PER LA LIBERTÀ DI TUTT* E DI CIASCUN*. CONTRO LA VIOLENZA OMOFOBA E SESSISTA DELLE SENTINELLE.

(volantino distribuito stamattina 11.1.2015 a Udine)

Siamo qui oggi perché non possiamo lasciare che vengano veicolati messaggi di odio, intolleranza, omofobia, fascismo nella nostra città.
Oggi dei personaggi che si dichiarano furbescamente e falsamente apolitici e aconfessionali, sono scesi in piazza. Come se non fosse abbastanza quello che fanno come obiettori di coscienza (ostacolando l’accesso all’ivg e alla salute sessuale). Come se non fosse abbastanza la violenza che diffondono nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle strade, nelle conversazioni quotidiane (aggredendo fisicamente gay, lesbiche, trans, intersex, queer; insultando, stereotipizzando e nutrendo quella cultura eterosessista dell’intolleranza e della denigrazione che è la principale causa di quelli che vengono definiti “femminicidii”).
Si sono chiamati sentinelle, adottando un pieno linguaggio guerrafondaio, pensando di aver il diritto di montare la guardia sulle vite altrui, in nome di una qualche presunta morale che è parziale, di parte e crudele. E si sono riuniti, mossi dalla volontà di eliminare dallo spazio pubblico i corpi, le esperienze di vita, le forme di genitorialità e affetto che non rispondono al loro bigottismo fascistizzante e fondamentalista.
Contro quest’aria pestilenziale e violenta siamo quindi qui, per difendere le infinite e potenti forme di sessualità, solidarietà, cura e affetto che tessiamo nelle nostre vite. Che se non corrispondono a quelle della famiglia eterosessuale promossa dal vaticano, sono invece proprio un antidoto alle mortificazioni, agli insulti, alle botte, alle violenze e agli stupri che si annidano dentro le famiglie italiane.
Siamo qui per ricordare che ognun*, indipendentemente da come faccia sesso o che da corpo abbia, ha diritto alla salute, anche sessuale. E che serve urgentemente una sanità pubblica, laica e gratuita per tutt*; che gli obiettori escano dagli ospedali, che i centri antiviolenza e i consultori vengano finanziati, che l’educazione al genere nelle scuole venga fatta.
Siamo qui per rivendicare i molteplici e infiniti modi di essere persone, fuori da ogni binarismo di genere, perché il genere non si dà “per natura” alla nascita, ma ognun_ se lo costruisce come riesce e vuole. E il vero imperativo etico è quello di togliere ogni ostacolo che ciascun_, di qualsiasi età, provenienza, reddito, possa trovare nell’espressione di sé stess_ e dei suoi desideri. Tutte e tutti devono poter crescere e vivere amat_ e riconosciut_, senza dover incontrare sulla propria strada un’ipocrita e mortifera sentinella che ti voglia costringere alla clandestinità definendoti anormale, deviante, inumano.
Qui il solo e unico scandalo è che ancora oggi in Italia si lasci agibilità ad una marmaglia di oscurantisti che vogliono impedire ad alcune e ad alcuni di accedere ai diritti (di cui invece loro godono bellamente!). Finanche il diritto di esistenza.
È per questo che la nostra morale ci impone di rompere questo silenzio carico di odio e violenza. È per questo che siamo sces* anche noi oggi in piazza e non staremo in silenzio di fronte a questa provocazione.
Contro i bigotti, i fondamentalisti cattolici, gli xenofobi e i fascisti, che fomentano una cultura dell’odio, della mortificazione, del privilegio, non si può che rispondere con la bellezza e la forza delle vite, dei pensieri, dei corpi, degli affetti, dei desideri e degli erotismi. Nostri e di tutt*. In tutte le posizioni!

Individualità antisessiste

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