire dal 1° settembre 2014 terremo aperta settimanalmente la nostra sede in via Tolmezzo 87 a Udine, a prescindere dalle iniziative per chiunque avesse voglia di incontrarci, dare un occhio alla distro, proporre cose e preferire al bar un momento autogestito!

Ogni lunedì dalle 21.00 alle 23.00!

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UDINE: presentazione di”Difesa legale”

SABATO 20 SETTEMBRE ore 17,30 presentazione nella nostra sede di Udine, via Tolmezzo 87,

dell’opuscolo “Difesa legale”

curato dall‘Associazione di Mutuo Soccorso per il diritto di espressione

A SEGUIRE CONVIVIALITA’ VEGAN DI AUTOFINANZIAMENTO

difesa legale jpeg da sitoPolizia e magistratura, tribunali e carceri. Istituzioni selettive e discrezionali poste da un ordinamento a garanzia di sé stesso, per natura inclini a essere piegate a fare del dissenso sociale un crimine.
Difesa legale. Note per una maggiore consapevolezza è una prima ricognizione nelle tortuose trame del processo penale, pensata per chi prende parte a manifestazioni di piazza, a movimenti dal basso, alle attività di collettivi, spazi sociali, realtà di base. Per non lasciarsi incastrare dagli ingranaggi della macchina giudiziaria non c’è migliore idea che conoscerne il funzionamento.

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ITALIANI BRAVA GENTE ? la strage di Domeniko in Grecia

Anche in Grecia, durante la seconda guerra mondiale, l’esercito italiano compie eccidi contro la popolazione inerme. Tra questi la strage di Domeniko, un paese vicino a Elasona, a circa 25 km da Larisa, in Tessaglia, dove il 16 febbraio 1943 la divisione Pinerolo comandata dal generale Benelli, uccide a sangue freddo 154 civili (152 uomini e due donne), di Domeniko, Damasio e Mesochorio, per rappresaglia contro un attacco dei partigiani. La strage viene compiuta in più luoghi. Quello di Kaykaki, dove si commemorano ogni anno le vittime, ha visto il maggior numero di uccisioni

Un crimine fra i tanti… visita la nostra sezione ITALIANI BRAVA GENTE

IN QUESTO LUOGO SONO STATI ASSASSINATI 118 UOMINI DI DOMENIKO, 5 DI DAMASIO, 12 DI MESOCHORIO IL 16 FEBBRAIO 1943 DALL'ESERCITO DI OCCUPAZIONE ITALIANO ASSOCIAZIONE DI DOMENIKO DI LARISA

IN QUESTO LUOGO SONO STATI ASSASSINATI 118 UOMINI DI DOMENIKO, 5 DI DAMASIO, 12 DI MESOCHORIO IL 16 FEBBRAIO 1943 DALL’ESERCITO DI OCCUPAZIONE ITALIANO
ASSOCIAZIONE DI DOMENIKO DI LARISA (lapide sul luogo principale dell’eccidio)

 

 

 

Commemorazione dell'eccidio di Domniko 2012

Commemorazione dell’eccidio di Domniko 2012

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STOP AI CRIMINALI BOMBARDAMENTI SU GAZA !

bombardamenti su Gaza

L’IMPEGNO INTERNAZIONALISTA DI ANARCHISTS AGAINST THE WALL

DOCUMENTO POLITICO SULLA LOTTA PALESTINESE Adottato il 25 Aprile 2014 dai militanti dell’organizzazione comunista-anarchica Ahdut (Unità) attiva in Palestina/Israele
Il progetto coloniale sionista, sponsorizzato dalle potenze imperialiste, ha soggiogato la Palestina sia compiendo ogni sforzo possibile per l’espulsione delle popolazioni indigene residenti nell’area interessata, sia concentrandole in enclaves chiuse. Una parte della popolazione palestinese ha evitato l’espulsione diventando cittadini di Israele ed andando incontro a discriminazioni sia giuridiche che pratiche. E lo Stato di Israele persiste nell’adottare misure che ne fanno cittadini emarginati. Recentemente queste misure si sono concentrate nel Piano Prawer per il Negev, che evoca il piano di giudaizzazione della Galilea degli anni ’70 insieme ai fatti della Giornata della Terra del 30 marzo 1976. Un’altra parte della popolazione palestinese vive nei territori occupati da Israele nel 1967, per lo più sotto giurisdizione militare. In questi territori, le autorità militari israeliane hanno una grande libertà di azione nel decidere se sgomberare i palestinesi o concentrarli in enclave, Continue reading

