Anarchiche/ci greche/ci sul movimento anarchico in Grecia, un’intervista

Traduciamo da A-Infos un intervista a un* compagn* del Movimento Antiautoritario (A.K) di Thessaloniki

Lo scorso fine settimana nella più grande dimostrazione di forza in più di un decennio, migliaia di anarchiche/ci hanno manifestato per protestare contro il violento sgombero degli squat Villa Amalia, Skaramangka e Patisions Sts ad Atene e contro il clima estremamente repressivo che la polizia e lo stato hanno creato in Grecia negli ultimi mesi.

A seguire un’intervista ad uno dei più grandi gruppi anarchici in Grecia, il Movimento Antiautoritario (AK) riguardo alla situazione presente politica e sociale in Grecia, la minaccia posta dall’estrema destra e ovviamente l’attività del movimento anarchico.

Potete fornire qualche informazione riguardo alla crisi attuale e al programma di austerità in Grecia e come questo colpisca la classe operaia?

La crisi attuale colpisce profondamente la società greca. Disoccupazione e povertà sono aumentate esponenzialmente. Ci sono case senza cibo o elettricità. Ogni giorno la gente perde il lavoro. Molta gente si sposta all’estero per lavorare. E noi pensiamo che questo sia solo l’inizio. Anzi è un altro esperimento di “dottrina shock”.

L’anarchia ha profonde radici in diverse parti del pianeta.Quando è emersa per la prima volta in Grecia e quali sono attualmente I punti di forza e quelli deboli?

Gli Anarchici esistono in grecia dal 1900. La crescita del movimento anarchic l’abbiamo pero’ negli anni 80. Ci sono moltissimi punti di forza e di debolezza. Possiamo solo dire che la partecipazione e la solidarietà riguardo le lotte sociali dei lavoratori, degli immigrati o dei prigionieri, la forza nei giorvani, la lotta contro la repressione e contro il capitale. Dovrebbe esserci una menzione speciale riguardo la lotta e gli scontri contro i tagli e le misure del FMI .

Cos’è Il Movimento Antiautoritario (AK) e in che tipo di attività e lotte siete coinvolti in termini di sindacati e di campagne delle comunità?

AK è una rete di assemble in alcune città greche.Ci sono una varietà di lotte in cui siamo coinvolt*.Al momento siamo maggiormente coinvolti nella campagna che ha a che fare con il supporto dei lavoratori della fabbrica “VioMe”, che stanno per prendersi la fabbrica e per autogestirla, la lotta in solidarietà ai cittadini di  Chalkidiki, Kilkis e Thrace, contro le miniere d’oro che stanno per costruire in quelle regioni (una procedura accelerata di investimento che sarebbe una catastrofe per la zona) e generalmente il supporto alle lotte locali contro le scelte catastrofiche e di sfruttamento dello stato e il capitale. Partecipiamo poi a Salonicco (= Thessaloniki) a due centri sociali (Micropolis e Scholeio) dove in questo momento stiamo cercando forme e strutture auto-organizzate di economia sociale e di solidarietà per rispondere alla crisi e di lavorare su una proposta di un modo di vita diverso, una società diversa. Vedi, la situazione è molto critica in questo momento in Grecia e ci sono due strade da scegliere o la brutalità di massa o la creatività. In questo processo noi collaboriamo con un sacco di gente e gruppi di Salonicco  e da tutta la Grecia che lavorano su progetti simili. Ultimo ma non per importanza bisogna menzionare la nostra attenzione sulla lotta antifascista, che è anche un problema cruciale vista la crescita del partito neonazista radicale greco….

Quanti prigionieri anarchici sono incarcerati in Grecia al momento?

Devono essere più di 20. Molti di loro sono stati accusati di lotta armata.

Molte sezioni dei media stranieri come The Guardian Newspaper si sono concentrate sulla preoccupazione della crescita del partito di estrema destra Alba dorata comparando la situazione odierna con quella della Repubblica di Weimar dei primi anni ’30.Chi sono questi e cosa stanno facendo gli anarchici e gli antifascisti per combattere la loro influenza?

