20/02 SOLIDARIETA’ AGLI SPAZI SOCIALI A LUBIANA – GIU’ LE MANI DAL METELKOVA!

Riceviamo e diffondiamo l’invito a partecipare a questo presidio in solidarietà agli spazi sociali di Ljubljana
Sabato 20 febbraio
ore 15.30
in via del Teatro Romano (nei pressi della scalinata di santa maria maggiore) presidio sotto il consolato sloveno.

Maggiori info sul presidio qui:

SOLIDARIETA’ AGLI SPAZI SOCIALI A LUBIANA – GIU’ LE MANI DAL METELKOVA!

comunicato del Metelkova

Per una città libera, per una Lubiana antifascista
richiamo a un’iniziativa comune contro le minacce dei gruppi fascisti
Nell’ultimo anno siamo stati testimoni di un graduale aumento dell’audacia di gruppi fascisti nel diffondere una retorica di violenza nei confronti dei migranti, di quell* che la pensano diversamente, de* artist*e, antifascist*, generalmente nei confronti di una società aperta e libera. Il loro odio non si manifesta solamente da tastiera sui social, ma – come si è visto ultimamente – si manifesta anche nella loro presenza come imposizione nel dibattito pubblico. Questo si è visto con la presenza dei “gilet gialli” [diversi da quelli francesi, ndJ] sabato [6/2/2020], e le loro richieste e minacce di disintegrare la Metelkova. Loro non nascondono più la loro natura di ideologia neonazista, perché si rendono conto che hanno un appoggio sicuro dalla parte di chi governa, che gli concede la legittimazione per le loro più vergognose idee.
Una tipica prova della collisione con i valori basilari di una società è l’intervento di stanotte delle forze dell’ordine speciali, armate fino ai denti, che dopo la tranquilla parata funebre dovuta alla perdita della nostra sorella Fabbrica Autonoma Rog, ha occupato le vie intorno all’AKC metelkova mesto. Più di 40 Robocop, con l’accompagnamento di poliziotti in uniforme, hanno poi inondato il piazzale della metelkova, hanno provato a entrare nei club terrorizzando i passanti. Il motivo di questo intervento non è stato dato, hanno parlato solo di “usuale controllo” dei locali di ristorazione.
Una tale e così folta intrusione delle forze speciali, viene da noi intesa come un’inammissibile escalation di tensione da parte della polizia, che così facendo non solo non risolve gli esempi di attacco e minaccia, ma complica la situazione con l’immotivato mostrarsi con la forza, quindi con l’intimidazione e la creazione dell’impressione che la metelkova sia un problema da risolvere con fucili automatici a canna lunga. Sotto il governo di estrema destra la polizia si è trasformata da un’organo professionale autonomo a un’orda di violenta, che crea conflitti e tensioni, invece di attuare i suoi doveri basilari, cioé: garantire la sicurezza de* cittadin* e della comunità, il rispetto della libertà e dei diritti umani, nonché il rafforzamento dello stato giuridico.
Per quest’ondata di politiche di odio e violenza sono responsabili sia i governanti, che sono vicini a chi espone le proprie idee di intolleranza, sia quelli che si descrivono come la loro controparte sensibile alle tematiche sociali, ma che poi hanno demolito il Rog. Le ronde di strada, prendendo spunto dall’autorità cittadina, stanno già cercando nuove forme di azione. Sta diventando solo questione di tempo in che modo la violenza simbolica prenderà forma in attacchi concreti e “pogrom”, indirizzati alle strutture di movimenti sociali e vesro l* abitanti della città.
Ignorare e deridere queste minacce, che già da tempo stanno subendo numerosi spazi di aggregazione e singol*, non porterà alla loro scomparsa nella discarica della storia, dove e come li hanno portati l* nostr* predecessor* col consenso globale. Di sicuro le loro intenzioni vanno ben oltre il momentaneo chiarissimo bersaglio che è la Metelkova. Se vogliamo vivere in libertà, come società dobbiamo fare di più.
Per questo all’AKC Metelkova mesto abbiamo fatto una chiamata di solidarietà e a una ribellione generale contro le minacce delle bande fasciste. Possiamo fermare loro cammino e violenza solamente se siamo uniti. Così, ognuno per sé e tutt* per un*, pensiamo cosa possiamo fare per mostrare chiaramente, che le vie di Lubiana sono antifasciste. Che la violenza fascista con i suoi simboli, messaggi, discorsi sulle nostre vie non abbia seguito. Facciamo in modo che potremo camminare per la nostra città spensierati, baciarci, tenerci per mano, ridere, creare, parlare, vivere. Esattamente così come siamo.
AKC Metelkova mesto
Ljubljana, 9 febbraio 2021

 

 

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