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I SINDACATI DI BASE E IL “PATTO INFAME” SULLA RAPPRESENTANZA

Con l’applicazione del “Testo Unico sulla rappresentanza” CGIL CISL UIL e Confindustria si propongono di eliminare qualunque opposizione nei luoghi di lavoro garantendo il monopolio dei diritti sindacali ai soli sindacati concertativi.
gatto selvaggioIn precedenti post abbiamo ampiamente evidenziato come in Italia la “democrazia sindacale” è già oggi una pura illusione ottica, visto che lo Statuto dei Lavoratori riconosce i “diritti sindacali” solo ai “sindacati firmatari di contratto” e non ai lavoratori e sono previste, nei cosiddetti “servizi essenziali” gravissime limitazioni al dritto di sciopero.
È nel pieno rispetto della normativa vigente che Marchionne ha potuto cacciare dalla porta la FIOM, rea di non voler accettare un contratto particolarmente vergognoso.
Ora la FIOM si limita a fare un’opposizione di facciata ma è di fatto pienamente interna ad un accordo che estromette dal diritto di rappresentanza tutti i sindacati che non sono disposti ad accettare i diktat del padronato e dei confederali.
gasparazzo sindacatiIn sintesi il Testo unico (che applica gli accordi del 31 maggio 2013) prevede che possano partecipare alla contrattazione nazionale di categoria solo quelle organizzazioni, aderenti alle confederazioni firmatarie dell’accordo che abbiano almeno il 5% degli iscritti e il 5% dei voti alle RSU. Quindi già vengono escluse a priori tutte le altre, visto che la maggior parte delle aziende del “privato” fanno grosse difficoltà ad attivare le iscrizioni con trattenute in busta paga ai sindacati di base.
Altro punto fondamentale del patto è l’ “esigibilità degli accordi”, che rende impossibile mettere in discussione gli accordi sottoscritti dal 50% +1 delle organizzazioni ammesse alle trattative e convalidate dal 50%+1 dei lavoratori interessati (la validità della consultazione dei lavoratori viene certificata – ovviamente – da CGIL CISL UIL).
Per partecipare alle elezioni delle RSU occorre sottoscrivere l’accordo impegnandosi quindi “alla cieca” Continue reading

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SOLIDARIETA’ A “PIZZERIA ANARCHIA”

pizzasticker-224x300Pizzeria Anarchia è uno squat di Vienna occupato da oltre due anni. Ora è minacciata di sgombero da parte della proprietà (Castella GMBH), che vuole realizzare una speculazione immobiliare, per il 28 luglio 2014.
La proprietà ha tentato più volte di liberare lo stabile, in parte abitato da inquilini con regolare contratto d’affitto, ricorrendo ad ogni sorta di espedienti: dagli atti di vandalismo, alle intimidazioni, alle offerte di denaro.

Solidarietà a tutte le case occupate ! NO AGLI SGOMBERI !

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Pic nic vegan di conoscenza per festeggiare il solstizio d’estate

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GLI ANARCHICI DI MONFALCONE: una storia ritrovata

Giovedì 26 giugno 2014 nella nostra sede di via Tolmezzo 87 a Udine
incontro con LUCA MENEGHESSO

GLI ANARCHICI DI MONFALCONE (1908-1926):

una storia ritrovata

(ORE 20 buffet vegan, ore 21 inizio dell’incontro)

comizioMonfalconeMONFALCONE 1908 – 1926: i cantieri navali, un centro operaio, un proletariato di fabbrica conflittuale e con forti venature libertarie.
Esperienze di lotta che riemergono dai silenzi interessati della Storia grazie alle ricerche di Luca

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Domenica 8 giugno, incontro preparatorio creazione Orto-Giardino con i Semi Salvadis

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02/06 Cena sociale vegan di autofinanziamento di via Tolmezzo 87

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MAI PIU’ VIVERE COME SCHIAVI ! l’autogestione in Grecia: cineforum 23 maggio

Per il cineforum (A)utogestito in via Tolmezzo 87 a Udine

VENERDI’ 23 MAGGIO (ore 20 buffet vegan, ore 21 proiezione)

proiezione di

MAI PIU’ VIVERE COME SCHIAVI !

Un documentario di Yannis Youlountas sull’autogestione in Grecia come risposta alla crisi prodotta dai mercati finanziari (Agosto 2013 / Durata: 89 minuti)

MAI PIUCOME SCHIAVIUn mormorio che sale dalle catacombe greche dell’Europa attraversa il continente devastato: “Non viviamo mai più da schiavi” (in greco si pronuncia “Na min zisoume san douli”).

Sui muri delle città e sulle rocce delle campagne, sui cartelloni vuoti o “deturnati”, sulla stampa alternativa e nelle radio ribelli, nei centri sociali occupati e autogestiti che si moltiplicano… questo, giorno dopo giorno, è lo slogan diffuso dalla resistenza greca che ci invita a riprendere in coro, insieme a lei, le melodie della pellicola

Una grande boccata d’aria fresca, di entusiasmo e di utopie in cammino, venuta dal mare Egeo.