C’è un aumento di neonazi e non solo del partito dell’estrema destra Alba Dorata. Non è stata solo la crisi a creare questo aumento, ma anche lo stato. Alba Dorata è sempre stata uno strumento dello stato, dove la polizia non riusciva ad agire.
Lo stato ha agito in una maniera di gran lunga più nazista dei Nazi. La creazione di centri detentivi per profughi, i pestaggi dei manifestanti, dei profughi, le recenti torture degli/delle antifascist* nei quartieri generali della polizia, la molto ben conosciuta fratellanza tra polizia e Alba dorata (50% della polizia li ha votati)… Tutto questo si è trasformato adesso nell’ascesa dei nazi.

Con l’ascesa dell’Alba Dorata, c’è anche un’ascesa del movimento antifascista. A parte tentare di informare la società riguardo al ruolo di Alba Dorata e le sue relazioni con la polizia, c’è anche una lotta per cacciarli dalle strade e minimizzare la loro presenza nella società.
Fin’ora, sembra che abbiamo la forza di farlo nonostante l’aiuto che hanno dallo stato.

Qual è la vostra opinione riguardo l’ascesa del partito di sinistra radicale Syriza e quanti anarchici hanno votato per loro nelle ultime elezioni?

Prima di tutto, Syriza non è per niente radicale. Vi ricordiamo la nostra dichiarazione dopo  le ultime elezioni.”Diamo il benvenuto a Syriza nell’inferno dell’autorità”. Syriza ha guadagnato la sua ascesa grazie al movimento di piazza Syntagma ma questo non è il movimento. E’ un partito di sinistra che combatte per ottenere il governo. Noi non sappiamo quanti anarchici abbiano votato Syriza. Noi sappiamo che la nostra assemblea – quella di Salonicco- non ha votato proprio.

Nonostante il loro essere presente in dozzine di scioperi generali, l’attuale amministrazione sotto il nome di Nuova Democrazia continua ad imporre misure di austerità molto pesanti per volere del FMI-UE.
Quale pensi debba essere il prossimo passo e che ruolo dovrebbero avere gli anarchici in queste lotte?

E’ difficile da dire quale possa essere il prossimo passo.
Una cosa che abbiamo capito, dopo aver combattuto contro un regime repressivo estremamente determinato durante gli ultimi 3 anni, è che le modalità tradizionali di lotta contro le loro politiche non sono efficaci al momento. Così oggi, noi proviamo a creare nuovi legami con differenti parti della società che ci aiuteranno a resistere e a costruire qualcosa si nuovo. Noi tenteremo di mostrare alla società che ci sono vie alternative senza lo stato e il capitale. E’una strada difficile, lo sappiamo ma non combatteremmo per questa se non sapessimo che è realizzabile. Non possiamo parlare a nome di tutti gli anarchici, ma parliamo per le nostre scelte e strategie come AK.

Che ruolo possono avere gli anarchici esterni alla Grecia per aiutare il movimento?

La parte della solidarietà è così importante in questo momento. Aiuta la gente a continuare a combattere e la incoraggia. E’ vitale anche pressare le autorità. E’ così utile vedere che ci sono compagn* e gente fuori dal tuo paese che si interessa a te e a cosa sta succedendo qui.
Noi sentiamo di non essere soli in questo attacco dello stato e del capitale. In più cerchiamo sempre incontri e collaborazioni con gruppi e collettivi del resto d’Europa, in particolar modo dai paesi PIIGS* per condividere pensieri, esperienze e forme di lotta. Non dovremmo essere solo in questo. Tu non dovresti essere solo. Noi siamo tutti insieme. Per questa ragione negli ultimi anni abbiamo partecipato alla rete anticapitalista “europea” M31. (http://march31.net/).

Altri links:
Occupied London
http://blog.occupiedlondon.org/
Greece’s uncertain future- un breve documentario
http://roarmag.org/2012/11/greeces-uncertain-future-a-short-documentary/

* PIIGS: Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna

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