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ALPINI ? NO GRAZIE !

Mentre si avvicina il centesimo anniversario dell’inizio della prima guerra mondiale i bottegai del Friuli Venezia Giulia si fregano le mani compiaciuti al pensiero dei profitti che potranno ricavare dalle “celebrazioni “ dell’immensa e assurda carneficina.
morti guerra

A breve si terrà a Gorizia la “Borsa europea del turismo della Grande Guerra” allo scopo di lanciare un percorso turistico che richiami visitatori da tutta Europa per i prossimi quattro anni, mentre le iniziative commerciali non si contano più.

Le vittime civili e militari del conflitto vengono così assassinate per l’ennesima volta: prima uccise dal militarismo, poi imbalsamate dal fascismo, infine triturate dalla mercificazione turistica e digerite nei talk show culturali.

In questo nazionalismo da fast food trova il suo degno spazio l’adunata degli alpini di Pordenone. Un quotidiano locale arriva a scrivere (parole testuali): “Noi siamo alpini. Siamo alpini immortali, perché il bene e il male ci saranno sempre nell’umanità e la nostra sorte è di difendere il bene […] “.
Qui lo sforzo lirico del giornalista raggiunge le vette del delirio… Lotta eterna tra il bene e il male ? MA DI CHE COSA DIAVOLO STIAMO PARLANDO ? Gli alpini sono semplicemente un corpo armato dell’esercito italiano creato per combattere e uccidere ! Continue reading

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4 maggio tappa in Friuli del “NO TAV TOUR 2014″

COLPEVOLI DI RESISTERE !

Domenica 4 maggio tappa in Friuli del “No Tav Tour 2014″a San Giorgio di Nogaro ore 17,00 a Villa Dora
con la partecipazione di Luca Abbà

Il 22 maggio. a Torino si aprirà il processo a carico di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò accusata/i di terrorismo per il sabotaggio di un compressore.
Attraverso l’accusa di terrorismo contro alcun* NO TAV si vogliono colpire tutte le lotte. Continue reading

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Ven 11/04 Cineforum (A)utogestito Cult: Jubilee di Derek Jarman

affiche-jubilee-1978-1

Venerdì 11 aprile in via Tolmezzo 87 a Udine

ore 20.30 pizzatona vegan!!!!
alle ore 21.00
proiezione del film cultisssssssimo e punkissssssssimo

JUBILEE
di Derek Jarman (1978)

Tratto da verifica incerta recensione a cura di Dalila M.

(…) Veniamo proiettati nel futuro-presente (il 1977, l’anno del Giubileo della regina) attraverso uno slittamento al passato, Elisabetta I chiede all’alchimista John Dee di vedere il futuro del suo regno. La Gran Bretagna brucia in un delirio post-atomico e quasi post-umano, dove conosciamo folli bande di teppisti, tra cui spiccano la ballerina Amyl Nitrate (Jordan), alle prese con la riscrittura della storia d’Inghilterra e la sua amica teppista Maddie (Toyah Willcox), con qualche velleità da piromane. Nel loro appartamento vivono anche due fratelli bisessuali che si amano tra loro, una pazza ninfomane di nome Crabs, un’assassina masochista ed una ragazza alla pari transessuale chiamata Chaos.
Sono le donne a mandare avanti le passioni, dalla poesia al balletto, mentre gli uomini sono troppo concentrati nel successo e nello show business (incarnato dal controverso discografico Borgia, una sorta di burattinaio border line). Continue reading

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non fermeranno le occupazioni !

occupare è giustoL’avevamo anticipato. Il tanto sbandierato “Piano Casa” del governo Renzi (DECRETO-LEGGE 28 marzo 2014, n. 47) contiene solo misure risibili a favore degli sfrattati e dei senza casa ma in cambio concede consistenti doni finanziari e normativi ai cementificatori di EXPO 2015 e trova il tempo pure di occuparsi di “Lotta all’occupazione abusiva di immobili”

“Art. 5
Lotta all’occupazione abusiva di immobili

1. Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza ne’ l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge.”

Cioè da questo momento (il Decreto Legge è entrato in vigore il 29 marzo) un occupante di case non può più ottenere né la residenza, né i contratti di luce, gas, acqua, telefono ecc. presso la sua abitazione!
Una norma gravissima che non si era mai vista nel nostro ordinamento, neppure negli anni peggiori.

Ma se con questo giro di vite securitario sperano di bloccare il movimento di occupazione delle case si sbagliano di grosso ! E’ la stessa crisi economica che lo alimenta di giorno in giorno e finirà per travolgere speculatori e cementificatori !

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